I CATTOLICI E IL PAESE

RITAGLI   Angelo Bagnasco   DIARIO
nuovo presidente della Cei

Da Genova le sue prime parole: «Quando il Papa chiama, si risponde».

Mons. Angelo Bagnasco, Vescovo di Genova e nuovo Presidente della Cei.

Da Genova, Antonio Giorgi
("Avvenire", 8/3/’07)

Monsignor Angelo Bagnasco, già ordinario militare per l'Italia e arcivescovo di Genova dallo scorso 24 settembre, è il nuovo presidente della Conferenza episcopale italiana. Nel capoluogo ligure, in contemporanea con la Sala stampa vaticana e all'analoga comunicazione data a Roma dal presidente uscente della Cei cardinale Camillo Ruini, l'annuncio è stato dello stesso Bagnasco. Nel salone dell'episcopio, davanti al suo vicario monsignor Palletti e ai direttori e al personale degli uffici di Curia, con la lettura del messaggio indirizzatogli dal segretario di Stato vaticano cardinale Tarcisio Bertone l'arcivescovo ha dato conto della nomina voluta dal Santo Padre, «vescovo di Roma, primate d'Italia» il cui magistero nella missione della Cei è luce chiara e sicura. La designazione è stata accettata da Bagnasco per obbedienza e spirito di servizio, perché «quando il Papa chiama - ha sottolineato con forza - si risponde», nella certezza che dai confratelli nell'episcopato verranno comprensione e collaborazione «per camminare insieme».
Dopo aver espresso sentimenti di viva gratitudine al cardinale Ruini grazie al cui operato alla guida della Cei la Chiesa italiana «è stata in grado di crescere nella consapevolezza della propria fede, della missione evangelizzatrice cui è chiamata e della necessità di essere presente nella storia e nel mondo come luce e sale», monsignor Bagnasco - su richiesta dei rappresentanti dei "media" - ha sintetizzato gli orientamenti operativi che dovranno caratterizzare il suo mandato quinquennale: in primo luogo attenzione alle urgenze provenienti dalle diocesi e dalla storia in generale, e poi ascolto dei confratelli e - assieme a loro - ascolto e attenzione alla realtà del Paese, in una linea di continuità rispetto alle indicazioni espresse dal Papa. Termini quali ascolto, comprensione e collaborazione - ma anche la sottolineatura che la Chiesa, così radicata nella storia e nell' "ethos" del nostro popolo del quale condivide i problemi e le attese, è vera «alleata dell'uomo» - valgono sicuramente a dare la cifra di lettura di quello che sarà lo stile operativo del nuovo vertice Cei.
È un compito delicato e impegnativo quello che attende ora l'arcivescovo di Genova. Bagnasco conserverà infatti anche la responsabilità pastorale della diocesi di San Siro. «Spero di poter andare a Roma almeno tutte le settimane», ha spiegato. «Talvolta verrà qui a Genova il segretario generale monsignor Giuseppe Betori. L'ottima organizzazione degli uffici centrali della Cei è di per sé garanzia di sicurezza e tranquillità, trattandosi di una struttura in grado di rispondere alle sfide che si pongono oggi davanti ai pastori delle Chiese locali. Il Consiglio permanente, il Consiglio di presidenza, le Commissioni lavorano in spirito di comunione fraterna. Il cardinale Ruini continua ad essere, come vicario di Roma, membro attivo del Consiglio permanente e dell'Assemblea generale».
Alla breve comunicazione di monsignor Bagnasco ha fatto seguito un indirizzo di saluto dell'ausiliare e vicario generale Luigi Ernesto Palletti, il quale ha ricordato, ripercorrendo a ritroso la storia recente della Chiesa ligure, che un altro presule genovese - l'indimenticato cardinale Giuseppe Siri - aveva ricoperto lo stesso incarico di presidente della Conferenza episcopale pur conservando nel contempo la gravosa responsabilità pastorale di arcivescovo. «Penso di farmi interprete del sentire di tutti e pertanto - ha continuato Palletti rivolgendosi direttamente all'arcivescovo - non nascondo che in questi giorni in cui abbiamo assistito ad un rincorrersi di voci in merito a questa nomina, nel nostro animo il timore di perderla è stato grande. Ora ogni ansia si è calmata, abbiamo appreso ufficialmente che questo nuovo compito affidatole non la porterà via da Genova e soprattutto dalla guida della nostra arcidiocesi. Vogliamo essere ancora più suoi collaboratori attenti».
L'incontro in episcopio con il personale di curia e con i giornalisti è durato poco meno di mezz'ora. Fuori da ogni ufficialità, conversando poi con alcuni dei presenti in un clima di distensione quasi familiare, il nuovo presidente della Conferenza episcopale ha chiesto l'aiuto di una preghiera. Alla Cei - ha aggiunto sorridendo - «dopo il grande cardinale, c'è un "cireneo". Statemi vicino, aiutatemi».