Un sondaggio
dell’"Orf":
stima e affetto sono i sentimenti degli austriaci per Ratzinger.
Ad attenderlo i luoghi
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della sua «seconda patria»
Dal nostro inviato a Vienna, Luigi Geninazzi
C'è voluto un sondaggio
realizzato dall'"Orf", la televisione pubblica austriaca, per
rimettere le cose a posto. Da settimane i "mass-media" locali dedicano grande
attenzione alla visita del Papa che inizierà oggi, ma l'immagine complessiva
era quella di una sostanziale indifferenza di questo piccolo Paese, un tempo
"roccaforte" del cattolicesimo, nei riguardi del Capo della Chiesa universale. Non
è così. L'inchiesta molto analitica condotta dall'"Orf", in
collaborazione con la "Facoltà di teologia" dell'università statale
di Vienna, rivela che la maggioranza degli austriaci, il 53 %, si sente onorata
dalla visita del Pontefice mentre solo il 14 % non mostra alcun interesse. Ed
uno su quattro ritiene l'evento molto significativo sul piano personale. «In
generale gli austriaci hanno simpatia per Benedetto
XVI», afferma il
professore Paul Zulehner, docente di teologia pastorale e decano della "Facoltà
di teologia cattolica". Nel suo ampio ufficio sul Ring, di fronte alle magnifiche
guglie della Votivkirche, illustra i risultati della ricerca.
Chi è Papa Ratzinger per gli austriaci? La scala delle risposte vede al primo
posto la definizione di «grande intellettuale e teologo».
Subito dopo, e questo è il dato più interessante, «una persona in cui si può
avere fiducia». Molti poi sottolineano come sua caratteristica «il fatto che
ami il nostro Paese».
«Si troverà del tutto a suo agio in mezzo a noi», dice la gente che in questi
giorni assiste con curiosità ai lavori per l'installazione di un grande palco
nella piazza Am Hof, dove il Papa si recherà questa mattina. Per Benedetto XVI
l'Austria
è un po' una seconda patria.
La sua famiglia ha radici austriache e, proprio al confine con la Baviera, c'è
un villaggio che si chiama "Ratzingerhof". È una delle tante
curiosità che si trovano nel libro di recente pubblicazione «Papa Benedetto
XVI e l'Austria». L'autore, Martin Kugler, è un giovane storico che ha
ricostruito i profondi legami tra il Pontefice e questa nazione, a cominciare
dalla città di Salisburgo, vicinissima al paese natale di Joseph Ratzinger.
«Ci andava fin da quando era ragazzo, attratto dalla bellezza della città e
dai concerti mozartiani», spiega Kugler. Paesaggi incantevoli, musica e
cultura, sono gli ingredienti di questa terra che più piacciono a Benedetto
XVI, come ha ricordato lui stesso nella recente "lettera" ai settimanali diocesani
austriaci.
Qui ha sempre avuto tanti amici ed ha anche trovato un maestro, il teologo Franz
Michel Willam che, negli anni del "Concilio Vaticano II", trasmise al
giovane sacerdote un concetto basilare: l'autentico rinnovamento è
"semplificazione". E questa semplicità che coincide con lo sguardo
sull'essenziale non è forse il "leit-motiv" del Pontificato "ratzingeriano"?
Anche il viaggio a Mariazell si deve ad un'occasione molto semplice.
Nell'autunno del 2004 il cardinale Ratzinger fu invitato dall'associazione
europea dei notai, presieduta da un austriaco, a unirsi al loro pellegrinaggio.
Era la prima volta che ci andava e ne rimase vivamente colpito. "Ci
tornerò",
disse. E quando, eletto al soglio pontificio, ricevette in udienza i compagni di
quel viaggio non dimenticò la sua promessa.
Più tardi, il 5 agosto del 2006, confiderà: «Mariazell è un posto che mi è
piaciuto tanto che ho detto: sì, tornerò dalla "Magna Mater Austriae".
Naturalmente questa è diventata subito una promessa che io manterrò, e la
manterrò volentieri». È dunque un viaggio molto particolare quello che il
Papa inizia oggi. «Un viaggio legato alla sua persona, al suo profondo
sentire», nota Kugler. Anche il motto scelto per la visita, "Auf Christus
schauen", "Guardare a Cristo", riprende il titolo di un suo libro
ed esprime il concetto fondamentale del suo pontificato. È un invito che
rivolgerà, con parole forti e chiare, nei prossimi tre giorni qui in Austria.
Certo, c'è chi continuerà a guardare da un'altra parte. Anche tra i cattolici.
Arriva il Papa e i gruppi di contestazione ecclesiale intendono sottoporgli le
solite richieste (ordinazione sacerdotale delle donne, preti sposati e così
via). Ma non è previsto un loro incontro con Benedetto XVI «che viene come
pellegrino per pregare e celebrare insieme a noi una grande festa della fede -
ha dichiarato ieri l'arcivescovo di Vienna, cardinale
Schönborn - . Per
discutere ci sono altri fori». Gli anni più difficili della Chiesa austriaca
(con gli scandali del caso "Groer" e del seminario di "Sankt
Polten") sono ormai alle spalle ma, dice il professor Zulehner, «non è
escluso che il Papa ne faccia cenno, proprio per dare più forza e incisività a
una ripresa del messaggio cristiano che sempre è chiamato a dare e a chiedere
perdono».