PELLEGRINI SPAGNOLI

Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i «pellegrini»
delle diocesi di Madrid, Getafe e Alcalád e Henares,
impegnati nella «missione» che li ha portati nei luoghi di vita della loro generazione.

RITAGLI    Il Papa: Gesù continua ad affascinare i giovani    DOCUMENTI

Cinquemila ragazzi spagnoli ieri a Castelgandolfo:
«Portate fra i coetanei l’unico amore che non tradisce».

Da Roma, Salvatore Mazza
("Avvenire", 10/8/’07)

La fede chiama alla missione. E i giovani, in questa testimonianza coraggiosa, sono pronti a impegnarsi con l'entusiasmo e la generosità necessari perché «contrariamente a quanto molti pensano, il Vangelo attrae profondamente i giovani».
A raccogliere queste parole di
Benedetto XVI, ieri mattina a Castelgandolfo, cinquemila ragazzi e ragazze delle diocesi spagnole di Madrid, di Alcalá de Henares e di Getafe, impegnati nella "Missione giovani", accompagnati dal cardinale arcivescovo di Madrid, Antonio María Rouco Varela, e dai presuli delle altre due diocesi nella missione, Jesus Esteban Català Ibanez e Joaquin Maria Lopez de Andujar. Un'udienza davvero particolare, con i presenti a riempire il cortile del palazzo apostolico e la piazza antistante, per "raccontare" al Papa le loro esperienze, le difficoltà vissute, le gioie sperimentate nel corso della loro missione, nelle strade e nelle piazze delle rispettive diocesi.
È stato il cardinale Rouco Varela, quando Benedetto XVI s'è affacciato salutato dai canti e dalle acclamazioni dei presenti, a presentare al Papa i giovani, sottolineando l'impegno da loro profuso nella "Missione" e anche il silenzioso e intenso lavoro di rinnovamento portato avanti nella pastorale giovanile. «Tutti - ha detto il porporato - si sono mostrati testimoni coraggiosi e generosi di Gesù Cristo», affermando come «i giovani di Madrid vogliono essere tra i loro coetanei araldi fedeli, vibranti e gioiosi della perenne e sempre attuale confessione di Pietro: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente"».
È stata quindi la volta di quattro ragazzi che, a nome di tutti i presenti, hanno reso testimonianza della propria esperienza di fede. «Prima eravamo molti i giovani cristiani che vivevamo "camuffati" pensando di essere pochi e rari, troppo "fermi", o vivendo molto intimamente la fede», ha detto Sabina, una giovane di Getafe, che ha descritto il cambiamento avvenuto e che ha fatto sì che, oggi, siano «in tanti, senza vergogna», a «dare voce a Cristo». Un altro giovane ha poi detto al Papa delle 230 scuole e dei 35mila studenti coinvolti nella "Missione giovani", evidenziando l'importanza di far conoscere alle nuove generazioni in cerca di risposte il messaggio del Vangelo.
Pedro, che dopo l'esperienza della missione ha deciso di entrare in seminario, ha invece raccontato quanto profondamente la sua vita sia cambiata: «Bevevo alcol tutti i fine settimana, ero molto combattuto dalla sessualità e cercavo un senso alla mia vita».
Papa Ratzinger, nel breve saluto rivolto loro al termine dell'incontro, ha voluto in primo luogo esprimere il suo apprezzamento per l'iniziativa, capace di coinvolgere come detto migliaia di ragazzi, e soprattutto per l'entusiasmo da loro manifestato nell'uscire allo scoperto e nell'aver mostrato che, contrariamente, a quanto molti pensano, il Vangelo attrae profondamente i giovani, portandoli alla «scoperta del senso ecclesiale della vita cristiana nella sua pienezza». Di qui l'invito a perseverare nel cammino intrapreso e a lasciarsi guidare dai loro pastori, collaborando con loro nell'«appassionante compito» di far arrivare ai loro coetanei «la gioia di sapersi amati da Dio, l'unico amore che non tradisce né finisce».
«La fede in Gesù Cristo, nell'aprire orizzonti di vita nuova, di autentica libertà e di speranza senza limiti - ha aggiunto il Papa - necessita della missione, di uno slancio che nasce da un cuore consegnato a Dio e della testimonianza coraggiosa di Colui che è la Via, la Verità e la Vita». Pertanto va sempre coltivato «l'incontro personale con Cristo», il quale va tenuto «sempre al centro del cuore».
«Così - ha concluso Benedetto XVI - tutta la vostra vita si convertirà in missione; lasciando trasparire Cristo che vive in voi». Terminata l'udienza il Papa s'è poi affacciato sulla piazza di Castelgandolfo per benedire e salutare quanti non erano potuti entrare nel cortile, incontrando infine, nella Sala degli Svizzeri, una delegazione di venti rappresentanti della "Missione".