IL MESE DI MAGGIO

RITAGLI   «Negli occhi di Maria il futuro dell’uomo»   DOCUMENTI

Parla il mariologo Stefano De Fiores:
«Nella maternità della Vergine l’invito a vivere relazioni piene».

MARIA e il suo sguardo d'amore, per Gesù e tutta l'umanità...

Matteo Liut
("Avvenire", 17/5/’07)

Mostra all'uomo il volto di un «Dio in relazione», offre alla storia uno sguardo particolare sulla vicenda di Gesù e si propone come persona pienamente realizzata, che nella maternità ha imparato a dare un significato pieno al suo essere «per e con gli altri». È questa la ricchezza di contenuti che Maria offre ai credenti e alla comunità cristiana che proprio alla Madre di Dio dedica il mese di Maggio, una devozione tradizionale nata in Italia e presto diffusa in tutto il mondo. Ma non solo, sottolinea il noto mariologo Stefano De Fiores, padre monfortiano, «Maria è anche "strumento di unità" nel dialogo ecumenico e nel confronto interreligioso».

Padre De Fiores, la Madonna come ci insegna a guardare a Gesù?

«Come una creatura che è a sua volta "guardata" da Gesù: ricordiamo quello sguardo sotto la croce, quando Cristo affida la madre al discepolo amato. In lei vediamo una donna che si sente "sotto lo sguardo di Dio", una caratteristica che ci parla della sua umiltà».

È in questi tratti che ci mostra il mistero di Cristo?

«Maria è una figura che colpisce anche per la riflessione che è un suo tratto caratteristico, come ci ricorda l'evangelista Luca. Maria, cioè, fa una doppia "opera esegetica" di sintesi e di analisi sul mistero di Cristo e ci restituisce quel filo che unisce i tre grandi momenti della vita del Figlio: l'incarnazione, la sua testimonianza di vita e la risurrezione. Maria è l'unica a essere presente in tutti e tre questi momenti. Ma la Vergine è "attraente" anche perché si presenta come una madre, ma con una santità e una verginità che la rivestono quasi di un paradosso e di mistero: "figlia del tuo figlio", l'ha definita anche Dante. Inoltre porta in sé una bellezza e una pienezza uniche nella storia. Per questo essa attrae e affascina anche i non credenti».

Nella sua bellezza, quindi, scorgiamo Dio?

«In realtà, in base alla Scrittura, il percorso è contrario: non da Maria a Gesù ma dal Figlio alla Madre. Da Cristo si capisce chi è Maria, grazie ai legami con Cristo stesso e quindi con le altre due persone della Trinità. Maria è colei che accoglie il Figlio di Dio nella carne e nello spirito: ecco perché, secondo Karl Rahner, teologia, antropologia e mariologia fanno parte di un'unica catena. Dal Medioevo, infatti, si è cominciato a pensare a Maria come modello dell'umanità che accoglie Dio. E questo significa che Maria può essere un modello anche per le religioni non cristiane, oltre che per le altre confessioni cristiane: insegna ad abbandonarsi a Dio».

Eppure oggi questo verrebbe accusato di essere un atto di rinuncia alla propria personalità...

«È vero l'opposto: il consenso di Maria mostra una persona pienamente realizzata. Per questo la Vergine, che ha scelto per sé la verginità e riesce a coniugarla con la maternità, è una figura preziosa anche per l'oggi che può portarci a Cristo perché Cristo stesso ce l'ha indicata».

Cosa indica in particolare Gesù in Maria?

«La maternità ("ecco tua madre"): una dimensione che diventa parte fondamentale della vita di fede di ogni cristiano. In Maria, Gesù ci indica tutta la cura e la tenerezza che Dio manifesta nei confronti dell'uomo. In lei si realizza "l'essere per gli altri" che rappresenta la natura di Dio, la missione di Cristo e la speranza per l'uomo di realizzarsi e costruire un futuro».

Perché dedicare un mese intero alla Madonna?

«È una tradizione che nasce nel '700 in Italia ad opera di tre gesuiti, Dionisi, La Lomia e Muzzarelli, e trova terreno fertile soprattutto nel mondo agricolo. La sua rapida diffusione è dovuta essenzialmente alla sua consonanza con il sentire popolare e alla sua formula che mette insieme la preghiera litanica, il canto e la meditazione su un esempio di vita».

Ma perché questa forma di devozione nasce proprio in Italia?

«La nostra Penisola, fin dai tempi antichi, ha sempre celebrato i cicli stagionali. All'interno di questa sensibilità ha trovato un terreno particolarmente fertile la devozione a Maria portando alla formulazione del "mese di maggio" così come la conosciamo oggi. Del resto anche l'incoronazione dell'immagine di Maria sorge in Italia nel corso del 1600 e inizia con l'incoronazione della Madonna della Steccata a Parma».

Pochi giorni fa si sono ricordati i 90 anni dalle apparizioni di Fatima, qual è la loro attualità?

«Come ha detto il Papa ad Aparecida, il messaggio di Fatima è uno dei più profetici. Lo è per il suo significato "metastorico": indica nella lotta al male un'urgenza continua e proprio nell'apertura agli altri, nella pace, la via per un futuro possibile, perché realizza la vera vocazione umana: essere per gli altri».