ATTORNO A PIETRO

Oggi Benedetto XVI imporrà la porpora a ventritré nuovi cardinali.

RITAGLI    Il Papa: chiamati a rispondere    DOCUMENTI
alle attese più profonde dell’umanità

L’ecumenismo ma anche i rapporti con l’ebraismo e l’islam,
la pace, la sfida della secolarizzazione, la situazione dei cattolici nella Cina,
fra i temi di dibattito offerti all’analisi di Papa Ratzinger.

Da Roma, Salvatore Mazza
("Avvenire", 24/11/’07)

La speranza deve ispirare sempre i cristiani. La speranza che viene da Dio e che continuamente guida il cammino dei credenti. In ogni direzione. La speranza che non muore, che illumina la vita e incoraggia a non lasciarsi prendere dallo sconforto.
È stato tutto sviluppato attorno a questa chiave l’intervento con il quale, ieri sera in Vaticano,
Benedetto XVI ha chiuso l’incontro di preghiera e di riflessione del "Collegio cardinalizio", che ha preceduto il "Concistoro" pubblico durante il quale, questa mattina nella basilica Vaticana, il Papa imporrà la porpora a 23 nuovi cardinali. Un discorso "a braccio", quello rivolto dal Pontefice ai porporati, in larga parte articolato proprio attorno ai contenuti della sua nuova Enciclica "Spe salvi", che sarà pubblicata il 30 novembre prossimo.
L’incontro, come si legge nel comunicato della "Sala Stampa Vaticana" riepilogativo dei lavori, svoltisi a porte chiuse, dopo la pausa di fine mattinata è ripreso «nel pomeriggio alle 17 con la recita del Vespro e poi con nuovi interventi dei porporati. In totale si sono avuti 16 interventi». In particolare «sul tema dell’ecumenismo sono stati ancora toccati argomenti come la collaborazione fra i cristiani di diverse confessioni per la difesa della famiglia nella società e negli ordinamenti giuridici, come l’importanza dell’ecumenismo spirituale e dei rapporti personali con i fedeli e le autorità delle altre confessioni cristiane».
Alcuni interventi, si legge ancora nella nota, «si sono occupati dei rapporti con gli ebrei e con l’Islam.
Si è parlato del segno incoraggiante rappresentato dalla
"Lettera" delle 138 personalità musulmane e dalla visita del Re dell’Arabia Saudita al Santo Padre». Le considerazioni dei cardinali «si sono allargate alle difficoltà della fede cristiana nel mondo secolarizzato, al dovere e all’importanza di una nuova evangelizzazione, che risponda alle attese profonde e permanenti di felicità e libertà dell’uomo "postmoderno". Nel continente latinoamericano vi è un nuovo slancio di missionarietà alimentato anche dalla recente "Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano" svoltasi ad Aparecida».
Ancora, «interventi specifici sono stati dedicati alla situazione della vita consacrata nel mondo di oggi e alla formazione nei seminari», così come «è stata ricordata l’importante
"Lettera del Santo Padre alla Chiesa cattolica in Cina" e si è parlato della sua accoglienza favorevole da parte di vescovi e fedeli» e «si è ricordata l’urgenza dell’impegno della Chiesa per la pace, per la lotta alla povertà e per il disarmo, soprattutto nucleare». Infine, ancora riguardo agli interventi dei porporati, «alcuni, di natura informativa, hanno riguardato il prossimo "Congresso Eucaristico Internazionale", l’Anno Paolino, la diffusione della stampa cattolica e in particolare dell’"Osservatore Romano"».
«Dopo una breve risposta del cardinale Kasper su alcuni punti particolari – conclude la nota – ha preso la parola il Santo Padre per un intervento riassuntivo conclusivo, in cui ha anche ringraziato i porporati per la loro partecipazione e il loro contributo, e ha annunciato la prossima pubblicazione della sua nuova Enciclica dedicata alla "speranza", in risposta alle attese più profonde dei nostri contemporanei».
Secondo il cardinale Ersilio Tonini, quella che si è svolta ieri è stata «una bellissima discussione, con tanti interventi, da tutti i continenti. In tutto il contesto – è stato il suo commento al momento di lasciare l’aula nuova del "Sinodo", raggiunto dai giornalisti – l’elemento che è venuto fuori è quello della speranza, nei vari contesti, quelli del dialogo, dell’ecumenismo, e anche in quello del futuro della famiglia» che, ha aggiunto, costituisce «un punto di riferimento decisivo », ed è «proprio lì che la Chiesa ha qualche cosa da dire».