RIFLESSIONE

RITAGLI     Il mio "Sessantotto" con "Mani Tese"     DOCUMENTI

La difficile sintesi tra ideali missionari e "militanza"…

P. Piero Gheddo*
("Mondo e Missione", Giugno-Luglio 2008)

A quarant’anni dal "Sessantotto", i reduci di quegli «anni formidabili» ricordano. Allora ero direttore di "Le Missioni Cattoliche" (che proprio da quell’anno sono state ribattezzate "Mondo e Missione") e facevo frequenti visite ai Missionari. Per la prima volta l’Occidente ricco scopriva la vita "disumana" di popoli lontani.
Nel Marzo 1964 pubblico su questa rivista un "servizio speciale" sulla fame nel mondo, che suscita molte richieste di conferenze, interventi nelle scuole, articoli… Al "Centro Missionario Pime" di Milano, insieme ai Padri
Amelio Crotti e Giacomo Girardi, decidiamo di fondare "Mani Tese", un’associazione laicale che ha lo scopo di far conoscere i problemi del mondo e di raccogliere aiuti per i progetti dei Missionari. Prevediamo un incontro settimanale di preghiera e di lettura della Bibbia (la grande novità del "post-Concilio") e cerchiamo di rispondere alle molte richieste che ci vengono da tutta Italia. Grazie alla pubblicità di televisione, radio e giornali, nascono decine di gruppi di "Mani Tese", che ci comunicano la loro esistenza e chiedono materiali, orientamenti, visite di Missionari. Padre Crotti nomina il giovane Padre Carlo Torriani, da alcuni mesi redattore di "Le Missioni Cattoliche", assistente di "Mani Tese". Un anno dopo, il "Pime" chiede ai quattro "Istituti Missionari" di origine italiana di collaborare a questa fortunata iniziativa. Così "Comboniani", "Saveriani" e "Missionari della Consolata" aprono le loro Case al "movimento" e incaricano alcuni Padri di seguirlo. Molte le iniziative: libri, opuscoli, mostre fotografiche itineranti, convegni e manifestazioni, "campi di lavoro" per raccogliere carta e stracci, un’attiva presenza nei "mass media". Sorgono circa 250-300 gruppi (più di 80 in Lombardia). Sino al 1974 sono incaricato della pubblicazione dei libri e degli opuscoli culturali.
Il mio "Sessantotto", dunque, è stato fortemente segnato dai moltissimi incontri serali con i giovani di questi gruppi, animati da grandi ideali.
Ma la crescita clamorosa di "Mani Tese" incrocia la nascita della contestazione "sessantottina", che voleva «un mondo nuovo», senza capire che questo può nascere solo da Cristo! Noi Missionari non abbiamo avuto l’unità, la forza di fede e "carismatica" di tenere il "movimento" in una linea ecclesiale e missionaria. Un po’ alla volta ha abbandonato la preghiera e l’ispirazione cristiana, sostituendole con l’«analisi delle situazioni di oppressione» (la cui "colpa" era tutta dell’Occidente!). Nel "movimento" si sviluppa un intenso dibattito sull’analisi politica delle ingiustizie mondiali. I Missionari vengono accusati di rimanere in una «linea assistenzialistica» funzionale al potere di classe, mentre la tendenza ormai è quella di aderire, anche solo idealmente, ai vari "movimenti" «rivoluzionari», nati dal "marxismo" e dal "comunismo". Nei gruppi di "Mani Tese" in cui sono invitato, la discussione è sempre la stessa: "socialismo sì, socialismo no"; "rivoluzione violenta o non violenta"; "guerriglia di liberazione sì o no"; "analisi marxista sì o no". L’ispirazione cristiana è vista come un ostacolo alla diffusione del "movimento", che si dichiara «aperto a tutti». L’analisi "marxista" della società, che occupa lo spazio culturale "sessantottino", viene adottata anche da molti gruppi giovanili cattolici, nonostante la voce quasi solitaria di Paolo VI che ammonisce sulla "disumanità" di certe «vie di liberazione». Anni di grande e appassionato "attivismo"!
Nel 1970 la prima "scissione" in "Mani Tese", che approva quattro punti voluti dagli "Istituti Missionari": ispirazione cristiana del "movimento", presenza dei Missionari nell’associazione, "microrealizzazioni" e rapporto fra "Mani Tese" e impegno politico. Si stabilisce che «il "movimento" in quanto tale non intende prendere ufficialmente posizioni politiche in senso stretto. Né può partecipare a manifestazioni promosse o appoggiate da partiti, sindacati o gruppi di pressione politica». Un certo numero di gruppi e di aderenti si staccano per fondare "Progetto Uomo", poi scomparso. Nel 1976, la seconda e definitiva "scissione". Gli "Istituti Missionari" si ritirano da "Mani Tese", che diventa un "movimento" politicizzato contiguo ai Partiti di estrema "sinistra". Con "Mani Tese" noi Missionari abbiamo perso una grande occasione di evangelizzazione e di «animazione missionaria». Purtroppo, anche il "movimento" missionario italiano (preso nel suo assieme) era diviso. Non tutti condividevano le posizioni del Presidente di "Mani Tese", Mons. Aristide Pirovano, ispirate dalla fede e dalla fedeltà al Papa.

* Giornalista e scrittore
(
www.gheddopiero.it )