MISSIONE GUINEA

RITAGLI     AZIONE DI GRAZIE,     MDI - GUINEA BISSAU
PER GLI ANNI TRASCORSI IN GUINEA BISSAU!

La "Missione" parte dall'accoglienza della cultura e dei valori di un "popolo".
In seguito, la "Parola di Dio" è talmente "liberante",
da cambiare la mentalità e la vita.

Un grande GRAZIE per la Missione in GUINEA BISSAU...

SR. MARIA MATTIAZZO, Missionaria tra giovani amici della Guinea!

SR. MARIA MATTIAZZO
("Missionarie dell’Immacolata", Gennaio 2009)

26 anni di "Missione" in terra di Guinea Bissau. E per me un'"azione di grazie" riandare a questo tempo. Grazie a Dio che mi ha chiamata: "Non siete voi che avete scelto me, ma io ho scelto voi" ("Gv 15,16") e mi ha inviata a questa Chiesa; e grazie a questo popolo che mi ha accolta e accompagnata fino qui.

Come mi risuonano veritiere queste parole di Gesù: "Non temete, sarò con voi fino alla fine". Per me è sempre stato vero e l'ho sperimentato tutti i giorni della mia vita. Fin dal primo giorno, da quando nel Luglio 1982 ho messo piede in terra di Guinea e percorrendo la strada verso la mia prima "destinazione", Mansoa, mi sentivo piena di timore vedendo tanta gente, specialmente le donne, camminare con pesanti "fardelli" sulla testa e mi chiedevo: "Dove vanno?". Sembravano "pecore senza pastore". Col passar del tempo mi sono resa conto che quel camminare era cercare fortuna, lottare per avere vita. E il tempo passava in fretta e sempre più mi rendevo conto che lo "Spirito Santo" ci precede e prepara il terreno; infatti scoprivo continuamente quanti valori erano presenti in quel popolo, valori che ci aiutavano a preparare il "primo annuncio" di Cristo. Ne accenno qualcuno: il senso dell'"assoluto" sempre presente nel dolore come nella gioia, il senso della famiglia, della "solidarietà", il rispetto per tutto ciò che è umano, la resistenza alla sofferenza: e in questo, che lezioni ci danno e come ne è stata "irrobustita" la mia fede! Il tempo è maestro e così è stato per me.
Con i giorni che passavano mi sono immersa nella realtà che mi circondava, grazie anche a un buon tempo vissuto più vicina alla quotidianità dei villaggi, quando con
Sr. Rosangela De Oliveira rimanevamo nella "tabanca" (villaggio) di Cossuba, un paio di giorni alla settimana, abitando con la gente. Questa è stata la nostra "iniziazione" alla vita in Guinea e grazie anche a questo abbiamo potuto penetrare più profondamente nella realtà della gente, scoprendo, anche in mezzo a tanti valori, realtà di miseria come mancanza di acqua, malattie, morti "premature" di bimbi a causa di "malnutrizione", "analfabetismo", difficile accesso alla salute e alla scuola per tanti bambini... come rispondere a questi bisogni?

Come "Missionarie dell'Immacolata" abbiamo cercato di rispondervi insieme alla popolazione, coinvolgendo la gente il più possibile, con pazienza, anche "danzando" al loro ritmo e approfondendo la loro cultura: "Se bu sinta, sinta na sinta ku bo" ("Se ti siedi, siediti, mi siedo con te"), oppure: "Se na buliu costa, buli bu barriga" ("Se ti grattano la schiena, grattati la pancia"), o ancora: "Pui mon Deus na djudau" ("Metti mano, Dio ti aiuterà").

Insieme abbiamo sensibilizzato la popolazione alla necessità di costruire pozzi, "latrine", orti, farmacie di villaggio (piccoli "ambulatori"), "centri sociali" per la formazione integrale della donna, "scuole primarie"... Tutto questo è stato possibile attraverso la "catechesi", cioè incontri settimanali sulla "Parola di Dio", le visite alle famiglie e partecipando a momenti e tappe particolari della loro vita come l'"iniziazione" ("fanado"), i funerali ("tchur"), i matrimoni ("kissundi") e altro. Posso dire, dopo queste esperienze, quanto sia vero che l'incontro dell'uomo e della donna africana con la "persona" di Gesù è autentico nella misura in cui chi annuncia saprà accogliere prima di tutto ciò che l'africano è, con conseguente rispetto per quello che fa; e poi la "Parola di Dio" è talmente "liberante" che cambia la mentalità e di conseguenza la vita... Gli esempi che potrei portare sono tantissimi, sia di persone che sono arrivate ai "Sacramenti" e a formare famiglie veramente cristiane, e che adesso sono i nostri "catechisti" e "animatori" della comunità, sia di tanti che per molti motivi non hanno potuto ricevere i "Sacramenti", se non col desiderio.

Porto l'esempio di Caibai, un uomo che viene a conoscere il cammino di Gesù quando ha già una sua vita, come la religione "tradizionale" permette: due mogli, dieci figli, lui "capo famiglia" che può permettersi tutto, disporre, fare e disfare senza interpellare nessuno. Oggi, senza poter ricevere i "Sacramenti", se non col desiderio, è "missionario" e "catechista" nel suo villaggio e due volte alla settimana va nei due villaggi di Nhanfa e Man. Lascia il suo lavoro e prende la bicicletta e va a leggere la "Parola di Dio", nonostante tanti lo prendano in giro dicendo che non ha voglia di lavorare. Alla fine il suo raccolto è migliore del raccolto di quanti lo criticano e lo accusano di non lavorare abbastanza... Io mi stupisco di come lo "Spirito Santo" sia presente in ogni persona "aperta".

Questo tempo che il Signore e la "Congregazione" mi hanno dato di vivere in Guinea Bissau è stato per me un dono grande, che ho vissuto dando e ricevendo: quindi "grazie"! Grazie anche a tanti amici che ci sostengono con la preghiera e, con tanti sacrifici, ci permettono di fare "miracoli" per poter realizzare il "sogno di Dio", venuto perché "tutti abbiano la vita e vita in abbondanza" ("Gv 10,10").

Per un tempo breve mi trovo in Sardegna, per condividere con questa Chiesa le ricchezze che ho ricevuto dalla "Madre Africa". Continuate la vostra amicizia e "solidarietà" perché la strada per la "liberazione" è lunga.