Da Genova le sue prime parole: «Quando il Papa chiama, si risponde».
Monsignor Angelo
Bagnasco, già ordinario militare per l'Italia e arcivescovo
di Genova dallo scorso 24 settembre, è il nuovo presidente della Conferenza
episcopale italiana. Nel capoluogo ligure, in contemporanea con la Sala stampa
vaticana e all'analoga comunicazione data a Roma dal presidente uscente della
Cei cardinale Camillo
Ruini, l'annuncio è stato dello stesso Bagnasco. Nel
salone dell'episcopio, davanti al suo vicario monsignor Palletti e ai direttori
e al personale degli uffici di Curia, con la lettura del messaggio
indirizzatogli dal segretario di Stato vaticano cardinale Tarcisio Bertone
l'arcivescovo ha dato conto della nomina voluta dal Santo Padre, «vescovo di
Roma, primate d'Italia» il cui magistero nella missione della Cei è luce
chiara e sicura. La designazione è stata accettata da Bagnasco per obbedienza e
spirito di servizio, perché «quando il Papa chiama - ha sottolineato con forza
- si risponde», nella certezza che dai confratelli nell'episcopato verranno
comprensione e collaborazione «per camminare insieme».
Dopo aver espresso sentimenti di viva gratitudine al cardinale Ruini grazie al
cui operato alla guida della Cei la Chiesa italiana «è stata in grado di
crescere nella consapevolezza della propria fede, della missione
evangelizzatrice cui è chiamata e della necessità di essere presente nella
storia e nel mondo come luce e sale», monsignor Bagnasco - su richiesta dei
rappresentanti dei "media" - ha sintetizzato gli orientamenti operativi che
dovranno caratterizzare il suo mandato quinquennale: in primo luogo attenzione
alle urgenze provenienti dalle diocesi e dalla storia in generale, e poi ascolto
dei confratelli e - assieme a loro - ascolto e attenzione alla realtà del
Paese, in una linea di continuità rispetto alle indicazioni espresse dal Papa.
Termini quali ascolto, comprensione e collaborazione - ma anche la
sottolineatura che la Chiesa, così radicata nella storia e nell'
"ethos" del
nostro popolo del quale condivide i problemi e le attese, è vera «alleata
dell'uomo» - valgono sicuramente a dare la cifra di lettura di quello che sarà
lo stile operativo del nuovo vertice Cei.
È un compito delicato e impegnativo quello che attende ora l'arcivescovo di
Genova. Bagnasco conserverà infatti anche la responsabilità pastorale della
diocesi di San Siro. «Spero di poter andare a Roma almeno tutte le settimane»,
ha spiegato. «Talvolta verrà qui a Genova il segretario generale monsignor
Giuseppe Betori. L'ottima organizzazione degli uffici centrali della Cei è di
per sé garanzia di sicurezza e tranquillità, trattandosi di una struttura in
grado di rispondere alle sfide che si pongono oggi davanti ai pastori delle
Chiese locali. Il Consiglio permanente, il Consiglio di presidenza, le
Commissioni lavorano in spirito di comunione fraterna. Il cardinale Ruini
continua ad essere, come vicario di Roma, membro attivo del Consiglio permanente
e dell'Assemblea generale».
Alla breve comunicazione di monsignor Bagnasco ha fatto seguito un indirizzo di
saluto dell'ausiliare e vicario generale Luigi Ernesto Palletti, il quale ha
ricordato, ripercorrendo a ritroso la storia recente della Chiesa ligure, che un
altro presule genovese - l'indimenticato cardinale Giuseppe Siri - aveva
ricoperto lo stesso incarico di presidente della Conferenza episcopale pur
conservando nel contempo la gravosa responsabilità pastorale di arcivescovo.
«Penso di farmi interprete del sentire di tutti e pertanto - ha continuato
Palletti rivolgendosi direttamente all'arcivescovo - non nascondo che in questi
giorni in cui abbiamo assistito ad un rincorrersi di voci in merito a questa
nomina, nel nostro animo il timore di perderla è stato grande. Ora ogni ansia
si è calmata, abbiamo appreso ufficialmente che questo nuovo compito affidatole
non la porterà via da Genova e soprattutto dalla guida della nostra
arcidiocesi. Vogliamo essere ancora più suoi collaboratori attenti».
L'incontro in episcopio con il personale di curia e con i giornalisti è durato
poco meno di mezz'ora. Fuori da ogni ufficialità, conversando poi con alcuni
dei presenti in un clima di distensione quasi familiare, il nuovo presidente
della Conferenza episcopale ha chiesto l'aiuto di una preghiera. Alla Cei - ha
aggiunto sorridendo - «dopo il grande cardinale, c'è un "cireneo".
Statemi vicino, aiutatemi».