DALL’AFRICA

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Paese povero e segnato dalla instabilità politica, ora cerca di correre ai ripari:
l’esercito ha l’ordine di sparare agli aerei sospetti.

Barca attraccata al molo, in un porto della costa africana...

Da Nairobi (Kenya), Matteo Fraschini Koffi
("Avvenire", 6/9/’08)

La Guinea Bissau è uno dei Paesi dell’Africa Occidentale maggiormente interessati nel traffico di droga.
Dopo vari "Colpi di Stato", una sanguinosa "guerra civile" alla fine degli anni Novanta e con un Governo quasi impotente di fronte ai gruppi criminali, data anche la gravi crisi economica, costituisce oggi una delle migliori "basi" per i "cartelli latino-americani" e i loro traffici. Le sue decine di isole permettono un attracco sicuro e difficilmente controllabile. Le navi provenienti dall’altro versante dell’Atlantico sostano indisturbate, mentre i "banditi" suddividono la merce, solitamente in "pacchetti" da 24 chili. Oppure gli aerei gettano a mare la droga, che poi viene recuperata da barche a motore di trafficanti locali. Alcune isole sono invece abbastanza grandi da essere usate come pista d’atterraggio. Recentemente, è stato arrestato per complicità il Capo del "traffico aereo" nell’aeroporto principale del Paese. La polizia ha però dovuto scontrarsi con l’opposizione dell’esercito, che è sospettato di aver aiutato i trafficanti nell’organizzare l’arrivo degli "stupefacenti". Si stima che il valore della cocaina passata per la Guinea Bissau nel 2007 abbia ampiamente superato, a prezzi finali, l’intero reddito nazionale del Paese. Le ricche "mazzette" per "corrompere" gli ufficiali fanno sì che nella maggior parte dei casi i criminali possano condurre le loro operazioni "impunemente". Tuttavia, da poco il Governo ha autorizzato i militari a sparare sui velivoli sospetti che cercheranno di entrare nello "spazio aereo nazionale". Il Primo Ministro N’Dafa Cabi ha spiegato che «questo è l’unico modo per intimidire i trafficanti che approfittano della nostra "fragilità" come Stato». Il Capo delle "Forze Armate", il Generale Tagme Na Waye, ha confermato che armi "antiaeree" sono già collocate nei "punti chiave", principalmente sulle
Isole Bijagos, dove sono stati trovati depositi di carburante. Chiunque vorrà atterrare senza autorizzazione verrà quindi colpito. Il nuovo corso contrasta con una clamorosa vicenda dell’anno scorso: cocaina per 40 milioni di dollari fu sequestrata nella capitale Bissau dopo uno "scontro a fuoco". La sostanza era tenuta in custodia dalle autorità, ma dopo qualche giorno sparì. Il Primo Ministro Aristides Gomes ha sostenuto che la "polvere" è stata bruciata, nessuno però ha potuto confermare tale affermazione. D’altra parte, in un Paese provato dai conflitti come la Guinea mancano ancora le prigioni e gli stessi agenti di polizia non vengono pagati per mesi; difficile quindi che siano disposti a rischiare la vita o a resistere alle proposte di "corruzione". Secondo alcuni osservatori, la Guinea Bissau rischia seriamente di diventare il primo "Narco-Stato" del continente africano.