IL PATRIARCA ALESSIO II

RITAGLI     Verso Roma, tra "aperture" e "freni"     DOCUMENTI

Malgrado le accuse di "proselitismo" alla "Chiesa Cattolica"
e i problemi legati alla questione dell’"uniatismo", credeva nel valore del "dialogo".

ALESSIO II (1929-2008), Patriarca della Chiesa Ortodossa in Russia...

Luigi Geninazzi
("Avvenire", 6/12/’08)

Era diventato ormai una specie di "ritornello" che il Patriarca di Mosca ripeteva ogni volta che gli veniva chiesto quali fossero i suoi rapporti con la Chiesa di Roma. «Noi siamo aperti al "dialogo" con i cattolici ma ci sono due grossi ostacoli: il "proselitismo" e l’"uniatismo"». L’attività dei Missionari cattolici nell’ex impero dell’"ateismo" e l’uscita dalle catacombe della "Chiesa greco-cattolica", "ortodossa" nei riti ma ubbidiente al Papa, erano i due grossi "crucci" del Patriarca. Eletto a capo della Chiesa russa nel 1990, dopo gli anni delle "persecuzioni" sovietiche, Alessio II si trovò a gestire una fase del tutto nuova e imprevedibile di grande "libertà religiosa", con le inevitabili "frizioni" tra le diverse comunità di fedeli. Ma l’immagine diffusa dai "mass-media" di fiero oppositore della "Chiesa Cattolica" non corrisponde pienamente alla figura del Patriarca Alessio. Lui credeva davvero alla possibilità del "dialogo" e lo praticò dentro i limiti che gli erano permessi, tenendo conto dei pesanti condizionamenti di un "Sinodo" in maggioranza diffidente nei riguardi dei cattolici.
L’anno di "svolta" fu il 1997. Tutto sembrava ormai pronto per lo storico incontro tra il Patriarca di Mosca ed il Papa di Roma che si sarebbe dovuto realizzare in "campo neutro", a Vienna. Una prima assoluta dai tempi dello "Scisma d’Oriente". Ma ecco che il "Sinodo", l’organismo che riunisce tutti i Vescovi ed è il supremo "organo decisionale" della "Chiesa ortodossa russa", si mette di traverso. All’ultimo momento da San Danilo, sede del "Patriarcato di Mosca" (il cosiddetto «Vaticano rosso»), arriva la "doccia fredda" con l’improvvisa cancellazione dell’incontro.
Negli stessi giorni scoppia una furibonda "polemica" a proposito della legge sulla "libertà di culto", fortemente restrittiva nei riguardi dei cattolici. La "Duma" l’approva, il Patriarcato la sostiene ma il Presidente Eltsin la boccia attirandosi le ire di Alessio II. Con il
"Vaticano" inizia la stagione del "grande freddo". Nel Giugno del 2001 Giovanni Paolo II («il Papa polacco» come viene chiamato con malcelata ostilità dagli "ortodossi russi") visita l’Ucraina, acclamato dai "greco-cattolici" ed anche dalle Chiese "ortodosse" locali che si sono dichiarate "autonome" da Mosca. Ma dal "Patriarcato" russo giungono duri avvertimenti e fosche minacce di "rottura".
Lo scontro ha il suo culmine nel 2002, allorché la "Santa Sede" istituisce quattro Diocesi nella "Federazione Russa".
Per Alessio si tratta di un grave affronto, «un’invasione del territorio "canonico" appartenente alla Chiesa "ortodossa"». Nonostante le "dichiarazioni" concilianti del
Metropolita Kirill (uno dei candidati alla successione del Patriarca defunto), i rapporti tra cattolici e "ortodossi" russi restano molto "freddi", anche se non vengono mai interrotti. Negli anni seguenti ci sono alcuni timidi segnali di "disgelo" che dopo l’elezione a Pontefice di Joseph Ratzinger diventano sempre più evidenti. Il "Patriarcato di Mosca" ha via via ammorbidito le tradizionali accuse di "proselitismo" contro i cattolici ed in più occasioni ha espresso la sua vicinanza a Benedetto XVI con cui afferma di trovarsi in "sintonia" teologica e pastorale. «Alessio II è stato una persona che ha sempre mostrato grande amabilità e attenzione nei riguardi della mia "missione"», ricorda Monsignor Antonio Mennini, Nunzio Apostolico a Mosca dal 2002 ed artefice del "riavvicinamento" tra il "Patriarcato" ed il "Vaticano". Negli ultimi tempi ci sono stati scambi affettuosi di "messaggi" tra Alessio II e Papa Ratzinger, mentre le recenti visite a Mosca del Cardinale Dionigi Tettamanzi di Milano e del Cardinale Crescenzio Sepe di Napoli hanno segnato la ripresa di un "dialogo" sincero e cordiale. E domani tutta la "comunità cattolica" moscovita si ritroverà insieme per celebrare una Messa in "suffragio" del Patriarca scomparso.