CHIESA NEL MONDO

RITAGLI   «Cina, il dialogo non si ferma»   SPAZIO CINA

Il Segretario di Stato Bertone:
«Un incidente di percorso l’ordinazione illecita di un vescovo.
A Hu Jintao chiederei: quale sviluppo senza cultura e spiritualità?».

Da Roma, Salvatore Mazza
("Avvenire", 6/12/’06)

Solo «un incidente di percorso». E, pur tra le difficoltà, il dialogo tra Vaticano e Cina prosegue «anche se il cammino per arrivare alle relazioni diplomatiche non è dietro l'angolo». Dopo il nuovo strappo di Pechino, che nei giorni scorsi ha nominato unilateralmente un vescovo, il cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone getta acqua sul fuoco sulle conseguenze del gesto. Ieri, parlando con alcuni giornalisti al termine dell'atto accademico tenuto all'Università Urbaniana, che ha chiuso le commemorazioni dei 500 anni della nascita di san Francesco Saverio, a proposito di quell'ordinazione illecita Bertone ha sottolineato che si tratta di «un atto che frena e non favorisce i buoni rapporti tra Santa Sede e Cina». Ma, appunto, «sono incidenti di percorso». A proposito di quale sia oggi lo stato dei rapporti tra Pechino e la Santa Sede, e quali le loro prospettive, il Segretario di Stato vaticano ha affermato che al momento «le relazioni diplomatiche sono "in mente Dei" e credo che siano nel futuro anche dei progetti dei governanti cinesi, anche se hanno i tempi e i ritmi necessari per essere impostate e per essere realizzate». Ancora, rispondendo alla domanda di cosa direbbe al presidente cinese Hu Jintao, Bertone ha detto: «Gli chiederei come pensa di portare avanti lo sviluppo della Cina, non solo quello economico, ma anche il grande sviluppo culturale, secondo la tradizione del grande popolo cinese e anche un dialogo interreligioso e interculturale. Così come la Chiesa porta avanti questo dialogo - ha proseguito il porporato - e vuole essere soggetto di tramite, di dialogo, così anche gli uomini politici e di cultura della Cina possono essere protagonisti e attori di dialogo: così credo - ha concluso - che tutti ne guadagneremo». Nei giorni scorsi la vicenda dell'ordinazione illecita avvenuta a Xuzhou (Jiangsu) lo scorso 30 novembre aveva provocato una dura reazione da parte del Vaticano. In un comunicato diffuso dalla Sala Stampa durante la visita apostolica di Benedetto XVI in Turchia, veniva espresso il «profondo dolore» del Papa di fronte a un atto «estremamente grave», che offende «i sentimenti religiosi di ogni cattolico in Cina e nel resto del mondo». Secondo lo stesso comunicato l'ordinazione, avvenuta senza rispettare i canoni, «non corrisponde alla dottrina cattolica» e «sovverte principi fondamentali» della struttura gerarchica della Chiesa.