PAPA RATZINGER

«L’unica strada per condurre alla fratellanza è assicurare a ciascuno
l’esercizio della religione liberamente scelta».
La situazione di tanti stranieri dovrebbe favorire «la solidarietà tra le nazioni».

RITAGLI   «Rispettare le religioni. No a reazioni violente»   DOCUMENTI

Il Pontefice al nuovo ambasciatore del Marocco:
nel principio di reciprocità la via per la pace.
La condanna di chi offende il credo altrui ma anche di chi approfitta
per fomentare una reazione violenta: «Non si può che deplorare tali azioni, anche perché prodotte per fini estranei alla fede».

Da Roma, Salvatore Mazza
("Avvenire", 21/2/’06)

È«necessario e urgente» che «le religioni e i loro simboli siano rispettati». Così come che «i credenti non siano l'oggetto di provocazioni che feriscono le loro iniziative e i loro sentimenti religiosi».
Sono parole nette ed esplicite quelle con cui
Benedetto XVI, rivolgendosi ieri mattina al nuovo ambasciatore del Marocco Ali Achour, ha condannato cause e conseguenze della crisi che sta attraversando nelle ultime settimane le relazioni tra Europa e Paesi islamici. Discorso che Papa Ratzinger, tuttavia, ha esteso in tutti suoi aspetti, sollevando la questione di un diritto alla libertà religiosa che deve essere ovunque rispettato, mentre «intolleranza e violenza» mai possono essere essere «giustificate» come delle «risposte alle offese», poiché «non compatibili coi principi sacri della religione».
Davanti al rappresentate diplomatico di Rabat, ricevuto per la presentazione delle lettere credenziali, il Pontefice ha così ricordato il «principio di reciprocità», affinché sia «realmente assicurata» in ciascun Paese e per ciascun credente «l'esercizio della propria religione liberamente scelta». Ciò perché, ha insistito Benedetto XVI, per «tutti gli uomini di buona volontà» la sola via che «conduce alla pace e alla fraternità» è quella «del rispetto delle convinzioni e delle pratiche religiose altrui».
Nel suo discorso, a proposito della pubblicazione su alcuni giornali europei delle vignette satiriche su Maometto, Benedetto XVI non ha esitato neppure a condannare gli istigatori alla violenza: «Non si può che deplorare - ha detto infatti - le azioni di coloro che si approfittano deliberatamente dell'offesa causata ai sentimenti religiosi per fomentare degli atti violenti, anche perché prodotti per fini che sono estranei alla religione».
La «democrazia autentica», ha osservato ancora, è tale solo se è in grado di coagulare un «consenso su un certo numero di valori essenziali» - come la dignità trascendente della persona umana, il rispetto dei diritti dell'uomo, il bene comune come «fine e criterio di regolazione della vita politica».
Il tema della libertà è stato affrontato da
Benedetto XVI, sempre ieri, nel discorso ai vescovi del Senegal, Mauritania, Guinea Bissau e Capo Verde, ricevuti in visita "ad limina". «È imperativo - ha detto il Papa - approfondire sempre più le relazioni fraterne tra le comunità, al fine di favorire uno sviluppo armonioso della società, riconoscendo la dignità di ogni persona e permettendo a tutti il libero esercizio della propria religione».