DALL’AFRICA

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Tra una Parrocchia del Veronese e la Diocesi africana di Bafatà,
un singolare "legame missionario".

Lorenzo Fazzini
("Avvenire", 24/6/’09)

Un "gemellaggio" «cementato» dall’acqua del "fonte battesimale". A Bafatà, piccola Diocesi in Guinea Bissau, e a Zevio, paese alle porte di Verona, la Pasqua ha portato in dono un legame che affonda le sue radici nel "segno sacramentale". Infatti, durante la notte di Pasqua in una Parrocchia della città africana i nuovi cattolici (una ventina di giovani e adulti) sono stati battezzati con l’acqua benedetta ottenuta mescolando quella proveniente dal "fonte battesimale" di Zevio e dal "fonte" di Bafatà. «È un segno della vicinanza tra le nostre due "comunità", che da alcuni anni sono legate da un "gemellaggio missionario" di scambio e conoscenza», spiega il Parroco del paese nel Veronese, Don Gaetano Pozzato. Un legame che si è consolidato anche con la trasferta di alcuni parrocchiani di Zevio a Bafatà per completare una serie di lavori ed interventi edilizi nella Missione di "San Daniele Comboni", la seconda "comunità parrocchiale" della località, fondata tre anni fa da alcuni Sacerdoti "fidei donum" e "laici" di Verona.
«La consegna di quest’acqua è stato un momento molto emozionante – , spiega
Giuseppe Longo, uno dei tre parrocchiani di Zevio andati in Africa per rinsaldare il legame "inter-comunitario" – . Gli stessi Missionari non sapevano di questo dono del nostro "fonte battesimale": quando ne sono venuti a conoscenza, hanno chiamato il Vescovo della Diocesi che è venuto a celebrare la Messa domenicale». Così è stato Monsignor Pedro Zilli, brasiliano, appartenente al "Pontificio Istituto Missioni Estere", ad accogliere l’"acqua santa" di Zevio. «Tra i futuri "battezzati" era palpabile l’emozione, ci hanno fatto una grande festa», spiega Longo, di professione elettricista, che si è recato a Bafatà per completare i lavori di costruzione di una casa antistante la Missione. Tra Zevio e la Guinea Bissau vi sono legami molto vivi: i "gruppi scout" delle rispettive Parrocchie sono uniti in un "gemellaggio" di scambio e vicinanza, e nella "comunità" del piccolo centro del Veronese oltre 200 famiglie sostengono mensilmente con un’offerta economica la realtà africana.