SEGNI DI SPERANZA
Un anno
dopo Colonia in preparazione a Sydney 2008,
nell’ex colonia inglese s’incontrano oltre un migliaio di ragazzi
originari dell’area del pianeta dove i cristiani sono piccola minoranza.
Vita e
famiglia al centro della Giornata della Gioventù continentale,
che s'inaugura oggi per chiudersi il 5 agosto.
Lorenzo
Fazzini
("Avvenire", 28/7/’06)
Un anno dopo Colonia, e due
prima di Sydney, i giovani d'Asia si incontrano in Cina. Ad Hong Kong si apre
oggi (e durerà fino al prossimo 5 agosto) la quarta Giornata della gioventù
asiatica. Tema dell'incontro, «I giovani, speranza delle famiglie asiatiche».
Un argomento in stretta sinergia con i contenuti dell'ultima assemblea della
Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche (Fabc), svoltasi nel 2004 in
Corea del Sud. Nell'occasione i presuli del continente dove i cristiani sono in
assoluta minoranza ebbero a riflettere su «La famiglia asiatica verso una
cultura della vita».
Due anni dopo i ragazzi si ritrovano per rielaborare in versione "young"
i temi centrali sui quali discussero i loro vescovi. Nello stile classico delle
Gmg il programma dell'evento, che prevede momenti di preghiera, "work
shop",
eventi di intrattenimento culturale e musicale modulati sulle diverse
sensibilità culturali. I partecipanti vengono ospitati in 200 famiglie di 32
diverse parrocchie nella diocesi di Hong Kong. È stato lo stesso vescovo
locale, il cardinale Joseph Zen, a consegnare alle famiglie il mandato di
ospitalità: «Accogliere calorosamente gli ospiti - ha detto - è la tradizione
meravigliosa della cultura asiatica. Vi raccomando di imitare Abramo: offrite
tutte le comodità possibili agli ospiti».
Nell'ex colonia inglese sono attesi più di un migliaio di "teenager" -
accompagnati da vescovi, sacerdoti ed educatori - provenienti da tutto il
continente, anche se in prevalenza da Paesi del lontano Oriente, come Vietnam,
Filippine e Corea, Stati in cui i cristiani vantano le più cospicue presenze in
Asia. Ma non mancheranno rappresentanti anche da luoghi in cui chi professa la
fede cristiana è in assoluta minoranza, come Laos, Pakistan, Nepal e
Bangladesh. Significativa la presenza di delegati da Paesi dell'Asia centrale,
come il Turkmenistan e la Mongolia.
Al centro della settimana «giovane» della metropoli cinese due tematiche
decisive non solo per la società del Continente ad Est, anche per la comunità
cattolica dal volto asiatico: la vita e la famiglia, ovvero le delicate
questioni della bioetica e la difesa dell'integrità del nucleo familiare.
Un tratto specifico dell' "Asian youth day" è la dimensione
interreligiosa degli scambi e dei momenti di confronto: a tal riguardo ciascuna
delegazione nazionale porterà la propria esperienza di come, nella propria
realtà, riesce a costruire ponti di dialogo e di scambio proficuo con le
esperienze religiose non cristiane che rappresentano la maggioranza della
popolazione in ogni nazione. Ad esempio, i ragazzi indiani racconteranno delle
loro esperienze con gli indù; i giovani dal Giappone del confronto con il mondo
buddista, i coreani con il confucianesimo e i ragazzi provenienti dall'Indonesia
testimonieranno del "face to face" con il mondo musulmano.
Significativo, inoltre, che i «padroni di casa» - i giovani di Hong Kong -
porteranno il loro contributo sul dialogo ecumenico fra diverse Chiese,
esperienza già ben avviata nell'ex colonia britannica.
«La Gmg asiatica» spiegano gli organizzatori «dà ai giovani l'opportunità
di guardare alle loro più profonde aspirazioni e di rinnovare il loro impegno
nel condividere il Regno di Dio attraverso la giustizia che si fonda sulla
pace». Il tratto interreligioso della Giornata con gli occhi a mandorla si
evince bene, ad esempio, dalla composizione della delegazione tailandese,
formata da 23 ragazzi cattolici, di cui uno buddista.