LE VIE DELLA FEDE
«Suor Faustina
e Giovanni Paolo II hanno indicato con forza
il fatto che Dio ci salva da tutte le nostre miserie.
Credo sia la chiamata per i cristiani nel terzo millennio.
Per questo abbiamo invitato credenti da ogni continente a dare testimonianza».
La "Divina
Misericordia" vocazione della Chiesa
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Il cardinale Schönborn: «Un grande evento a Roma».
Da Roma,
Salvatore Mazza
("Avvenire", 30/3/’08)
Un grande evento di
Chiesa. Sullo stile "dei Congressi eucaristici" piuttosto che di un
"Convegno teologico", e non per «proporre una specifica forma di
devozione», ma piuttosto per «sentire le testimonianze di come il mondo vive
la misericordia di Dio». Al di fuori della quale, come disse Giovanni
Paolo II, inaugurando
nel 2002, a Cracovia-Lagiewniki,
il Santuario della
"Divina Misericordia",
«non c’è nessun’altra fonte di speranza per gli esseri umani».
È il cardinale Christoph
Schönborn, arcivescovo
di Vienna, a introdurre con queste parole il primo "Congresso apostolico
mondiale della misericordia" che si svolgerà a Roma
dal 2 aprile, terzo anniversario della morte di Papa Wojtyla, fino alla Domenica
successiva. «Io credo – afferma il porporato in questa intervista ad
"Avvenire" – che sia veramente questa la chiamata per la Chiesa nel
terzo millennio».
Quando, e perché, è nata l’idea di questo "Congresso" dedicato alla "Divina Misericordia"?
È stato il giorno stesso
della morte di Papa Giovanni Paolo. Il fatto che sia avvenuta proprio alla
vigilia della "Domenica della Misericordia" è stato un tale segno
della "provvidenza divina" che era impossibile da non vedere. È lui
che aveva introdotto questa festa nell’anno 2000, è lui che aveva canonizzato
Suor Faustina,
e il Signore l’ha richiamato proprio questo giorno.
E poi, devo aggiungere, abbiamo anche pensato al "messaggio" che ci ha
lasciato con la sua "opera". Egli stesso ha detto che, se si volesse
riassumere in un concetto il suo "Pontificato", è proprio quello che Dio è ricco
di "misericordia".
Quanto è sentita, nella Chiesa, questa percezione?
Quel che abbiamo potuto sentire e vedere è che, in tutto il mondo, c’è davvero una grande attenzione a questo aspetto della misericordia di Dio, che è tanto forte nel Vangelo. Credo che sia veramente questa la chiamata per la fede, e per la Chiesa, nel nuovo millennio. Ed è da tutto questo insieme di cose, alla fine, che è nata l’iniziativa di invitare persone, credenti, da tutto il mondo, per un primo "Congresso" sulla "Divina misericordia".
Papa Wojtyla volle che la festività della "Misericordia" cadesse la prima Domenica dopo Pasqua. Perché?
Per capirlo dobbiamo chiederci: cosa significa dire che Dio è "misericordia"? Vuol dire che Dio ci salva dalla nostra "miseria", misericordia vuol dire "avere a cuore" le miserie, che sono tante, economiche, di salute, di vita interiore, e la più grande miseria umana è quella del "peccato", dell’allontanamento da Dio e da noi stessi. E dunque che cosa ci ha dato Cristo nel suo "mistero pasquale", nella sua morte e risurrezione? Ci ha dato Dio che ci salva dalle nostre miserie, Dio che è misericordioso. La Domenica dopo Pasqua è la Domenica di Tommaso, che ha messo in dubbio che Cristo sia risorto, e dunque ha messo in dubbio che ciò che Gesù ha predicato sia vero. Tommaso ha poi incontrato Gesù, e ha potuto vedere che ciò che Gesù ha detto sulla salvezza, sulla misericordia, non è una "favola", non è una promessa, ma una realtà, un presente. Ed è proprio per questo, credo, che Gesù ha suscitato in questa povera Suora polacca l’iniziativa di chiamare la "Domenica in albis", la Domenica dopo Pasqua, "Domenica della Misericordia".
Prima, a proposito del "Congresso", ha parlato di un invito rivolto a tutto il mondo. Chi sono i "promotori", e chi ci sarà?
C’è un "comitato" di cardinali che s’è riunito, di cui evidentemente fa parte il cardinale Stanislaw Dziwisz, che è il testimone privilegiato di Giovanni Paolo II e poi è l’arcivescovo di Cracovia, dove il Papa ha vissuto fin dalla sua gioventù questo "mistero della misericordia". Poi c’è anche il cardinale Audrys Backis, di Vilnius, perché Suor Faustina è stata a Vilnius e qui si trova la prima immagine della "Divina Misericordia", e poi altri porporati, come il cardinale Camillo Ruini, vicario di Roma, che si è assunto gran parte dell’onere organizzativo. Quanto ai partecipanti, sappiamo che ci saranno un gran numero di vescovi, di preti, di religiosi e di laici.
Che cosa vi aspettate da questo "Congresso"?
L’intenzione primaria è anzitutto di sentire le testimonianze da tutto il mondo su come si vive il "mistero della misericordia". Il "Congresso", in altre parole, non vuole proporre una specifica forma di devozione, perché tutte le varie forme di devozione per la "Divina Misericordia" sono legittime. Neppure è un "Convegno teologico", non sono stati invitati "specialisti" perché sarebbe stata, alla fine, una cosa "ristretta". Lo stile è piuttosto quello dei "Congressi eucaristici", cioè con "Delegati" da tutta la Chiesa cattolica del mondo, ma aperto anche a chiunque volesse essere parte di questo momento.