"PELLEGRINO" DI SPERANZA

Parla lo "storico" Michael Tagliacozzo, scampato ai "lager".
Ebreo "romano", 88 anni, vive in un "kibbutz" vicino ad Haifa.
Nel 1943 riuscì a sfuggire ai "nazisti", trovando rifugio prima in "Laterano,
quindi in un "Convento Francescano".

RITAGLI     «Il Papa allo "Yad Vashem"     TERRA SANTA
mi ha toccato il cuore»

Da Michael Tagliacozzo, un esplicito "apprezzamento"
per le "parole" e i "gesti" di Ratzinger in Israele:
«Ha una grande "profondità".
La mia "storia" testimonia l’impegno della "Chiesa" per gli ebrei».
«Sono molto deluso da come la "stampa israeliana" ha trattato la visita al "Memoriale".
I loro "rilievi" sono infondati e superficiali».

Papa Benedetto XVI in preghiera al Muro del Pianto, in Gerusalemme...

Il Papa in Terra Santa invoca la pace e il perdono, perché nel mondo cresca il dialogo tra le religioni!

Dal nostro inviato a Gerusalemme, Luigi Geninazzi
("Avvenire", 13/5/’09)

Sfoglia i giornali, guarda i "titoli", legge i "commenti". Ed alla fine scuote la testa con disappunto. Allo "storico" Michael Tagliacozzo, ebreo "romano" residente in Israele, proprio non è piaciuto quel che i giornali "locali" hanno scritto e riportato su Benedetto XVI a "Yad Vashem". «Occasione perduta» ("Yediot Ahronot"), «discorso deludente» ("Maariv"), «il Papa non chiede scusa» ("Jerusalem Post"). «Ma che pretendono?», borbotta. Nonostante i suoi 88 anni, Michael Tagliacozzo ha ancora un’incredibile energia, studia e dà lezioni. La sua vita è degna di un "romanzo". Nel 1943, a 22 anni, sfugge all’arresto dei "nazisti" trovando rifugio dapprima in "Laterano" e poi in un Convento di "Francescani" (ne parla in un suo libro: «La comunità di Roma sotto l’incubo della svastica »). Scampato al "lager", dopo la guerra viene "deportato" dagli inglesi a Cipro.
Si definisce "sionista pacifista", vive in Israele ma non ne ha mai preso la "cittadinanza".
Ancora oggi risiede in un "kibbutz" presso la città di
Haifa, a Nir Eziom. Ed ogni sera, prima d’addormentarsi, legge sia il "Vecchio" che il "Nuovo Testamento’.

Professor Tagliacozzo, cosa ha provato vedendo il Papa al "Memoriale dell’Olocausto", a "Yad Vashem"?

Quando Benedetto XVI ha ricordato coloro che hanno perso la vita ma non perderanno i loro "nomi", mi ha toccato il cuore. Sa, io e mia moglie abbiamo perso quattordici parenti ad "Auschwitz". Ma devo dire la verità: sono molto deluso da come i giornali hanno trattato la notizia. Trovo le loro "critiche" infondate e superficiali.

Ad esempio?

È scoppiata una gran "polemica" sul fatto che il Papa, parlando delle vittime dell’"Olocausto", ha usato il termine "uccisi" e non "assassinati". Forse qualcuno pretendeva che Benedetto XVI ripetesse letteralmente una "preghiera ebraica" che si tiene a "Yad Vashem" e nella quale si dice che i nostri fratelli sono stati massacrati, "trucidati", bruciati, annegati e via di seguito, in una descrizione dettagliata dell’"orrore". Ma quel che conta è il senso del suo "gesto".

Che a quanto pare non tutti hanno capito. Sembra che qualunque cosa dica questo Papa sulla "Shoah", non sia mai abbastanza...

Sì, è vero. Molti scambiano il suo "garbo" e la sua timidezza per "reticenza" e per freddezza. Ma i suoi "discorsi" ed i suoi "scritti" sono di una profondità non comune. Se uno si prende la briga di leggere quel che Joseph Ratzinger scriveva già da Cardinale, noterà che il rispetto e l’"amicizia" per gli ebrei rappresentano uno dei "punti cardini" del suo pensiero.

Lei, come "storico" e come ebreo, ha difeso in più occasioni il comportamento della "Chiesa Cattolica" e di Pio XII durante gli anni del "nazismo". Tutto questo le ha creato dei problemi?

Beh, tanta gente qui in Israele non condivide la mia "simpatia" per la "Chiesa Cattolica", anche se non osano criticarmi apertamente. Devo dire però che quando l’anno scorso Benedetto XVI mi ha nominato "Cavaliere dell’Ordine di San Gregorio Magno" tutti nel mio "kibbutz" si sono sentiti onorati. Poi, certo, le discussioni sono infinite, a cominciare dalla figura di Pio XII. Ma io dico sempre: i Preti ed i Frati che a Roma nascondevano gli ebrei nelle Parrocchie e nei Conventi lo facevano perché c’era un "ordine" ben preciso che veniva dall’alto, dal "Vaticano"! Io lo posso testimoniare.

Professor Tagliacozzo, che risultato si aspetta da questa "visita" di Benedetto XVI in Israele?

Una rinnovata e più forte "amicizia" tra ebrei e cristiani, tra Israele e "Chiesa Cattolica". E se qualcuno storce il naso e, per quanto faccia e dica il Papa, non è mai soddisfatto, io ribatto: "Non prevalebunt!".