IL MONDO IN VATICANO
Ultimi
giorni di lavoro per l’assise dei vescovi.
Sono 50 le proposizioni frutto dei Circoli minori.
Impossibilitati
a esserci malgrado l’invito ufficiale i presuli del Paese asiatico
scrivono il loro rammarico. Benedetto XVI risponderà con un testo autografo.
Da
Roma, Salvatore Mazza
Rammarico per «non poter essere presenti», e
fiducia in un ripristino «delle relazioni tra Cina e Vaticano». È quanto
esprimono i quattro vescovi della Cina popolare, impossibilitati a partecipare
all'Assemblea sinodale in corso, in una lettera scritta lo scorso 6 ottobre
dall'86enne monsignor Luca Li Jingfeng, vescovo di Fengxiang, e letta ieri
mattina in aula dal cardinale Segretario di Stato Vaticano Angelo Sodano. E, a
quanto si è appreso, Benedetto XVI risponderà alla missiva con un proprio
messaggio autografo, e lo stesso farà il sinodo con un proprio messaggio.
Il testo della lettera non è stato ancora reso noto ma, da quanto è stato
possibile apprendere, parlando a nome di tutti e quattro i presuli invitati Li
Jingfeng ha scritto che i vescovi si scusano di «non essere presenti al
Sinodo», e auspicano che «i rapporti diplomatici con la Santa Sede siano
presto ristabiliti». I quattro invitati, come noto, oltre a Li Jingfeng, erano
monsignor Aloysius Jin Luxian, vescovo di Shangai, 89 anni, monsignor Antonio Li
Duan, arcivescovo di Xian, 78 anni, e il 47enne monsignor Giuseppe Wei Jingyi,
vescovo di Quqihar. I primi tre riconosciuti anche dalla Associazione
patriottica, l'ultimo invece esponente della Chiesa non ufficiale. Al sinodo
sono presenti anche esponenti della Chiesa di Hong Kong e di Taiwan.
Con la lettura della missiva dei vescovi cinesi, ieri mattina il sinodo
sull'eucaristia è entrato nella sua terza e ultima settimana di lavori. Il
vescovo di Mosca monsignor Tadeusz Kondrusiewicz ha informato ieri che sono 50
le proposizioni che i Padri sinodali hanno raccolto dopo, e che esse sono da
ieri all'esame dei vescovi che potranno presentare emendamenti per modificarle o
cambiarle. L'elenco, attualmente "sotto segreto", sarà votato sabato,
ultimo giorno del Sinodo, e verrà poi consegnato al Papa. Non è escluso che,
invece che ricavarne un'Esortazione apostolica, Benedetto XVI decida di
pubblicarlo come "elenco unico", come avvenuto per esempio nell'85 per
volere di Giovanni Paolo II. «Tutto il Sinodo - ha spiegato il portavoce di
lingua italiana monsignor Giorgio Costantino - si è svolto nel segno della
massima trasparenza, e non è escluso che si possa arrivare alla pubblicazione
dell'elenco, anche se al momento nulla è stato deciso». Nelle proposizioni,
come reso noto dall'arcivescovo di Cape Cost in Ghana, cardinale Kodowo Appiah
Turkson, «la proposta dei viri probati è stata messa da parte, come poggiata
su uno scaffale in attesa che siano esaminate tutte le altre possibili soluzioni
alla scarsità di sacerdoti».