I giovani dell'"Agorà" in Romagna, Umbria e Abruzzo

RITAGLI    Le pietre di 32 città,    DOCUMENTI
semafori verso Loreto

Elio Guerriero
("Avvenire", 29/8/’07)

La Bibbia e i padri della Chiesa non cedono facilmente al "lirismo" quando parlano dei giovani. A differenza dei "media" contemporanei, che li "blandiscono" e vezzeggiano, la Sacra Scrittura li invita ad ascoltare e ad apprendere, a lasciare la casa paterna per seguire la loro vocazione. Come nel caso di Giacobbe e di Tobia, spesso il viaggio della vita è preceduto da un pellegrinaggio al santuario di Dio dove sono accolti da un invito stupefacente: «Venite, Dio vi aspetta». I partecipanti all'"Agorà dei giovani italiani" che sabato e domenica incontreranno Benedetto XVI a Loreto non sono dunque dei bravi ragazzi più o meno ingenui o amanti del "folklore", ma rispondono a un invito e rappresentano al meglio i loro coetanei, la generazione di quanti cercano Dio e prima ancora sono da Lui chiamati ed attesi. Secondo le indicazioni degli organizzatori, i giovani vengono ospitati questi giorni in 32 diocesi della Romagna, dell'Abruzzo, dell'Umbria per poi convergere verso le Marche e il colle santo di Loreto. Nei giorni di preparazione possono ascoltare la parola di Dio, scambiare le loro esperienze, ed attingere ad una tradizione secolare attestata dagli uomini e dai monumenti. In Romagna, dove l'annuncio cristiano arrivò attraverso i porti di Classe e Rimini, spicca Ravenna con le sue basiliche e i suoi cicli "musivi", ma anche con il suo ruolo di capitale dell'impero bizantino in Italia e come centro di cultura e spiritualità ortodossa nel nostro paese. Intorno all'antica capitale bizantina, il cui vescovo aveva il titolo di patriarca, vi sono le diocesi di Forlì, Rimini e san Marino. Il cristianesimo vi fu annunciato da "vescovi-santi" come Apollinare a Ravenna, Mercuriale a Forlì, Gaudenzio a Rimini. Le diocesi di Romagna, tuttavia, non vivono solo di storia. Dopo il Vaticano II molte comunità locali si sono rinnovate per il ministero di vescovi e sacerdoti, tra i quali conviene citare almeno il cardinale Tonini, già vescovo di Ravenna. Altri giovani vengono ospitati nelle diocesi dell'Abruzzo e dell'Umbria. Anche in questo caso, la geografia religiosa è un invito a muoversi sui «trattusi antichi» (D'Annunzio) per ascendere alle vette dello spirito e della vita. In Abruzzo è ancora viva l'eredità cristiana lasciata dai "fraticelli" di san Pietro da Marrone, riportata in "auge" da "L'Avventura di un povero cristiano" di Ignazio Silone. L'Umbria è la regione italiana dove l'invito alla santità è più percepibile. Qui nacquero i fratelli Benedetto e Scolastica di Norcia, qui diedero un'impronta allo spirito cristiano ed italiano Francesco e Chiara d'Assisi. Né si possono dimenticare Angela da Foligno, Chiara di Montefalco, Rita di Cascia, Veronica Giuliani, donne straordinarie che nella Chiesa trovarono rifugio e sostegno alla loro realizzazione. Anche in questo caso, tuttavia, il peso della storia non ha impedito la nascita di nuove esperienze. Basta ricordare la comunità dei "Piccoli fratelli" a Spello dove trascorse gli ultimi anni Carlo Carretto e le tante iniziative dei francescani e dei benedettini ad Assisi. Nei giorni di sabato e domenica vi sarà l'ascesa al colle santo di Loreto. Come suggerisce il "salmo 122" («Quale gioia quando mi dissero: "andremo alla casa del Signore"»), lì si potrà esprimere la gioia dell'incontro, ma anche ascoltare la parola di Papa Benedetto che, come è facile prevedere, inviterà alla fiducia e alla serenità, ma anche un invito a non lasciar vacillare il piede e la mente, a camminare diritti e sicuri sulle vie della vita.