UN PAESE IN GINOCCHIO

RITAGLI    "Microcredito",    MISSIONE BANGLADESH
il Bangladesh già prova a rialzare la testa

Prestiti di fiducia della "Banca dei poveri" a chi ha perso tutto.

Fabrizio Mastrofini e Lara Marchetti
("Avvenire", 23/11/’07)

Il primo aiuto alle aree del Bangladesh colpite dal ciclone arriva dall’interno stesso del Paese, dalla struttura della "Grameen Bank", che ha sospeso i pagamenti dei debitori nelle aree colpite dal cataclisma; subito dopo si sono riattivate le risorse del "microcredito". Insieme all’installazione di posti di soccorso di emergenza, la struttura fondata da Muhammad Yunus ha deciso che ai nuovi prestiti possono accedere tutti, non solo coloro che già ne hanno ricevuti in passato attraverso gli "uffici di rappresentanza" ("Branch offices") sparpagliati sul territorio. Nonostante siano 366 gli uffici praticamente andati distrutti, insieme alle documentazioni e ai villaggi delle aree circostanti, la macchina del microcredito è ripartita così: prestiti senza interessi vengono erogati per la ricostruzione delle abitazioni; prestiti a basso interesse per la ripresa dell’attività agricola e per la ricostituzione dei capitali perduti. A ciò si aggiungono le "équipe" mediche distribuite sul territorio ed attive da diversi giorni, la distribuzione di aiuti alimentari, la strutturazione di supporti locali per avviare una campagna di vaccinazioni per prevenire le epidemie. Lentamente, riprende la normalità fatta di riunioni nei "Centre meeting" (solitamente una volta la settimana) fra le persone del gruppo beneficiario del prestito, principalmente per restituire le rate settimanali che scattano fin dalla settimana successiva all’erogazione del credito. In questi incontri si parla anche dei problemi comuni legati alla vita di tutti i giorni, alla pianificazione sociale ed economica per il bene delle proprie famiglie (aspetti relativi alla sanità, all’istruzione, all’attività lavorativa). In questo modo viene sempre più rinforzandosi il senso di solidarietà e appartenenza al gruppo. Moltissimi partecipanti a programmi di microcredito sottolineano l’importanza e l’utilità delle riunioni, apprezzando la possibilità di scambiarsi idee e opinioni in maniera costruttiva. Una delle domande più comuni, poste dal visitatore esterno, riguarda l’eventuale difficoltà riscontrata nel restituire i crediti ottenuti dalla "Grameen Bank". E con sorpresa, la risposta che si ottiene è che non è affatto difficile, da parte di persone abituate semmai a pagare gli elevatissimi interessi imposti dagli usurai. Nei confronti di molte donne povere, i prestiti della "Grameen Bank" portano un altro risultato: fanno salire il loro prestigio sociale e con ciò scompaiono le violenze fisiche o verbali, perpetrate non solo dai loro mariti, ma spesso anche dai fratelli o dai suoceri, perché in Bangladesh la donna va a vivere con la famiglia del marito. I "manager" degli uffici locali sono fra le persone più informate sul funzionamento del microcredito, spesso provengono da villaggi vicini, conoscono bene tutti i membri dei gruppi assegnati sotto la loro "supervisione", non appartengono a famiglie ricche e comprendono profondamente il disagio, i problemi e gli interessi che spingono le donne del villaggio a rivolgersi a loro per avanzare una proposta di credito. I "Branch manager" si recano ogni mattina in un "Centro" diverso, assistono insieme con altri "manager" alle sedute, incoraggiano le donne presenti, chiedendo motivazioni sulle eventuali assenze, dando raccomandazioni su aspetti economici, igienici e sull’educazione dei loro figli. Infine raccolgono le rate di coloro che hanno ottenuto uno o più crediti. E se mancano 10 o 20 "taka" (10 o 20 centesimi di euro), scatta la solidarietà di villaggio: chi esce dal centro per rivolgersi ai vicini, chi interpella i passanti, chi domanda in giro, per una catena che chi l’ha vista non può dimenticarla facilmente.