Réné Laurentin:
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Bernadette, icona della Vergine
Il
teologo mariano ieri mattina alla presentazione
del "libro-intervista" di Andrea Tornielli
sui 150 anni dalla prima apparizione di Maria a Lourdes,
«luogo della conversione interiore».
Da
Roma, Fabrizio Mastrofini
("Avvenire",
9/2/’08)
Bernadette, la
«veggente» di Lourdes,
è «l’icona della Vergine Maria». Lo ha ribadito padre
Réné Laurentin,
90 anni, forse il più importante «mariologo» contemporaneo, nel libro
dedicato al significato dei messaggi e delle apparizioni nella cittadina
francese. Il "libro-intervista", realizzato da Andrea
Tornielli,
"vaticanista" de «Il Giornale», è stato presentato ieri mattina
presso il Pontificio Ateneo «Regina Apostolorum». Intitolato «Lourdes,
inchiesta sul mistero a 150 anni dalle apparizioni» ("Edizioni Art",
Roma), il volume propone un appassionante viaggio seguendo le apparizioni e il
loro significato, sotto la guida appunto di un teologo d’eccezione.
Padre Laurentin sottolinea che «icona della Vergine Maria» è la più
«appropriata definizione» di Bernadette
Soubirous, la
giovane francese che tra febbraio e luglio 1858 ha ricevuto per 18 volte le
apparizioni della Vergine Maria in una grotta vicino a Lourdes. Svelare il
«mistero» di Lourdes, significa, secondo padre Laurentin, scoprire che
Bernadette, la sua vita, le sue sofferenze e malattie costituiscono la «cifra»
del messaggio che la Madonna ha consegnato 150 anni fa nell’umida grotta di
Massabielle. Andrea Tornielli, prendendo la parola di fronte ad un pubblico
numeroso ed attento, ha ricostruito la vicenda di Bernadette, inserendola nel
clima "antireligioso" di metà Ottocento. Anche a cinquant’anni
dalle apparizioni, del resto, apparvero documenti presunti autentici per "screditare" in tutti i modi la veridicità delle apparizioni stesse e la
credibilità della veggente. Tutto fu invano, però, di fronte alla fede e alla veridicità di quanto accaduto.
Tornielli ha ribadito che Bernadette, anche dalla lettura degli "atti" degli
interrogatori cui venne sottoposta, appare «una ragazzina
"pragmatica", non una
mistica visionaria. Leggere le risposte ferme e concrete che non si stancherà
di ripetere durante i lunghi interrogatori è una delle migliori prove della
verità di quella frase del "Magnificat": "Ha deposto i potenti
dai loro troni, ha innalzato gli umili". Arrivarono a
"calunniare" i suoi genitori, sostenendo che la mente malata di
Bernadette era il frutto dell’alcolismo di suo padre. Bugie. Chi avrà la
pazienza di addentrarsi nelle pagine del libro, si renderà conto della
grandezza di questa persona così semplice e umile».
Il vice-presidente dell’"Unitalsi",
Marco Tampellini, ha sottolineato l’importanza di quanto accade ogni anno, con
i pellegrinaggi dei malati e dei volontari che hanno per meta Lourdes. «Non
esiste luogo migliore per introdursi nel mondo della sofferenza di Lourdes, dove
chi vive con la malattia ti accompagna e t’insegna a non aver paura»,
ricordando come proprio lì si possa comprendere l’importanza di ciascuno
«per quello che è». «Il dono più grande che fa Lourdes è certamente la
conversione interiore, dall’egoismo all’amore di Dio», ha aggiunto padre
Paolo Scarafoni, rettore dell’"Università Europea" di Roma.