AL SERVIZIO DELL’UOMO

Ai rappresentanti dei "media" un invito alla coerenza
e alla riscoperta del coraggio culturale.
«La vostra professione sia un aiuto alla verità.
Affido a voi la prossima visita del Papa in Liguria». 

RITAGLI     Bagnasco:     DOCUMENTI
sfida educativa, la missione dei giornalisti

In vista della festa di San Francesco di Sales,
ieri a Genova il porporato ha incontrato gli operatori dell’informazione:
«Con il vostro lavoro aiutate le persone a crescere nei valori».

Da Genova, Antonio Giorgi
("Avvenire", 20/1/’08)

«Sono sempre più convinto che la sfida educativa è oggi più che mai una priorità, in Italia come nel contesto europeo. Voi operatori dell’informazione siete chiamati a compiti importanti. Dovete fare con piena coscienza la vostra parte». Il presidente della "Cei", il cardinale Angelo Bagnasco, incontrando ieri, nella sua veste di arcivescovo di Genova, i giornalisti liguri per la festa di San Francesco di Sales ha rivolto ai rappresentanti dei "media" un forte invito alla coerenza e alla riscoperta del coraggio culturale nell’esercizio della professione. Pena la perdita di credibilità, il venire meno della fiducia dei cittadini, lo smarrimento degli intelletti e delle coscienze.
Nella piccola Chiesa del Monastero della Visitazione, alla periferia est di Genova, Bagnasco ha presieduto la Messa davanti a decine di giornalisti, intrattenendosi poi a parlare della crescente attesa per la visita del
Papa, che a maggio sarà in Liguria, e dei doveri di professionisti che ogni giorno si misurano con la notizia e con i suoi effetti spesso "dirompenti". A porgergli il saluto a nome degli intervenuti sono stati il direttore dell’"Ufficio stampa diocesano" Carlo Arcolao, il presidente dell’"Ucsi" ("Unione cattolica stampa italiana") Italo D’Amico e il rappresentante dell’"Ordine dei giornalisti" e dell’"Associazione stampa" Dino Frambati. Arcolao in particolare ha avuto parole di "esecrazione" per gli «irresponsabili comportamenti» (gli attacchi contro la figura del presule) che costringono l’arcivescovo a muoversi in condizioni di elevata cautela.
Di stima reciproca e affetto condiviso ha quindi parlato Bagnasco, che già all’omelia aveva sollecitato i giornalisti cattolici, nella festa del loro patrono, a deporre sull’altare il loro lavoro «perché il Signore lo fecondi per il bene di tutti». Voi – ha continuato – «partecipate alla vita degli altri; anzi, questa partecipazione fa parte della vostra missione, che deve essere positiva, costruttiva, di aiuto alla fraternità e alla verità». Poi, un richiamo non formale a comportamenti ispirati ad una santità che è possibile per tutti, anche per i giornalisti. «Quando ci mettiamo a scrivere domandiamoci qual è il pensiero di Cristo. Da questo non trarremo un suggerimento per la stesura del pezzo, ma ne guadagnerà lo spirito con il quale affrontiamo la fatica di costruire una società più vera e più umana».
«Vi affido la visita del Papa a Genova – ha continuato il cardinale – . L’affido alle vostre penne, alla vostra intelligenza, al vostro cuore. È una grande gioia accogliere il Pontefice tra di noi». Il mandato esplicito per una «copertura» giornalistica dell’evento che veda mobilitate le migliori energie della stampa locale muove dalla considerazione che «come persone di intelligenza dobbiamo riconoscere al Papa un’autorevolezza che è indiscussa a livello mondiale. Riconosciamo la valenza accademica, la singolare "caratura" intellettuale di questo uomo che la Provvidenza ha posto alla guida della Chiesa universale ». Inevitabile un rapido passaggio su una vergognosa vicenda recente, l’"ostracismo" al professor Ratzinger alla
"Sapienza". «Il suo discorso letto all’Università romana ha fatto il giro del mondo. Anche questa è una grande grazia. Come sempre, il Signore sa trarre perfino dalle zone oscure una grande luce». Non mancherà alla fine una domanda all’arcivescovo: ci sono preoccupazioni per la visita del Papa a Genova? «Nessun timore. C’è solo il senso di una grande attesa».
Sulla sfida educativa che il giornalista deve raccogliere come sua propria missione professionale Bagnasco ha insistito a lungo. «O la affrontiamo di petto, oppure sarà difficile pensare al domani. Dobbiamo reagire allo smarrimento culturale recuperando il coraggio educativo in famiglia, nella scuola, nella comunità cristiana, nelle associazioni. Auspichiamo leggi che rispettino l’uomo, la vita, la libertà. Ma a chi è affidata la loro approvazione, se non alle persone? La persona ben strutturata sui valori farà buone leggi. In questo compito educativo, che è permanente e mai concluso, la vostra opera di giornalisti si inserisce in maniera qualificata. Vorrei che ne foste sempre consapevoli, anche quando scrivete una riga, anche quando scegliete una foto».