IL FATTO

A pochi giorni dall’anniversario della scomparsa di Giovanni Paolo II,
parla il sacerdote che sta curando la causa di canonizzazione.
Centotrenta testimoni da ascoltare, migliaia di documenti da esaminare.
Un’impressionante testimonianza della devozione popolare per il Papa polacco.

RITAGLI   Giovanni Paolo II: prove di santità   DOCUMENTI
Il postulatore: per Wojtyla decine di segnalazioni

Il polacco Slawomir Oder: «I tempi? Quelli necessari.
Probabilmente serviranno anni, bisogna procedere con scrupolo».

Papa Wojtyla, già "santo" quaggiù con la sua vita!

Da Roma, Salvatore Mazza
("Avvenire", 26/3/’06)

Centotrenta, forse più, testimoni da ascoltare. Migliaia di documenti da esaminare, e forse altrettanti ancora da raccogliere. E tutto questo solo per la fase diocesana, perché poi «la Congregazione ricomincerà in sostanza tutto daccapo». Insomma, per il processo di beatificazione di Giovanni Paolo II «è azzardato» parlare «di conclusione rapida». «Serviranno anni», in gran parte proprio «per la vastità del materiale da considerare». Ma si va avanti spediti «su tutti i quattro fronti» del processo. Anche su quello del miracolo. Di uno, come noto, è già stata raccolta la documentazione; ma «le segnalazioni sono decine» e «almeno tre di queste, una delle quali proveniente dalla Cina, mi sembrano particolarmente interessanti, e mi propongo di raccogliere tutta la documentazione».
È con prudente realismo che
don Slawomir Oder, postulatore della causa di Papa Wojtyla, fa il punto sul processo avviato lo scorso mese di giugno. L'avevamo incontrato pochi giorni dopo l'inizio di questa sua «avventura», nel suo ufficio nel palazzo del Vicariato di Roma già sommerso di faldoni. Le carte sono cresciute, e nemmeno pochi mesi dopo parte di quest'ufficio, già tracimato da tempo a occupare l'Aula Magna dell'ala dei Tribunali, è in procinto di traslocare alla ricerca di altro spazio.

Tutti documenti della causa?
Tutti. Sono migliaia. E parlo dei documenti pubblici, ma anche tutte le lettere e le e-mail che arrivano da tutto il mondo. A volte arrivano buste con indirizzi incredibili, tipo «Per Giovanni Paolo II - Cielo». Tutto viene registrato, protocollato e allegato agli atti.

Con questa premessa, cosa si può dire circa la durata del processo?
I tempi saranno quelli necessari. Papa Benedetto XVI ha concesso che la causa potesse aprirsi senza aspettare il periodo canonico dei cinque anni dalla morte, ma comunque bisogna procedere con scrupolo.

Anni, dunque?
Sì, probabilmente serviranno anni. Quanti non so. E consideri che stiamo parlando solo della fase diocesana. Poi tutto verrà consegnato alla Congregazione, che dovrà in sostanza rifare tutto daccapo.

Di un miracolo, tuttavia, s'è già saputo.
Sì, ma questo del «miracolo» è solo uno dei quattro fronti su cui dobbiamo lavorare. Il caso di cui ho raccolto la documentazione riguarda, come noto, una religiosa francese guarita dal morbo di Parkinson, la stessa malattia che ha afflitto Papa Wojtyla. Un caso, devo dire, veramente impressionante, con una documentazione particolareggiata che ha permesso di includerla subito. Certo non si può parlare subito di guarigione miracolosa, sarà ovviamente l'apposita commissione a doversi pronunciare nel merito.

È l'unico miracolo di cui si ha notizia?
Veramente no. Dovrei dire che sembra che Papa Wojtyla si stia dando molto da fare, almeno a giudicare dalle segnalazioni che ci arrivano. Sono decine, da tutto il mondo. Per il momento, di tutte queste, tre sembrano promettenti: una arriva dal Sudamerica, un'altra dagli Stati Uniti e la terza dalla Cina, e questa è davvero interessante e vorrei acquisire al più presto la documentazione.

Ha accennato a diversi fronti in cui si articola la causa. Quali sono gli altri?
È stata costituita la Commissione storica, che dovrà raccogliere un'altra parte importantissima della documentazione: scritti del Servo di Dio, inediti, appunti di discorsi, sbobinature o trascrizioni di conferenze di quando era arcivescovo di Cracovia, documenti anagrafici, certificati, pagelle, diplomi, gradi universitari... Un lavoro immenso, nel quale sono state coinvolte le Conferenze episcopali e le università di tutto il mondo. Il secondo è l'ascolto dei testimoni, noi ne abbiamo indicati circa 130 ma il tribunale ha il diritto, e il dovere, di chiamarne altri.

Quanti ne sono stati ascoltati finora, e dove?
Non lo so, e non devo saperlo. Le regole canoniche non permettono al postulatore di essere presente alle audizioni, per tutelare la loro libertà durante le deposizioni. Quanto al dove, le sedi delle audizioni sono Roma, ovviamente, e Cracovia, dove è stato aperto un processo rogatorio che si chiuderà il prossimo 1° aprile. Probabilmente un processo rogatorio sarà aperto anche negli Stati Uniti, dove ci sono molti altri testimoni.

Qual è l'ultimo fronte?
È tutto ciò che coinvolge il postulatore, come per esempio il bollettino mensile Totus tuus, di cui abbiamo pubblicato proprio in questo mese il primo numero e che vuole essere uno strumento di collegamento, per così dire, fra tutti coloro che hanno a cuore la causa di Papa Wojtyla. Abbiamo lanciato la sottoscrizione on-line, attraverso il sito della causa, e in base a queste abbiamo tirato circa 40mila copie del primo numero. Per ora le lingue sono italiano, spagnolo, inglese, polacco e francese; ma presto uscirà anche in portoghese e, considerando l'interesse che si è già manifestato, stiamo pensando anche al russo e al cinese.