ASSIEME A PIETRO

Ieri il congedo dal "Kenthurst Center", che ha ospitato il Pontefice per tre giorni.
Padre Lombardi: «È stato molto bene».
Tra le sorprese, la «sfilata» degli animali più tipici dell’Australia.

RITAGLI     Per il Papa, un abbraccio senza confini     DOCUMENTI

Oggi al molo di Barangaroo, dove arriverà "via mare", il primo incontro con i giovani.
Stamani la "cerimonia di benvenuto"
e la preghiera sulla tomba della Beata Mary MacKillop.
A seguire l’incontro con il Governatore Generale e il "premier".
Nel pomeriggio australiano, l’accoglienza della comunità "aborigena"
e il primo discorso al popolo della "Gmg".

Papa Benedetto e la natura australiana: l'incontro con un koala!

Dal nostro inviato a Sidney, Salvatore Mazza
("Avvenire", 17/7/’08)

Il grande giorno è arrivato.
Quello in cui
Benedetto XVI si unirà alla «grande preghiera sotto il "Sole del Sud"», come diceva ieri un quotidiano di Sydney. Finita la parte privata di questo lungo viaggio quasi agli "antipodi" di Roma, trascorsa nella quiete di Kenthurst, Papa Ratzinger è arrivato ieri nella capitale del Nuovo Galles del Sud, raggiungendo in auto, tra due "ali" di migliaia di persone accalcate attorno alla Cattedrale di St. Mary, l’arcivescovado che lo ospiterà nei giorni della "Gmg". E oggi pomeriggio, dopo la "cerimonia ufficiale di benvenuto" nella "Government House", finalmente, a Barangaroo, l’incontro con i giovani arrivati da tutto il mondo.
Il Papa raggiungerà l’"Hungry Mile" del porto in battello, attraversando quella larga e splendida baia che è il simbolo di questa città, dopo essersi imbarcato dal molo di Rose Bay salutato dai canti e dalle danze tradizionali degli "aborigeni". A Barangaroo sarà la festa dei giovani ad accoglierlo allo sbarco. Accoglienza – giurano a Sydney – che sarà strepitosa, all’interno di una festa che occuperà tutto il pomeriggio e che si acquieterà solo nel momento in cui Benedetto XVI si rivolgerà per la prima volta alle ragazze e ai ragazzi giunti qui da ogni dove. Dire, come si usa in queste occasioni, che c’è «molta attesa» per questo momento non rende neppure lontanamente l’idea di quanto "elettriche" siano queste ore di vigilia.
Quello che Papa Ratzinger pronuncerà a Barangaroo sarà, comunque, il secondo discorso della giornata. Il primo sarà quello del mattino durante la "cerimonia ufficiale di benvenuto", prevedibilmente dedicato ai temi più «australiani» di questa visita, come la "difesa dell’ambiente", davanti al "premier" australiano Kevin Rudd e a Michael Jeffrey, il Governatore Generale del "Commonwealth" di Australia (che ha funzioni di Capo di Stato). Al termine si trasferirà al "Mary MacKillop Memorial Chapel", dove sosterà in preghiera davanti alla tomba della prima Beata australiana. Quindi, in auto, raggiungerà la "Admiralty House", dove in privato incontrerà in udienze separate Jeffrey e Rudd.
La giornata di ieri è stata quella del congedo dal "Kenthurst Study Center", dove il Papa «è stato veramente molto bene», come ha detto il "portavoce" vaticano,
padre Federico Lombardi. «È contento di questi tre giorni di riposo – ha aggiunto – , si è ripreso dalle fatiche del lungo viaggio ed è pronto per iniziare la "Gmg"». Benedetto XVI ha voluto salutare tutti, dai poliziotti che si sono occupati della sua sicurezza – che hanno portato con loro un loro collega gravemente ammalato di cancro, il quale aveva espresso il desiderio di salutare il Pontefice – , ai pompieri, al personale del "Centro", che hanno regalato al loro ospite un ultimo concerto vocale e strumentale subito prima del congedo.
Tra le «sorprese» regalate al Papa, la più significativa è stata la "sfilata" di animali tipici australiani, presentatigli da una decina di giovani operatori del celebre "zoo" di Taronga, vicino a Sydney: un cangurino, un koala, un pitone, un pappagallo, un coccodrillino, un "echidna". Tutti cuccioli di piccole dimensioni che un Papa Ratzinger divertito e incuriosito ha accarezzato uno per uno, chiedendo ogni tanto spiegazioni («Questo non morde, strangola, ma solo quando sarà più grande», gli ha risposto un operatore parlando del serpente). E quando gli hanno chiesto se volesse prendere in braccio il piccolo koala, il Papa ha risposto: «Grazie, ma è più sicuro in braccio al suo custode». Gli animali, ha osservato Lombardi a proposito di questo momento, «non sono una curiosità, ma una cosa seria: rappresentano la "fauna" tipica di questi luoghi, che è un "unicum" del quale gli australiani vanno giustamente fieri, ed è un modo del Papa di dimostrare l’importanza del "creato" come si manifesta in questa terra così bella».