PENSANDO MISSIONE

RITAGLI    MADRE    MISSIONE AMICIZIA

Primo gennaio: festa di Maria, madre di Dio.
Vera festa della maternità.
Pensieri sulla maternità tutta speciale delle madri delle missionarie.

Giovane mamma africana, con bimbo in spalla!

Sr. Rosanna Marchetti
("Missionarie dell’Immacolata", Gennaio 2007)

Avete mai pensato che Dio ascolta le richieste delle mamme?

Io l'ho già notato tante volte. La mamma aspetta, accompagna a distanza la figlia missionaria... a volte chiede, supplica, dice le sue difficoltà e il Signore l'ascolta. Avete mai pensato quante volte la preghiera di una mamma è stata esaudita?

Forse perché pregano con più intensità, con più amore, o forse perché Dio ha un debole per le mamme, a partire dalla sua.

Quante volte ho sentito mamme pregare per la figlia in missione, perché sia preservata dai pericoli, dalle tentazioni che da sola non saprebbe affrontare. Al termine della loro vita, a volte sembra quasi che aspettino la figlia arrivare dalla missione prima di morire, per dare l'ultimo saluto o dire le ultime parole di raccomandazione.

Le mamme sono esaudite quando chiedono con fede e per il bene della figlia. Hanno un cuore grande, sempre attento alle necessità della persona amata, e sono capaci di andare al di là di sé stesse. Amano senza paura, perché la paura non si conosce quando si ama davvero.

Perché succede questo? Ve lo siete mai chiesto?

Forse perché esse donano due volte e donano tutto.

Donano la vita, la portano in grembo per nove mesi, accompagnano più da vicino la crescita della figlia. Si dice infatti: "Di mamma ce n'è una sola".

Custodiscono in sé la vita della figlia fino alla morte, la sognano, fantasticano sul suo futuro e poi d'improvviso... la vedono sfuggire dalle loro mani per il mondo sconosciuto della missione. Donano senza capire, o volere, ma lasciano, più o meno volentieri, che si parta. Aprono le mani e la liberano perché spicchi il volo. Un volo più alto, più vero, più vicino alla felicità.

Le mamme non hanno la vocazione alla missione, ma alla maternità che ha le caratteristiche della fedeltà e dell'abnegazione: per questo accettano senza capire. Sentono, intuiscono, che quella scelta non desiderata da loro, è il vero bene per la figlia. Vivono in sintonia con le figlie ed imparano ad amare ciò che le figlie amano. Viaggiano, seguono, per conoscere i luoghi che le figlie percorrono, la gente che incontrano e si innamorano con loro della missione.

Che cosa meravigliosa sentire una mamma parlare della missione, anima più che una suora missionaria, perché trasmette una passione riflessa, che prende le colorazioni dell'amore materno e vede con occhi che vanno al di là della realtà.

Dio è padre e madre: ama di un amore materno, tenero e accogliente. Perdona e dà sempre una seconda possibilità. Questo amore si riflette e si fa concreto nei gesti di una madre. E quando la vita è totalmente donata a Dio in un atto di consacrazione, l'amore materno si sublima. La maternità racchiusa nell'intimo di ogni donna giunge a compimento con la nascita di un figlio, ma supera i limiti dell'amore umano quando è vissuta da una persona consacrata. Si diviene madri nel momento in cui si accoglie, si genera figli nello Spirito, chiunque essi siano e a qualunque razza appartengano.

Una missionaria che diviene "madre" prende le sembianze del "figlio". Accoglie in sé gli atteggiamenti di un popolo, perché questo popolo che le diventa figlio possa capire quanto è grande il desiderio di comprenderlo, amarlo, accoglierlo in sé.

Una missionaria diviene madre nella misura in cui sa donare la vita e consumarsi, perché il figlio che ha generato conosca sempre più la fonte dell'Amore: DIO.