PIETRO E IL MONDO

L’argomento scelto da Benedetto XVI
per il "Messaggio" del primo giorno del 2009
intende sottolineare la necessità di dare una risposta urgente
al problema della miseria, intesa come problema materiale,
ma prima di tutto morale e spirituale.

RITAGLI     «Combattere la povertà     DOCUMENTI
per costruire la pace»

Reso noto il tema della "Giornata" del 1° gennaio.
Il Papa invita alla riflessione sull’"aridità spirituale",
che rende l’uomo indifferente alle sofferenze del prossimo,
indicando nella "conversione" del cuore al Dio della carità
la prima, indispensabile risposta.

Da Roma, Salvatore Mazza
("Avvenire", 2/7/’08)

La pace si costruisce dal basso. Combattendo la povertà. Povertà che è lo «scandalo» del nostro tempo, con milioni di persone che non hanno accesso ai minimi mezzi di "sussistenza", e bambini che nascono senza una reale prospettiva di futuro. Di fronte a questa tragedia che continua ad attraversare un mondo sempre più progredito, ma incapace – per scelte "scellerate" o per colpevoli omissioni – di nutrire i suoi figli, il tema su cui Benedetto XVI vuole invitare a riflettere per la quarantaduesima "Giornata mondiale della pace", che si celebrerà il 1° gennaio 2009, sarà proprio: "Combattere la povertà, costruire la pace".
Nel renderlo noto ieri, in attesa del "Messaggio" (che sarà pubblicato nel prossimo autunno), una "nota" di accompagnamento diffusa dalla "Sala stampa vaticana" mette in evidenza come con questo tema il Papa «intende sottolineare la necessità di una risposta urgente della famiglia umana alla grave questione della povertà, intesa come problema materiale, ma prima di tutto morale e spirituale». Non è certo la prima volta che Papa Ratzinger richiama questo problema. Sempre presente – solo per fare un esempio – nei discorsi che all’inizio di ogni anno ha rivolto al "Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede", nel tradizionale incontro riservato agli "ambasciatori" dopo l’Epifania. E proprio incontrandoli per la prima volta nel suo "Pontificato", il
9 gennaio del 2006, «anticipò» in qualche modo il tema scelto oggi per la "Giornata della pace 2009", affermando come «la pace... non è solo il silenzio delle armi; è, ben più, una pace che favorisce il formarsi di nuovi dinamismi nei rapporti internazionali, dinamismi che a loro volta si trasformano in fattori di mantenimento della pace stessa.
Ed essi sono tali solo se rispondenti alla verità dell’uomo e della sua dignità».
«E per questo non si può dire pace – disse in quell’occasione Papa Ratzinger – là dove l’uomo non ha nemmeno l’indispensabile per vivere in dignità. Penso qui alle turbe sterminate di popolazioni che soffrono la fame. Non è pace, la loro, anche se non sono in guerra: della guerra, anzi, esse sono vittime inermi».
Di questi ripetuti interventi del Pontefice, la "nota" di accompagnamento diffusa ieri ricorda solo il più recente, contenuto nel "Messaggio" inviato alla
"Fao" lo scorso 2 giugno, in occasione della "Conferenza sulla sicurezza alimentare mondiale" svoltasi a Roma in quei giorni. In quel testo, il Papa ha denunciato lo scandalo della povertà nel mondo: «... Come si può rimanere insensibili agli appelli di coloro che, nei diversi continenti, non riescono a nutrirsi a sufficienza per vivere? Povertà e "malnutrizione" non sono una "mera" fatalità, provocata da situazioni ambientali avverse o da disastrose calamità naturali... Le considerazioni di carattere esclusivamente tecnico o economico non debbono prevalere sui doveri di giustizia verso quanti soffrono la fame».
Ancora la "nota", riportando citazioni dalla Costituzione pastorale
"Gaudium et spes" del "Concilio Vaticano II", e dalla prima Enciclica di Benedetto XVI "Deus caritas est", rileva come «lo scandalo della povertà manifesta l’inadeguatezza degli attuali sistemi di convivenza umana nel promuovere la realizzazione del "bene comune"». Ciò «rende necessaria una riflessione sulle radici profonde della povertà materiale, quindi anche sulla "miseria spirituale" che rende l’uomo indifferente alle sofferenze del prossimo. La risposta va allora cercata prima di tutto nella conversione del cuore dell’uomo al Dio della carità, per conquistare così la povertà di spirito secondo il messaggio di salvezza annunciato da Gesù nel "Discorso della Montagna": "Beati i poveri in Spirito, perché di essi è il regno dei cieli"».