PASTORALE GIOVANILE

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una «rete educativa» che parte dall’ascolto

Chiesa, famiglia, scuola, cultura, sport:
esperienze a confronto al "Convegno nazionale di pastorale giovanile".
Fra testimonianze, lavori di gruppo e preghiera.
Oggi gli interventi di Bagnasco e Sigalini.

Dal nostro inviato a Salsomaggiore Terme (Parma), Matteo Liut
("Avvenire", 26/1/’08)

Educare vuol dire sapersi mettere in "rete" e intessere rapporti significativi con tutti coloro che, nel tessuto ecclesiale, sociale, familiare, vivono e lavorano accanto ai giovani. Si potrebbero sintetizzare così i lavori della seconda giornata del "X Convegno nazionale di pastorale giovanile" in corso a Salsomaggiore, dove oggi sono attesi circa mille giovani della diocesi di Fidenza e di alcune diocesi del Nord Italia; a loro – nel "Palacotonella" alle 15,30 – parlerà il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della "Cei", prima della serata di festa con un "musical".
Ieri i seicento delegati della
"pastorale giovanile" di tutta Italia, impegnati nel confronto sul tema «E si prese cura di lui (Lc 10). Incontrare i giovani fino agli estremi confini», si sono lasciati "provocare" dalle esperienze di chi lavora in diversi campi della pastorale o entra in relazione con i giovani in ambenti esterni alla parrocchia.
Ad aprire la giornata è stato don Francesco Pierpaoli, direttore del "Centro Giovanni Paolo II" di Montorso: «La nostra è un’esperienza animata dalla speranza e dalle relazioni significative – ha sottolineato il sacerdote – . Il nostro obiettivo è di raccogliere l’eredità degli incontri che si sono svolti a
Loreto con i Pontefici per fare del "Centro" una vera casa per i giovani italiani».
È toccato poi alla relazione di monsignor Sergio Nicolli, direttore dell’"Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia" (che, assente perché malato, ha affidato il suo discorso alla voce del suo aiutante di studio don Antonio Macrì), indicare il ruolo dei genitori nella formazione affettiva dei giovani. «Non si tratta solo di dedicarsi ai propri figli – ha spiegato – ma di allargare a tutti i giovani la responsabilità di chi è genitore e per questo ha molto da testimoniare alle nuove generazioni». Prima necessità – sostiene Nicolli – è quella di «annunciare un messaggio positivo e liberante sull’amore umano ai giovani, che, se accolti, si dimostrano disposti anche a richieste esigenti, anche sul modo di vivere la sessualità».
Don Vincenzo Annicchiarico, responsabile del "Servizio nazionale per l’insegnamento della religione cattolica", poi, ha indicato il contributo che proprio l’«ora di religione» può apportare alla crescita integrale dei ragazzi. «Anche se pastorale giovanile e insegnamento della religione a scuola operano in due ambienti diversi, entrambi attingono a un patrimonio comune», ha sottolineato Annicchiarico. L’ora di religione, non presupponendo l’adesione di fede, ha proseguito il sacerdote, «costituisce l’"agorà" culturale più ampia dove la Chiesa incontra i giovani».
La «rete educativa», però, è possibile anche con i più diversi soggetti che lavorano con i giovani: lo hanno ben testimoniato le voci di Laura Sciolla, docente in una scuola superiore (dell’"Uciim", "Associazione professionale cattolica di insegnanti, dirigenti e formatori"), don Alessandro Ticozzi, impegnato nella formazione professionale (del "Centro nazionale opere salesiane"), l’allenatore Massimo Achini (del "Centro sportivo italiano") ed Eugenio Garavini, "capo scout" nazionale dell’"Agesci". Le loro esperienze hanno offerto un punto di vista «diverso» sulla realtà giovanile, dimostrando che il «filo rosso» che tiene assieme la «rete educativa» è l’ascolto dei ragazzi e la fiducia che va loro accordata. Un messaggio positivo che ha segnalato un possibile percorso concreto per uscire dall’attuale «emergenza educativa» e che richiede a tutti gli adulti di «mettersi in gioco» non solo «per» i giovani, ma anche «con» loro.
Il pomeriggio è stato aperto da un "gesto" significativo: il Rosario, che educatori e responsabili della pastorale giovanile hanno pregato per i giovani. Poi i lavori di gruppo. Stamani interverrà il vescovo Domenico Sigalini, assistente ecclesiastico generale dell’"Azione cattolica"; domani concluderà il "Convegno" la Messa presieduta dal vescovo di Fidenza, Carlo Mazza.