L’arcivescovo
di Genova accolto con grande calore al "simposio" "Cei".
Dopo il suo invito ad andare «controcorrente»
e a coltivare la dimensione spirituale,
spazio alle testimonianze dei ragazzi.
Bagnasco ai giovani:
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santità, scelta di gioia
Il presidente
della "Cei" al "Convegno nazionale di pastorale giovanile":
«Voi conoscete il cuore dei vostri coetanei e le loro ferite:
siate i loro "samaritani".
Portate nella vita d’ogni giorno la bellezza della fede:
questo significa essere missionari».
Dal
nostro inviato a Salsomaggiore Terme (Parma), Matteo Liut
("Avvenire",
27/1/’08)
È solo coltivando una profonda
vita spirituale che i giovani possono essere «testimoni della gioia della vita
e della fede» in mezzo ai loro coetanei. Impegnativo quanto «controcorrente»
il messaggio del cardinale
Angelo Bagnasco,
presidente della "Cei",
che ieri pomeriggio a Salsomaggiore ha indicato ai giovani di Fidenza e agli
operatori della "pastorale
giovanile" di
tutta Italia la via della santità come radice fondamentale della missione nella
vita quotidiana. Un discorso, quello del porporato, tenuto davanti ai delegati
del decimo "Convegno
nazionale di pastorale giovanile"
e ai ragazzi della diocesi emiliana radunati proprio a Salsomaggiore per il 22°
"Convegno giovanile diocesano".
Nel "Palasport" un forte applauso ha accolto Bagnasco, che ha ricevuto
un caloroso benvenuto da don
Nicolò Anselmi,
direttore del "Servizio nazionale di pastorale giovanile". Una
particolare espressione di affetto per il cardinale è venuta anche dal vescovo
di Fidenza, Carlo Mazza, che ha definito la presenza del presidente della
"Cei" «profetica per l’intera diocesi e per il territorio locale»,
notando poi la «preziosa e pacata» guida di Bagnasco in «un tempo difficile
per tutto il Paese». Parole cui si sono aggiunti il benvenuto di don Stefano
Bianchi, responsabile diocesano della "pastorale giovanile" di
Fidenza, e i saluti delle autorità locali.
Poi è toccato a loro, i giovani, veri protagonisti del pomeriggio, riempire la
grande volta del "Palacotonella" con i canti, gli applausi, la musica.
E le testimonianze: quelle di alcuni giovani che hanno partecipato al grande
incontro di Loreto
con Benedetto
XVI. «Un’esperienza
incredibile – ha raccontato Arianna, 17 anni – : nel mio piccolo cercherò
di testimoniare ogni giorno quella gioia che ho provato e il messaggio di
speranza ascoltato a Loreto». Per Denise, 16 anni, l’appuntamento di
settembre «è stato la conferma che crediamo in qualcosa di davvero bello,
perché è in grado di attirare e tenere insieme migliaia di persone».
"Missionarietà", ovvero «portare nella vita di ogni giorno la
bellezza della fede»: questo il «cuore», secondo Bagnasco, dei lavori del
"Convegno di pastorale giovanile", ma anche l’invito che il
presidente dei vescovi italiani ha rivolto ai presenti rivelando la propria
personale emozione: «È la prima volta che mi trovo in mezzo ai giovani da
presidente della "Cei"», ha detto. Ma subito il tono del discorso si
è fatto «esigente» nel ripercorre i passi della parabola del "buon
samaritano", da cui è tratto il tema del "Convegno di pastorale
giovanile": «E si prese cura di lui». In quella parabola, ha notato il
porporato, sta lo stile dell’evangelizzazione: «Fatevi ascoltatori come il
"buon samaritano" – ha detto citando Benedetto XVI – , voi
conoscete il cuore dei vostri coetanei e le loro ferite, sapete che sono in
attesa di qualcuno, anche se non lo dicono». Ma come diventare «annunciatori»
di quel Dio che nel volto di Cristo ha mostrato l’unico amore in grado di
rispondere alle attese dell’uomo? «Siate missionari e siate "santi"
– ha detto il cardinale facendo ancora proprie le parole del messaggio di
Benedetto XVI per la "Giornata
mondiale della gioventù"
– perché non c’è missione senza santità».
Da qui il forte invito a «coltivare la vita spirituale», che è quella
dimensione di cui due sono i protagonisti: «lo Spirito Santo» e «la vostra
libertà». Credere, ha proseguito il porporato, è una scelta impegnativa, che
chiede di «conoscere le motivazioni della fede». «Se vi chiedessero
"perché credi", sapreste rispondere?», ha detto Bagnasco ai giovani.
Eppure, un cammino di crescita della fede è possibile, ha concluso il
presidente della "Cei", soprattutto attraverso «la preghiera, l’Eucaristia,
il sacramento della riconciliazione, l’esercizio della carità»: così si
arriva a una fede "adulta", che rende il cristiano in grado di
«giudicare e distinguere il bene dal male», così si può diventare
«annunciatori fino agli estremi confini del mondo e del cuore dell’uomo».