IL FUTURO DELL'AFRICA

L’importanza della formazione sacerdotale,
il dovere di aiutare i giovani a scoprire la bellezza del matrimonio,
tra i temi toccati ieri mattina dal Pontefice a Castelgandolfo.

RITAGLI   Benedetto XVI: urgente l'impegno per la pace   DOCUMENTI

Nel discorso ai vescovi del Mali, il richiamo a un lavoro comune di clero e laici,
per rispondere all'esigenza di giustizia del continente africano.

Da Roma, Salvatore Mazza
("Avvenire", 19/5/’07)

Quello della pace, della giustizia della riconciliazione è un «imperativo urgente», al quale clero e laici devono rispondere «uniti». È con questo richiamo alla seconda "Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per l'Africa" che, ieri mattina a Castelgandolfo, Benedetto XVI si è congedato - dopo aver loro espresso la sua stima per il loro difficile lavoro pastorale - dal gruppo di presuli africani del Mali, al termine della loro visita "ad Limina", iniziata lo scorso 14 maggio. Papa Ratzinger non ha nascosto, nel suo discorso, «le situazioni umane e spirituali difficili» che rendono «una sfida coraggiosa la normale azione pastorale della Chiesa». Solo 20 mila battezzati in un Paese di 12 milioni di abitanti, la metà dei quali non ha accesso all'acqua potabile, e dove la speranza di vita non supera i 50 anni. Ecco perché, ha esortato il Pontefice, oggi «il clero diocesano è chiamato a occupare un posto più ampio nell'evangelizzazione», insieme con i religiosi, e a vivere in donazione «totale» a Cristo la sua «identità sacerdotale». Benedetto XVI ha quindi ribadito i "capisaldi" che rendono tali i membri di una comunità ecclesiale, a partire da coloro che hanno ricevuto il sacramento dell'ordinazione: preghiera e vita sacramentale, accompagnata dalla formazione umana - che, ha detto il Papa, «è alla base» di quella spirituale. E ancora, maturità affettiva per una scelta responsabile del celibato, fino all'«indispensabile» cura dei laici, capace di renderli «competenti nel servizio del bene comune». «Nel momento in cui la Chiesa del vostro continente si prepara a celebrare la seconda "Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi per l'Africa" - ha osservato il Papa - l'impegno dei fedeli a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace è un imperativo urgente». Il contributo cristiano è fondamentale, ha proseguito Benedetto XVI, per agire con efficacia a livello sociale ed economico, politico e culturale, offrendo risposte alle emergenze, siano esse sanitarie, scolastiche o di altro genere. Il Pontefice ha quindi affrontato il problema della famiglia, osservando come «mentre il numero dei matrimoni cristiani rimane relativamente debole, è dovere della Chiesa aiutare i battezzati, particolarmente i giovani, a comprendere la bellezza e la dignità di questo sacramento nell'esistenza cristiana». Ma «per rispondere al timore sovente espresso davanti al carattere definitivo del matrimonio - ha aggiunto - una solida preparazione, con la collaborazione di laici ed esperti, permetterà alle coppie cristiane di rimanere fedeli alle promesse del matrimonio. Diventeranno coscienti che la fedeltà del marito e l'indissolubilità della loro alleanza, il cui modello è la fedeltà espressa da Dio nell'indistruttibile alleanza che Egli stesso ha concluso con l'uomo, sono una fonte di felicità per coloro che si uniscono». Un'ultima annotazione Benedetto XVI l'ha dedicata al rapporto con i musulmani, che nel Mali rappresentano il 90% della popolazione. Il Papa si è detto soddisfatto per le «relazioni cordiali» intrattenute dai cattolici con il mondo islamico. E ha ripetuto che perché l'amicizia sia reale, «è legittimo che l'identità propria di ciascuna comunità possa esprimersi liberamente, nel mutuo rispetto», così da favorire una reale «coesistenza pacifica».