CHIESA NEL MONDO

RITAGLI     CHIESA DEL BRASILE:     MISSIONE AMICIZIA
ASCOLTA, SEGUI, ANNUNCIA!

Il secondo "Congresso Missionario Nazionale"
rinnova lo "spirito missionario" della Chiesa Brasiliana.

Missionarie dell'Immacolata al Congresso della Chiesa Brasiliana, in Aparecida!

Sr. Rosanna Marchetti
("Missionarie dell’Immacolata", Agosto-Settembre 2008)

È stato per me un invito inaspettato quello di partecipare al "II Congresso della Chiesa Brasiliana" che ha riunito circa 600 persone, nel Santuario di "Aparecida do Norte", nello Stato di San Paolo. È stato un bellissimo evento, che mi ha aiutato a sentire il "polso missionario" del più grande Paese dell'America Latina.

Si è scelto di realizzarlo ad Aparecida per continuare sulla scia della "V Conferenza Generale dell'Episcopato dell'America Latina e dei Caraibi", quando la Chiesa Latino-Americana è stata invitata a mettersi in stato permanente di missione. Nei giorni del "Congresso", stessa sala delle conferenze, abbiamo ripercorso il cammino dei discepoli di Emmaus.

È stata interessante la forma con cui hanno pensato di dividere le giornate in "tematiche".

La prima "tematica" è stata "il Cammino". Ci siamo incontrati e abbiamo camminato insieme per condividere le nostre aspirazioni e aspettative riguardo alla missione. Veniamo "da mille strade diverse, in mille modi diversi", da tutti i punti del Brasile, ma l'unico nostro desiderio è parlare della missione, sintonizzarci su questa lunghezza d'onda che abbraccia il mondo intero a partire dalla nostra realtà. Anche noi, "Missionarie dell'Immacolata", da punti diversi, Manaus, Macapa, San Paolo, Registro, siamo arrivate al "Congresso" animate dalla stessa passione per l'annuncio.

"Siamo un popolo pellegrino, che cammina nella povertà e semplicità, nel provvisorio alla ricerca del definitivo. Il Missionario vive della spiritualità del Cammino. Siate benvenuti ad Aparecida. Questo non è il punto di arrivo, ma di partenza. I Missionari del Regno sono continuamente in cammino". Con queste parole P. Daniele Lagni, responsabile delle "Pontificie Opere Missionarie" in Brasile, ha aperto la prima sessione del "Congresso" ricordandoci una delle nostre caratteristiche fondamentali: l'"itineranza".

La "parola chiave" del giorno seguente era "l'incontro". Come Gesù accende il cuore dei due discepoli, così anche noi ci siamo lasciati riscaldare il cuore dalle riflessioni proposte dai relatori P. Paulo Suess, teologo della Missione, P. Agenor Brighenti, teologo, e Fr. Santiago Ramirez, membro della "Commissione Teologica" del "Terzo Congresso Americano Missionario", che si è appena svolto in Agosto.

Sabato è stato il giorno della "condivisione". Vari Missionari e Missionarie hanno condiviso la loro esperienza, a volte breve e a volte di anni. I primi contatti con un'altra realtà, un'altra cultura, un altro mondo. Nel pomeriggio abbiamo condiviso in modo originale le sintesi dei "gruppi tematici", e la creatività ha fatto di questo momento un "mosaico colorato" di forme di espressione e condivisione, che ha mostrato chiaramente l'allegria e la vivacità del popolo brasiliano.

Per finire, Domenica abbiamo celebrato "l'invio". Ripartire da Aparecida, il Santuario più importante del Brasile, e riassumere la nostra missione con più forza, coraggio ed entusiasmo. Aperti alle problematiche interne, ma con gli occhi sul mondo. Partendo dalle nostre realtà per arrivare a tutte le genti.

In questo "II Congresso Nazionale" abbiamo fatto una forte esperienza di Chiesa che realmente "ascolta, segue e annuncia" con l'entusiasmo e la forza giovane che la caratterizza. La Chiesa del Brasile, viva e dinamica, si è rivelata con tutta la sua forza e si è dichiarata disposta a raggiungere i confini del mondo.

Durante questi quattro giorni il "sangue" della Missione ha ricominciato a scorrere lentamente, ma se ne è intuita la forza con più "veemenza" quando abbiamo ricordato i "martiri" dei nostri giorni, i Vescovi ancora oggi minacciati di morte, gli atti di coraggio di coloro che lottano per difendere la causa "indigena" e "afro-brasiliana".

Abbiamo dibattuto sulle urgenze della missione in Brasile: innumerevoli situazioni di conflitto e di ingiustizia, grandi sfide e necessità. Ci siamo posti in ascolto del grido di giustizia e rispetto che viene dall'Amazzonia, dalle sue popolazioni e dalla natura violentata. Sappiamo però che non possiamo fermarci qui, dobbiamo rimanere aperti e disponibili alla missione oltre le nostre frontiere.

La "Conferenza di Aparecida" ha lanciato la sfida della Missione, ora spetta a noi raccoglierla e rendere vivo ed attuale il comando di Gesù: "Fate discepoli in tutte le nazioni".