IL MONDO IN VATICANO

Ultimi giorni di lavoro per l’assise dei vescovi.
Sono 50 le proposizioni frutto dei Circoli minori.

RITAGLI   Sinodo, lettera dalla Cina   CINA

Impossibilitati a esserci malgrado l’invito ufficiale i presuli del Paese asiatico
scrivono il loro rammarico. Benedetto XVI risponderà con un testo autografo.

Da Roma, Salvatore Mazza
("Avvenire", 19/10/’05)

Rammarico per «non poter essere presenti», e fiducia in un ripristino «delle relazioni tra Cina e Vaticano». È quanto esprimono i quattro vescovi della Cina popolare, impossibilitati a partecipare all'Assemblea sinodale in corso, in una lettera scritta lo scorso 6 ottobre dall'86enne monsignor Luca Li Jingfeng, vescovo di Fengxiang, e letta ieri mattina in aula dal cardinale Segretario di Stato Vaticano Angelo Sodano. E, a quanto si è appreso, Benedetto XVI risponderà alla missiva con un proprio messaggio autografo, e lo stesso farà il sinodo con un proprio messaggio.
Il testo della lettera non è stato ancora reso noto ma, da quanto è stato possibile apprendere, parlando a nome di tutti e quattro i presuli invitati Li Jingfeng ha scritto che i vescovi si scusano di «non essere presenti al Sinodo», e auspicano che «i rapporti diplomatici con la Santa Sede siano presto ristabiliti». I quattro invitati, come noto, oltre a Li Jingfeng, erano monsignor Aloysius Jin Luxian, vescovo di Shangai, 89 anni, monsignor Antonio Li Duan, arcivescovo di Xian, 78 anni, e il 47enne monsignor Giuseppe Wei Jingyi, vescovo di Quqihar. I primi tre riconosciuti anche dalla Associazione patriottica, l'ultimo invece esponente della Chiesa non ufficiale. Al sinodo sono presenti anche esponenti della Chiesa di Hong Kong e di Taiwan.
Con la lettura della missiva dei vescovi cinesi, ieri mattina il sinodo sull'eucaristia è entrato nella sua terza e ultima settimana di lavori. Il vescovo di Mosca monsignor Tadeusz Kondrusiewicz ha informato ieri che sono 50 le proposizioni che i Padri sinodali hanno raccolto dopo, e che esse sono da ieri all'esame dei vescovi che potranno presentare emendamenti per modificarle o cambiarle. L'elenco, attualmente "sotto segreto", sarà votato sabato, ultimo giorno del Sinodo, e verrà poi consegnato al Papa. Non è escluso che, invece che ricavarne un'Esortazione apostolica, Benedetto XVI decida di pubblicarlo come "elenco unico", come avvenuto per esempio nell'85 per volere di Giovanni Paolo II. «Tutto il Sinodo - ha spiegato il portavoce di lingua italiana monsignor Giorgio Costantino - si è svolto nel segno della massima trasparenza, e non è escluso che si possa arrivare alla pubblicazione dell'elenco, anche se al momento nulla è stato deciso». Nelle proposizioni, come reso noto dall'arcivescovo di Cape Cost in Ghana, cardinale Kodowo Appiah Turkson, «la proposta dei viri probati è stata messa da parte, come poggiata su uno scaffale in attesa che siano esaminate tutte le altre possibili soluzioni alla scarsità di sacerdoti».