LA FEDE NEGATA

RITAGLI   «I Governi poco attenti, "società civile" decisiva»   MISSIONE AMICIZIA

Joacquín Alliende, Presidente di "Aiuto alla Chiesa che Soffre":
«Le condizioni di vita dei credenti si aggravano in numerose aree del mondo.
La "libertà religiosa", "test" di democrazia».
Padre Cervellera: «I Paesi Occidentali non fanno abbastanza,
pesano invece le "mobilitazioni popolari", che infastidiscono i "regimi".
Camille Eid: «A Baghdad un "trasferimento coatto", "anticamera" alla costruzione di nuovi "ghetti". E la "crisi economica" peggiorerà le cose».

Da Roma, Giovanni Grasso
("Avvenire", 24/10/’08)

La "crisi economica" rischia di far prevalere nei Governi occidentali la "real politik" rispetto alla difesa dei "diritti umani" nel mondo. L’allarme viene da Padre Bernardo Cervellera, Missionario del "Pime" e Direttore dell’Agenzia giornalistica "AsiaNews". Cervellera, prendendo parte ieri alla presentazione del "Rapporto 2008" sulla "libertà religiosa" nel mondo, curato dall’Associazione "Aiuto alla Chiesa che soffre", ha spiegato che «i Governi dei Paesi democratici fanno troppo poco per difendere tale diritto. Guardate a cosa è successo con le "Olimpiadi". La Francia di Sarkozy aveva minacciato il "boicottaggio" di fronte alla "repressione" dei monaci tibetani, poi è bastato un "protocollo economico" con la Cina per far rientrare tutto».
Con la "crisi economica" atteggiamenti di questo genere, è il timore del Missionario, finiranno per prevalere. E questo di fronte a una situazione che – come ha messo in luce
Joaquín Alliende, Presidente di "ACS" – «purtroppo fa registrare un aggravarsi in numerose aree del mondo delle condizioni di vita dei credenti». Eppure, mai come oggi, ha detto Alliende «l’esercizio concreto della "libertà religiosa" costituisce un "test" sul grado di libertà e giustizia, quindi sul reale tenore democratico, di una nazione».
E non a caso, ha aggiunto Padre Cervellera, dietro atteggiamenti di violenze e "intolleranze" religiose, «molto spesso si celano motivi politici». Come nel caso dell’
India, «dove "gruppi di potere" vogliono mantenere in condizione di schiavitù gli appartenenti alle "caste" più basse per continuare a sfruttarli economicamente» o della Cina, dove il Governo teme che «i "leader" religiosi possano guidare la protesta sociale» contro gli abusi del "regime".
Tuttavia, in quest’anno tragico per le persecuzioni a carattere religioso s’intravede anche una "luce" positiva: il ruolo crescente dell’"opinione pubblica", che è scesa in piazza per protestare contro «una "fiaccola olimpica" che grondava di sangue tibetano» o contro la "repressione" dei monaci in
Myanmar. Manifestazioni che hanno creato grande imbarazzo ai "regimi", i quali hanno dovuto, loro malgrado, attenuare il livello e la portata delle "repressioni".
Il giornalista libanese
Camille Eid ha poi parlato diffusamente dell’aggravarsi della situazione in Iraq per le "confessioni" non islamiche, nonostante le pressioni occidentali, denunciando un vero «trasferimento coatto» e una concentrazione in una zona di decine di famiglie cristiane, «"anticamera" della costruzione di nuovi "ghetti"».
Sulla progressiva sparizione dei cristiani dal
Medio Oriente, "culla" della loro religione, si è soffermato Marco Politi, "vaticanista" di "Repubblica". Condividendo e apprezzando il lavoro dell’"ACS", ha però chiesto di colmare una "lacuna" nel capitolo riguardante l’Italia, segnalando quei casi «di amministratori locali che si oppongono alla costruzione di "moschee" in Italia o di esponenti politici che compiono gravi gesti "intimidatori", come quello di portare i maiali a urinare sui terreni destinati al "culto" per i cittadini islamici».