CANONIZZAZIONE DEI BEATI GIOVANNI XXIII E GIOVANNI PAOLO II

L’EVENTO

RITAGLI     Bergamo,     DOCUMENTI
un anno per riscoprire Giovanni XXIII

La diocesi lombarda ha aperto a Sotto il Monte un «itinerario»,
in vista del 50° dell’elezione di Roncalli al soglio pontificio,
il 28 ottobre 1958.
Il vescovo Roberto Amadei: «Concilio, dono all’umanità».

Il Beato PAPA GIOVANNI XXIII (1881-1963).

Dal nostro inviato a Sotto il Monte (Bergamo), Elio Maraone
("Avvenire", 13/10/’07)

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«Io faccio la figura dell’ottimista impenitente. Eppure non so essere diversamente. Non ho mai conosciuto un pessimista che abbia concluso qualcosa di bene». Citando un passaggio del suo "Diario", il vescovo di Bergamo Roberto Amadei sottolinea un tratto essenziale della figura del Beato Giovanni XXIII, un uomo che credeva nella capacità di riscatto di ogni uomo, anche il peggiore, e che seppe fare di un’incrollabile speranza la sua "insegna". Siamo nella sera di giovedì, all’interno della gremitissima parrocchiale dedicata al Battista. Amadei svolge con tono piano ed affabile l’omelia della concelebrazione eucaristica da lui presieduta. Nel giorno della memoria liturgica dedicata al beato, il vescovo di Bergamo apre così l’"Anno Giovanneo".
L’anno prossimo ricorre infatti il 50° dell’elezione al papato (
28 ottobre 1958) di Giovanni XXIII e si vuole cogliere l’opportunità della ricorrenza per un’articolata, aggiornata riflessione sul Pontefice attraverso convegni, incontri, dibattiti, nuove pubblicazioni. Amadei accenna sinteticamente al programma dell’anno che viene e alle diverse istituzioni coinvolte nell’iniziativa, e subito riprende il "filo" dell’ottimismo e della speranza, indicando la necessità di condividere con Papa Roncalli la visione positiva della storia umana.
Ma non c’è solo la speranza, nella rievocazione del beato, c’è anche l’imitazione programmatica di Cristo quale "Buon Pastore": infatti era lo stesso Roncalli a presentarsi non come diplomatico, non come organizzatore della vita sociale, ma come «il buon pastore che Gesù ha mandato». Ma l’impegno di Papa Giovanni non si esauriva certo in questo àmbito, già di per sé vissuto in modo eccezionale; si misurava con progetti ambiziosi e di portata addirittura mondiale. Amadei invita per esempio a soffermarsi «sul dono prezioso da lui offerto alla Chiesa e all’umanità: la convocazione e l’inizio del Concilio Vaticano II. Occorre ritornare al Concilio per comprenderlo meglio e verificare come questo dono ha inciso nella nostra vita personale e nell’attività delle parrocchie». In queste ultime, osserva il vescovo di Bergamo, «si respira la fiducia e la speranza di chi sa che Dio ci parla anche attraverso le vicende storiche, sollecitandoci a cercare vie nuove per testimoniare Gesù Cristo che apre le attese umane oltre i nostri piccoli orizzonti». Nelle parrocchie, insiste Amadei, si collabora e si dialoga al servizio di tutti. La parrocchia «semina inquietudine nel diffuso consumismo per aprirsi a forme di solidarietà, e aiuta a capire come ci sia qualcosa di molto più decisivo dei bisogni materiali, il bisogno di Dio amore gratuito. Questo volto delle comunità dipende da ognuno di noi».
Seguono, al termine della Messa, alcune informazioni sull’"Anno Giovanneo", che, per dirla con monsignor Angelo Carzaniga, parroco di Sant’Alessandro in Colonna e direttore della "Fondazione Giovanni XXIII" (presieduta da Amadei), «consentirà di avvicinare la grande figura di Papa Roncalli con una certa distensione e profondità». Oltre ai convegni, alle pubblicazioni, agli incontri con varie personalità (si fanno tra gli altri i nomi del cardinale Carlo Maria Martini e dello storico Andrea Riccardi), già si stanno organizzando manifestazioni artistiche e pellegrinaggi in sedi "giovannee" come Venezia. Ad alcune manifestazioni dovrebbe partecipare il segretario del Papa, l’arcivescovo Loris Capovilla, che domani compie 92 anni.
Alla fine si esce nella notte in un clima di "festa popolare". L’odore delle caldarroste giunge sino al sagrato, più giù bancarelle e musicanti, suono di campane, distribuzione di immaginette e vendita di oggetti ricordo di commovente ingenuità, fuochi d’artificio sulla collina. Mancano i bambini perché l’ora è tarda, sono a letto. Ma non manca, nella memoria di nessuno, la voce del Papa che manda ai piccoli la propria "carezza".