L'INTERVISTA

RITAGLI     «Cari giovani,     DOCUMENTI
la vostra fede rinnova il volto di Melbourne»

L’arcivescovo Hart saluta i ventimila ospiti arrivati in città.
«Vi faremo toccare con mano una Chiesa che ha "sete" di entusiasmo».

Dal nostro inviato a Melbourne, Matteo Liut
("Avvenire", 11/7/’08)

È una città «pulsante» del «nuovo mondo», modellata dalla grande "corsa all’oro" della seconda metà del XIX secolo, e vive in costante ascesa verso il futuro. Da oggi ospiterà 20mila giovani da tutto il mondo – alcune migliaia dei quali italiani – e farà toccare loro con mano la vita di una delle città "multiculturali" del mondo. Un vero e proprio "laboratorio" anche per la Chiesa cattolica che, durante questi «Days in the dioceses» ovvero «Did», "Giorni nelle diocesi", respirerà un’aria in grado di dare nuova linfa alla comunità locale. Ci crede fermamente l’arcivescovo della città, monsignor Denis Hart.

Monsignor Hart, come si è preparata Melbourne all’accoglienza dei pellegrini da tutto il mondo?

Siamo lieti di dare il benvenuto a 20mila pellegrini d’oltre oceano a Melbourne, prima che raggiungano Sydney. Penso che la loro presenza mostrerà ai nostri giovani e alla gente della nostra città che la fede è importante, e che le persone giovani possono portare speranza ed entusiasmo alla nostra città e alle nostre parrocchie. Ovviamente l’entusiasmo è cresciuto una volta che le parrocchie hanno appreso quali gruppi nazionali si sarebbero fermati da loro durante i "Did", i "Giorni nelle diocesi". Poiché l’Australia è un Paese così lontano, penso che questi giorni ricorderanno a tutte le nostre comunità cosa significhi essere cattolici, incoraggeranno i nostri giovani a guardare agli altri come a se stessi con pieno entusiasmo e speranza e incoraggeranno la nascita di amicizie durature.

Come verrà trasformato il volto della comunità locale dai «Giorni nelle diocesi» a Melbourne?

Poiché ho partecipato alle "Gmg" di Roma, Toronto e Colonia ho conosciuto il potere trasformante di una "Gmg". Durante i "Did" cercheremo di far toccare con mano ai nostri ospiti la vita della nostra Chiesa, della nostra città e della nostra comunità. Vogliamo che le persone che decideranno di fermarsi a Melbourne siano le benvenute, vengano accolte con attenzione e comincino in questo modo «speciale» il loro viaggio verso la "Gmg". Penso che l’entusiasmo di questi giorni renderà più profonda la fede della nostra gente, sia giovani che adulti.

Melbourne offrirà ai pellegrini uno dei programmi diocesani più ricchi. Come hanno risposto le parrocchie, i gruppi e le autorità civili a questo impegno?

Gli eventi che abbiamo programmato, la liturgia di benvenuto nella Cattedrale e la Messa inaugurale allo stadio «Telstra Dome» saranno accompagnati da una serie di incontri ed eventi sul "carisma" di Ozanam e sul nostro ruolo di cittadini del mondo, un festival "multiculturale", un "laboratorio" sulla teologia e la vita, un "forum" sulla giustizia, una veglia notturna di preghiera, concerti giovanili e così via. Le parrocchie e le nostre scuole hanno lavorato con il supporto delle autorità civili per offrire un’accoglienza calorosa in Australia e per preparare le riflessioni sullo Spirito Santo, che sarà il tema principale della "Gmg". Quando i pellegrini lasceranno Melbourne, spero che avranno compreso come, nonostante l’Australia sia lontana, la nostra esperienza di fede in questa città del "nuovo mondo" sia simile alla loro. Spero inoltre che saranno incoraggiati dal messaggio del nostro amore personale per Gesù Cristo, dalla nostra speranza per il futuro e dall’importanza che diamo a ogni persona. In molte parrocchie stanno organizzando eventi spirituali, occasioni di incontro, conoscenza e fraternità e opportunità per conoscere la vita della nostra città e delle nostre comunità.

Molti dei pellegrini che ospiterete sono italiani: cosa significa per voi la loro presenza?

Per gli italiani, oltre al programma ufficiale diocesano, ci sarà un ulteriore spazio speciale nella parrocchia di Santa Brigida a Fitzroy, che sarà punto di riferimento per tutti i giovani pellegrini provenienti dalla Penisola. L’entusiasmo, la gioia e l’amore per la musica degli italiani rappresenteranno per tutti un grande incoraggiamento durante i giorni dei "gemellaggi".

Un pellegrino dall’Italia che sarà in Australia, anche se non si fermerà a Melbourne, è il Papa. Come sta vivendo la sua città l’attesa di questa visita?

Gli australiani amano Benedetto XVI come amavano Giovanni Paolo II. La distanza e i costi dei viaggi aerei non ci permettono di andare a Roma così spesso come desidereremmo. La visita del Papa per la "Gmg" ricorderà agli australiani che siamo parte di una Chiesa che è una, santa, cattolica e apostolica. Per i cattolici la distanza può far sentire il Papa come un riferimento remoto. Tuttavia la televisione e i mezzi di comunicazione ci aiutano a sentirci membri importanti della Chiesa. L’Australia è un Paese giovane, ma la nostra fede, quella portata dai primi "coloni", ha ricevuto nuova vita dai successivi gruppi di "migranti" che sono arrivati e hanno arricchito la vita della nostra città e dei dintorni. Amiamo il Papa e attendiamo con particolare gioia la sua visita, il suo messaggio di amore per Gesù Cristo e l’incoraggiamento che verrà dalla sua presenza fisica in mezzo a noi.