Bergamo,
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un anno per riscoprire Giovanni XXIII
La diocesi lombarda ha aperto a Sotto il Monte un
«itinerario»,
in vista del 50° dell’elezione di Roncalli al soglio pontificio,
il 28 ottobre 1958.
Il vescovo Roberto Amadei: «Concilio, dono all’umanità».
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Dal
nostro inviato a Sotto il Monte (Bergamo), Elio Maraone
("Avvenire", 13/10/’07)
«Io faccio la figura dell’ottimista
impenitente. Eppure non so essere diversamente. Non ho mai conosciuto un
pessimista che abbia concluso qualcosa di bene». Citando un passaggio del suo
"Diario", il vescovo di Bergamo Roberto
Amadei sottolinea un
tratto essenziale della figura del beato
Giovanni XXIII, un
uomo che credeva nella capacità di riscatto di ogni uomo, anche il peggiore, e
che seppe fare di un’incrollabile speranza la sua "insegna". Siamo nella sera di
giovedì, all’interno della gremitissima parrocchiale dedicata al Battista.
Amadei svolge con tono piano ed affabile l’omelia della concelebrazione
eucaristica da lui presieduta. Nel giorno della memoria liturgica dedicata al
beato, il vescovo di Bergamo apre così l’"Anno Giovanneo".
L’anno prossimo ricorre infatti il 50° dell’elezione al papato (28 ottobre
1958) di Giovanni XXIII e si vuole cogliere l’opportunità della ricorrenza
per un’articolata, aggiornata riflessione sul Pontefice attraverso convegni,
incontri, dibattiti, nuove pubblicazioni. Amadei accenna sinteticamente al
programma dell’anno che viene e alle diverse istituzioni coinvolte nell’iniziativa,
e subito riprende il "filo" dell’ottimismo e della speranza, indicando la
necessità di condividere con Papa Roncalli la visione positiva della storia
umana.
Ma non c’è solo la speranza, nella rievocazione del beato, c’è anche l’imitazione
programmatica di Cristo quale "Buon Pastore": infatti era lo stesso
Roncalli a presentarsi non come diplomatico, non come organizzatore della vita
sociale, ma come «il buon pastore che Gesù ha mandato». Ma l’impegno di
Papa Giovanni non si esauriva certo in questo àmbito, già di per sé vissuto
in modo eccezionale; si misurava con progetti ambiziosi e di portata addirittura
mondiale. Amadei invita per esempio a soffermarsi «sul dono prezioso da lui
offerto alla Chiesa e all’umanità: la convocazione e l’inizio del Concilio
Vaticano II. Occorre ritornare al Concilio per comprenderlo meglio e verificare
come questo dono ha inciso nella nostra vita personale e nell’attività delle
parrocchie». In queste ultime, osserva il vescovo di Bergamo, «si respira la
fiducia e la speranza di chi sa che Dio ci parla anche attraverso le vicende
storiche, sollecitandoci a cercare vie nuove per testimoniare Gesù Cristo che
apre le attese umane oltre i nostri piccoli orizzonti». Nelle parrocchie,
insiste Amadei, si collabora e si dialoga al servizio di tutti. La parrocchia
«semina inquietudine nel diffuso consumismo per aprirsi a forme di
solidarietà, e aiuta a capire come ci sia qualcosa di molto più decisivo dei
bisogni materiali, il bisogno di Dio amore gratuito. Questo volto delle
comunità dipende da ognuno di noi».
Seguono, al termine della Messa, alcune informazioni sull’"Anno
Giovanneo", che, per dirla con monsignor Angelo Carzaniga, parroco di Sant’Alessandro
in Colonna e direttore della "Fondazione Giovanni XXIII" (presieduta
da Amadei), «consentirà di avvicinare la grande figura di Papa Roncalli con
una certa distensione e profondità». Oltre ai convegni, alle pubblicazioni,
agli incontri con varie personalità (si fanno tra gli altri i nomi del
cardinale Carlo Maria Martini e dello storico Andrea Riccardi), già si stanno
organizzando manifestazioni artistiche e pellegrinaggi in sedi
"giovannee" come Venezia. Ad alcune manifestazioni dovrebbe
partecipare il segretario del Papa, l’arcivescovo Loris Capovilla, che domani
compie 92 anni.
Alla fine si esce nella notte in un clima di "festa popolare". L’odore delle
caldarroste giunge sino al sagrato, più giù bancarelle e musicanti, suono di
campane, distribuzione di immaginette e vendita di oggetti ricordo di commovente
ingenuità, fuochi d’artificio sulla collina. Mancano i bambini perché l’ora
è tarda, sono a letto. Ma non manca, nella memoria di nessuno, la voce del Papa
che manda ai piccoli la propria "carezza".