Loreto come Nazaret, «casa»
dell'annuncio ![]()
Parla il
responsabile degli eventi dell’Agorà di settembre, padre Feretti:
«L’ascolto di tutte quelle "periferie" dove oggi vivono i giovani
sarà al centro della veglia con Benedetto XVI nella notte di Montorso».
Matteo
Liut
("Avvenire",
24/7/’07)
Loreto, come Nazaret, luogo di
un incontro in grado di rispondere alle domande del cuore più profonde. Sarà
il tema dell'"Annunciazione" a guidare la notte tra l'1 e il 2
settembre nella piana di Montorso, dove migliaia di giovani italiani
incontreranno Benedetto
XVI e troveranno
guide esperte in grado di ascoltarli fino in fondo sui temi che li riguardano
più da vicino.
«Sarà la meditazione del brano del primo capitolo del Vangelo di Luca a
scandire i momenti della grande Veglia con il Papa - racconta padre Alfredo
Feretti, responsabile della progettazione degli eventi del Comitato
organizzativo dell'"Agorà
dei giovani italiani"
- . E come a Nazaret, dove venne scelta la "periferia dell'impero",
così a Montorso rivivremo, con uno stile dialogato, l'incontro di Dio con le
"periferie" dove vivono i giovani oggi, siano esse geografiche o
psicologiche».
Dopo i tre giorni passati nelle 32 diocesi limitrofe, i pellegrini cominceranno
la loro marcia di avvicinamento a Loreto la mattina di sabato 1 settembre: «Con
i mezzi disponibili - prosegue padre Feretti -, tutti arriveranno a circa cinque
chilometri da Montorso, dove in questi giorni sono già in corso i lavori per il
palco. Poi raggiungeranno a piedi il grande prato, dove verranno
"equipaggiati" con i viveri e il necessario per il pomeriggio, la
notte e la mattina seguente. Il primo grande momento, quello dell'attesa
dell'arrivo di Benedetto XVI, prenderà il via intorno alle 17».
La serata - la veglia con il Pontefice inizierà alle 18 - sarà tutta dedicata
proprio all'ascolto del mondo dei giovani, «soprattutto di quelle dimensioni
percepite come "più lontane", periferiche - spiega ancora Feretti - .
Del resto è stato il tema dell'ascolto a guidare questo primo anno
dell'"Agorà
dei giovani italiani"». Ascolto che prenderà le mosse da tre
"testimonianze-provocazioni" con le quali i giovani porranno delle
domande direttamente al Papa: «La prima riguarderà proprio le periferie delle
città e le esperienze che i giovani vi fanno - sottolinea il sacerdote - . Da
qui emergerà il primo grande interrogativo rivolto a Benedetto XVI: "Dio
è presente? Ci ascolta? Siamo davvero importanti per lui?"». Dopo
l'intervento del Papa, la seconda testimonianza si concentrerà sulle
«periferia della vita»: «Si tratta di tutte quelle dimensioni legate alle
insicurezze e alle paure, all'esperienza che tutti i giovani fanno nel cammino
della ricerca di senso e che spesso si scontra con la percezione di essere
giudicati», sottolinea padre Feretti.
Alla terza testimonianza, poi, non saranno le parole del Papa a rispondere, ma
l'arrivo della statua della Madonna di Loreto: «Sarà la presenza della Vergine
a riempire quella "domanda inespressa" che appartiene a tutti i
giovani e che nasce dal bisogno di Amore, quello con la "a"
maiuscola».
Dopo la lettura del Vangelo e la riflessione di Benedetto XVI, la veglia verrà
chiusa da un gesto significativo: «Dodici giovani (saranno almeno 200 quelli
che saranno sul palco vicino al Papa) riceveranno una sciarpa bianca da
Benedetto XVI - rivela Feretti - . Verrà ricordato in questo il modo il
Battesimo: momento che, proprio come l'Annunciazione, per tutti ha trasformato
la vita».
Poco dopo le 21 si aprirà la seconda parte della serata: «Attraverso diversi
linguaggi come quelli dell'arte, della musica, dello spettacolo continueremo a
riflettere sui contenuti della veglia con il Papa, con particolare attenzione al
tema del "turbamento" provato dalla giovane Maria nell'incontro con
l'angelo - dice il responsabile della progettazione degli eventi - . Anche
questa parte verrà trasmessa in diretta televisiva e prevede anche un
collegamento con il santuario della "Santa Casa", dove il Papa si fermerà in
silenziosa preghiera. Molti saranno gli ospiti; di certo è che ci sarà anche padre
Giancarlo Bossi, che
verrà a Loreto per incontrare il Papa. Non mancheranno poi le immagini di
Emdeber: la diocesi etiopica che i giovani dell'Agorà aiuteranno per la
costruzione di un centro polifunzionale e di una chiesa».
La notte che seguirà, poi, sarà ancora viva con, in fondo alla piana, le otto
«fontane di luce»: «La vera novità sarà che in questi punti i giovani per
tutta la notte troveranno a disposizione degli esperti, che li accoglieranno e li
aiuteranno sui temi che li riguardano da vicino: dalla sessualità alla scuola,
dall'affettività ai rapporti con la famiglia».