Per pochi mesi sono di passaggio in Italia e penso alla missione.
Pensando "Missione" si pensano molte cose, si fanno sogni fantastici, si immaginano terre lontane, popoli sconosciuti, culture diverse. La missione si accoglie come una sfida e poi la si ama come un'amante. Ci si appassiona e si finisce donandole tutto, senza accorgersi, senza misure, senza limiti come se fosse l'unica ragione di vita e di morte, dimenticandosi però che non è lo scopo ultimo della nostra esistenza.
Pensando "Missione" i giovani accendono i loro sogni e si aprono le porte di un mondo che forse non è troppo vero, fatto di immagini passate da altri, di aspettative che il più delle volte sono disilluse al primo incontro con lei.
Pensando "Missione" gli adulti ne hanno timore come se fosse un gigante troppo grande per essere affrontato o una vetta già conquistata che ha perso l'antico mistero che la circondava. Rimane sempre, però, un'affascinante amica, una compagna diversa dalle altre che chiede una inconsueta capacità di uscire da sé per essere solidale con l'Altro, chiunque esso sia.
Pensando "Missione" gli anziani ravvivano i ricordi e iniziano gli interminabili racconti di un tempo, non più nostro, che racchiude il segreto della Storia e conserva il gusto di un "allora" che fa riaffiorare antichi e sempre nuovi valori.
E noi che abbiamo sperimentato la missione dal vivo, in diretta, cosa diciamo di lei?
È bella, affascinante, imprevedibile, fatta di volti, storie e tragedie... è una vita che si gioca nel quotidiano e si spende in piccoli gesti d'amore che costruiscono una storia del tutto diversa dalle altre. Una storia in cui le impronte del Divino precedono i passi di chi vuole camminare con Lui.
All'inizio è un sogno che un giorno si realizza, una immensa gioia che invade il cuore, poi prende i tratti di un popolo, diviene realtà concreta e la passione si trasforma in amore maturo capace di donarsi senza riserve.
Molti ci chiedono: Perché partire? Perché lasciare ciò che avete di più caro? Perché la missione?
Ma la missione non risponde... rapisce... chi ne è conquistato non ci rinuncia più.
È come un fuoco che arde dentro senza spegnersi mai.
È una voce che chiama senza cessare e invita ad andare al di là dei nostri confini senza guardarsi indietro.
Scopriamo che la missione non è solo un luogo geografico, è un atteggiamento interiore che ti spinge a vivere sempre in partenza per raggiungere nuovi confini che esistono dentro e fuori di te.
E la meta finale, è la Vita.