IL MONDO IN VATICANO
RITAGLI  Va alla radice della fede il Messaggio del Sinodo  DOCUMENTI

Approvata la bozza del documento che concluderà l'assise dei vescovi.
Tra i temi affrontati, in riferimento all'Eucaristia:
pastorale familiare, liturgia, rapporto col mondo laico.

Da Roma, Salvatore Mazza
("Avvenire", 22/10/’05)

La sfida che viene dalla moderna cultura secolarizzata, e quella posta dagli abusi nella liturgia. L'incoraggiamento «alle sorelle e ai fratelli» a restituire alla partecipazione alla Cena del Signore il posto che le spetta, per trarre da essa la forza di essere veri cristiani. E, ancora, le difficoltà con cui la Chiesa è ancora costretta a misurarsi in Paesi come la Cina, l'esigenza di restare accanto alle povertà del mondo, la speranza di contribuire alla crescita complessiva, nel dialogo, dell'umanità. C'è tutto questo, e altro ancora, nel Messaggio finale del Sinodo dei vescovi, la cui bozza è stata approvata ieri dall'Assemblea dopo un'ampia discussione che, fino all'ultimo, è stata tesa a correggere, emendare, arricchire il testo. La cui versione definitiva, proprio per accogliere fino all'ultimo le indicazioni dei Padri Sinodali, è slittata di un giorno, nuovamente affidata alla speciale Commissione per la redazione conclusiva. Così ieri, invece che presentare il Messaggio, i portavoce linguistici del Sinodo hanno solo potuto anticiparne i contenuti. Spiegando che, nelle 25 pagine divise in 25 paragrafi, insieme allo spazio per un commosso ricordo di Giovanni Paolo II e al «grazie» a Benedetto XVI, hanno trovato accoglienza tutte le ricche suggestioni emerse nelle tre settimane di durata del Sinodo. Il Messaggio, intitolato Eucaristia: pane vivo per la pace nel mondo, che nel corso della discussione ha subito oltre 200 emendamenti, si apre con un saluto ai «fratelli nell'episcopato» venuti dai cinque continenti per riqualificare l'eucarestia, sperimentando «la gioia di stare insieme». Una gioia che ha coinvolto anche i "delegati fraterni" e, per questo, nella stessa parte iniziale si chiede ai fedeli di pregare perché venga il giorno della «piena unità visibile» nella Chiesa. Una menzione speciale è riservata ai vescovi della Cina popolare che, invitati dal Papa, non hanno potuto partecipare al Sinodo per il divieto posto da Pechino. Ad essi, presenti al Sinodo solo con una lettera (letta in aula lunedì scorso), Benedetto XVI risponderà con una lettera che, ha detto il portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls, «non è ancora partita», e che verrà resa nota «non appena il Papa la invierà». Tornando al Messaggio, il corpo del testo è occupato dall'analisi del problema della secolarizzazione, senza tuttavia per questo nascondere le difficoltà interne alla Chiesa che hanno contribuito al diffondersi, specie in Occidente, dell'indifferenza religiosa e del relativismo. Dal punto di vista teologico, ricordata la fede della Chiesa nell'Eucaristia, quaranta anni dopo il Concilio si sottolinea come il rinnovamento liturgico abbia portato anche ad abusi e, qualcuno, quasi a sentirsi "padrone" della liturgia stessa, che invece è della Chiesa. Tra le «luci», si mettono in evidenza al riguardo la ripresa delle vocazioni sacerdotali e la positiva testimonianza di tanti preti: che però restano pochi, a gettare un'ombra sulla Chiesa come fa, anche, la perdurante crisi della confessione. Negli appelli finali - ce ne sono alla famiglia, ai sacerdoti, alla vita consacrata, ai giovani, ai seminaristi, agli sposi cristiani, ai diversamente abili e agli ammalati - i Padri chiedono tra l'altro ai divorziati risposati di mantenere la gioia di essere cattolici, partecipando in ogni caso alla messa domenicale in modo attivo. L'ultimo appello, prima dell'invocazione finale con l'auspicio di «una pace piena di speranza», è per la causa ecumenica e del dialogo interreligioso. Il Sinodo si concluderà ufficialmente con la Messa presieduta domani da Benedetto XVI. Oggi è prevista l'ultima Congregazione generale, durante la quale verranno votate le 50 Proposizioni finali dell'Assemblea sinodale che verranno poi affidate al Pontefice. Al termine, alle 13, il Papa riceverà a pranzo i partecipanti al Sinodo nella Casa Santa Marta.