OLTRE I CONFINI
Una Chiesa dinamica, con lo sguardo aperto sul futuro, impegnata contro
miseria e sottosviluppo.
È il quadro che emerge dalle Linee preparatorie alla II Assemblea speciale dei
vescovi del Continente.
Sono stati presentati ieri mattina in Vaticano
i «Lineamenta»,
tappa del cammino verso il prossimo Sinodo africano.
Arinze: una realtà ecclesiale viva che cerca di testimoniare la fede in modo
sempre più approfondito.
Una Chiesa dinamica, in un contesto sociale complesso che sfida la
testimonianza cristiana in molti campi. È la «fotografia» della realtà
ecclesiale africana che emerge dai Lineamenta per la preparazione dell'Assemblea
del Sinodo dei vescovi per l'Africa, la seconda dopo quella del 1994. Questa
volta il tema prescelto, approvato da Benedetto XVI, è «Voi siete il sale
della terra... voi siete la luce del mondo» (Mt 5, 13.14). Il testo è stato
presentato ieri dal cardinale Francis Arinze, prefetto della Congregazione per
il culto divino e da monsignor Nikola Eterovic, Segretario generale del Sinodo
dei vescovi.
Il documento presenta la realtà africana e le problematiche principali in
cinque capitoli, nell'ambito generale della «nuova evangelizzazione»,
necessaria al continente. Nel primo viene descritta brevemente la situazione
sociale, economica, politica, culturale e religiosa e viene esaminato anche il
ruolo delle religioni e, in particolare, il rapporto tra il cristianesimo e
l'islam. Si mettono in luce le difficoltà del cammino ecumenico e il ruolo
favorevole che invece può svolgere la cultura di fondo, caratterizzata dalla
religione tradizionale africana. Il secondo capitolo presenta la realtà sempre
attuale di Gesù, Salvatore anche dell'uomo africano, come la sorgente della
Buona Notizia che illumina la complessa realtà africana e che orienta la Chiesa
sul cammino della riconciliazione, della pace e della giustizia. Il terzo
capitolo rileva che la Chiesa nella sua opera di evangelizzazione deve applicare
la dottrina sociale alla realtà africana, anche perché in molti Paesi solo
l'istituzione ecclesiale possiede l'autorità morale di parlare a tutta la
società. Il capitolo seguente, il quarto, rileva che l'annuncio di salvezza
libera l'uomo in ogni sua dimensione e spetta a tutte le componenti della Chiesa
intesa come famiglia di Dio e diventa sempre più urgente l'educazione del
laicato cattolico, capace di promuovere il bene comune. Si ribadisce poi la
condanna dei traffici indiscriminati di armi, in genere vendute dai Paesi
ricchi, che, poi, vengono adoperate in guerre fratricide dai Paesi africani
poveri che spendono in modo irresponsabile le poche risorse economiche che
dovrebbero essere destinate alla promozione del benessere dei propri cittadini.
Infine il quinto capitolo insiste sull'importanza della celebrazione della Santa
Messa, sull'adorazione dell'Eucaristia, sulle altre forme di preghiera della
Chiesa. La Chiesa, famiglia di Dio, sacramento di salvezza, animata dallo
Spirito Santo, ha delle risorse per poter cambiare la faccia della terra in
un'Africa riconciliata, le cui popolazioni sappiano vivere in pace, incamminate
verso il progresso equilibrato e il raggiungimento di una maggiore giustizia
sociale. Sui temi della giustizia e del ruolo della Chiesa, ha insistito il
cardinale Arinze sottolineando come «le diocesi in Africa intraprendono
concrete iniziative di solidarietà cristiana verso i poveri e i bisognosi.
Molte Conferenze episcopali hanno delle commissioni per la giustizia e la pace,
le quali aiutano anche nell'educare i cittadini sui loro diritti e doveri di
voto. I vescovi, soprattutto quando riuniti in Conferenza, discutono delle
questioni nazionali con coraggio e amore. I rifugiati e i profughi incontrano la
Chiesa come una delle poche istituzioni in grado di prendersi cura di loro e di
mettere un sorriso sui loro volti». Dalla conferenza stampa è emersa così
l'immagine di una comunità - ha detto Arinze - che cerca di vivere la propria
fede in modo sempre più approfondito. «Una Chiesa non chiusa su se stessa ma
che condivide gioie e speranze, problemi e sfide dell'intera società
africana».