|
Nel
silenzio di San Giuseppe è racchiuso lo stile stesso della sua missione: |
| . |
| Ecco
il testo della catechesi pronunciata dal Santo Padre durante l'udienza
generale in Piazza San Pietro nella mattina di mercoledì 19 marzo, solennità di San Giuseppe: |
| 1. Celebriamo quest'oggi la solennità di San Giuseppe, Sposo di Maria. La Scrittura ce lo addita come "padre" di Gesù, pronto a realizzare i disegni divini, anche quando sfuggono all'umana comprensione. A lui, "figlio di David", Dio Padre affidò la custodia del Verbo Eterno fatto uomo, per opera dello Spirito Santo, nel seno della Vergine Maria. San Giuseppe viene definito nel Vangelo "uomo giusto", ed è per tutti i credenti modello di vita nella fede. |
|
2. La parola "giusto" evoca la sua rettitudine morale, il sincero attaccamento alla pratica della legge e l'atteggiamento di totale apertura alla volontà del Padre celeste. Anche nei momenti difficili e talora drammatici, l'umile carpentiere di Nazaret mai arroga per sé il diritto di porre in discussione il progetto di Dio. Attende la chiamata dall'Alto e in silenzio rispetta il mistero, lasciandosi guidare dal Signore. Una volta ricevuto il compito, lo esegue con docile responsabilità: ascolta sollecitamente l'angelo quando si tratta di prendere come sposa la Vergine di Nazaret, nella fuga in Egitto e nel ritorno in Israele. In pochi ma significativi tratti gli evangelisti lo descrivono come custode premuroso di Gesù, sposo attento e fedele, che esercita l'autorità familiare in un costante atteggiamento di servizio. Null'altro di lui ci raccontano le Sacre Scritture, ma in questo silenzio è racchiuso lo stile stesso della sua missione: una esistenza vissuta nel grigiore della quotidianità, ma con una sicura fede nella Provvidenza. |
|
3. Ogni
giorno san Giuseppe dovette provvedere alle necessità della famiglia con il
duro lavoro manuale. Per questo giustamente la Chiesa lo addita come patrono dei
lavoratori. |
|
4. San
Giuseppe, santo così grande e così umile, sia esempio a cui i lavoratori
cristiani si ispirano, invocandolo in ogni circostanza. Al provvido custode
della Santa Famiglia di Nazaret vorrei quest'oggi affidare i giovani che si
preparano alla futura professione, i disoccupati e coloro che soffrono i disagi
delle ristrettezze occupazionali, le famiglie e l'intero mondo del lavoro con le
attese e le sfide, i problemi e le prospettive che lo contrassegnano. |
| . |
|
Giovanni Paolo II |
|
(L'Osservatore Romano - 20 Marzo 2003) |