IL CLIMA

Un sondaggio dell’"Orf":
stima e affetto sono i sentimenti degli austriaci per Ratzinger.

RITAGLI    Ad attenderlo i luoghi    DOCUMENTI
della sua «seconda patria»

Dal nostro inviato a Vienna, Luigi Geninazzi
("Avvenire", 7/9/’07)

C'è voluto un sondaggio realizzato dall'"Orf", la televisione pubblica austriaca, per rimettere le cose a posto. Da settimane i "mass-media" locali dedicano grande attenzione alla visita del Papa che inizierà oggi, ma l'immagine complessiva era quella di una sostanziale indifferenza di questo piccolo Paese, un tempo "roccaforte" del cattolicesimo, nei riguardi del Capo della Chiesa universale. Non è così. L'inchiesta molto analitica condotta dall'"Orf", in collaborazione con la "Facoltà di teologia" dell'università statale di Vienna, rivela che la maggioranza degli austriaci, il 53 %, si sente onorata dalla visita del Pontefice mentre solo il 14 % non mostra alcun interesse. Ed uno su quattro ritiene l'evento molto significativo sul piano personale. «In generale gli austriaci hanno simpatia per Benedetto XVI», afferma il professore Paul Zulehner, docente di teologia pastorale e decano della "Facoltà di teologia cattolica". Nel suo ampio ufficio sul Ring, di fronte alle magnifiche guglie della Votivkirche, illustra i risultati della ricerca.
Chi è Papa Ratzinger per gli austriaci? La scala delle risposte vede al primo posto la definizione di «grande intellettuale e teologo».
Subito dopo, e questo è il dato più interessante, «una persona in cui si può avere fiducia». Molti poi sottolineano come sua caratteristica «il fatto che ami il nostro Paese».
«Si troverà del tutto a suo agio in mezzo a noi», dice la gente che in questi giorni assiste con curiosità ai lavori per l'installazione di un grande palco nella piazza Am Hof, dove il Papa si recherà questa mattina. Per Benedetto XVI l'
Austria è un po' una seconda patria.
La sua famiglia ha radici austriache e, proprio al confine con la Baviera, c'è un villaggio che si chiama "Ratzingerhof". È una delle tante curiosità che si trovano nel libro di recente pubblicazione «Papa Benedetto XVI e l'Austria». L'autore, Martin Kugler, è un giovane storico che ha ricostruito i profondi legami tra il Pontefice e questa nazione, a cominciare dalla città di Salisburgo, vicinissima al paese natale di Joseph Ratzinger. «Ci andava fin da quando era ragazzo, attratto dalla bellezza della città e dai concerti mozartiani», spiega Kugler. Paesaggi incantevoli, musica e cultura, sono gli ingredienti di questa terra che più piacciono a Benedetto XVI, come ha ricordato lui stesso nella recente "lettera" ai settimanali diocesani austriaci.
Qui ha sempre avuto tanti amici ed ha anche trovato un maestro, il teologo Franz Michel Willam che, negli anni del "Concilio Vaticano II", trasmise al giovane sacerdote un concetto basilare: l'autentico rinnovamento è "semplificazione". E questa semplicità che coincide con lo sguardo sull'essenziale non è forse il "leit-motiv" del Pontificato "ratzingeriano"? Anche il viaggio a Mariazell si deve ad un'occasione molto semplice.
Nell'autunno del 2004 il cardinale Ratzinger fu invitato dall'associazione europea dei notai, presieduta da un austriaco, a unirsi al loro pellegrinaggio.
Era la prima volta che ci andava e ne rimase vivamente colpito. "Ci tornerò", disse. E quando, eletto al soglio pontificio, ricevette in udienza i compagni di quel viaggio non dimenticò la sua promessa.
Più tardi, il 5 agosto del 2006, confiderà: «Mariazell è un posto che mi è piaciuto tanto che ho detto: sì, tornerò dalla "Magna Mater Austriae". Naturalmente questa è diventata subito una promessa che io manterrò, e la manterrò volentieri». È dunque un viaggio molto particolare quello che il Papa inizia oggi. «Un viaggio legato alla sua persona, al suo profondo sentire», nota Kugler. Anche il motto scelto per la visita, "Auf Christus schauen", "Guardare a Cristo", riprende il titolo di un suo libro ed esprime il concetto fondamentale del suo pontificato. È un invito che rivolgerà, con parole forti e chiare, nei prossimi tre giorni qui in Austria.
Certo, c'è chi continuerà a guardare da un'altra parte. Anche tra i cattolici. Arriva il Papa e i gruppi di contestazione ecclesiale intendono sottoporgli le solite richieste (ordinazione sacerdotale delle donne, preti sposati e così via). Ma non è previsto un loro incontro con Benedetto XVI «che viene come pellegrino per pregare e celebrare insieme a noi una grande festa della fede - ha dichiarato ieri l'arcivescovo di Vienna,
cardinale Schönborn - . Per discutere ci sono altri fori». Gli anni più difficili della Chiesa austriaca (con gli scandali del caso "Groer" e del seminario di "Sankt Polten") sono ormai alle spalle ma, dice il professor Zulehner, «non è escluso che il Papa ne faccia cenno, proprio per dare più forza e incisività a una ripresa del messaggio cristiano che sempre è chiamato a dare e a chiedere perdono».