INTERVISTA

Dal 14 al 18 Gennaio, il sesto "Incontro" promosso dalla "Santa Sede".
"Video-messaggio" del Papa e Messa conclusiva celebrata dal Card. Tarcisio Bertone.

RITAGLI      Famiglie:      DOCUMENTI
a Città del Messico il "raduno mondiale"

Card. Ennio Antonelli: «La "politica" deve farci i conti».
«Serve equità nel "prelievo fiscale" e riconoscere il valore del "lavoro domestico"».
«Le famiglie rappresentano una enorme risorsa,
per la crescita della Chiesa e della società».

CARD. ENNIO ANTONELLI, Presidente del Dicastero Vaticano per la Famiglia!

Da Roma, Salvatore Mazza
("Avvenire", 10/1/’09)

Non solo soggetto di "pastorale", ma «protagonista dell’"evangelizzazione"». Per il Cardinale Ennio Antonelli è questo il posto che spetta alle famiglie. Nella Chiesa, certo, che «sta maturando questa consapevolezza»; ma anche in una società in cui «le famiglie e le loro "associazioni" devono essere "interlocutori" della politica», a tutti i livelli. Perché «è bene che i politici conoscano le possibili "ricadute" delle loro scelte, si confrontino con i diretti interessati e ascoltino le loro necessità». Alla vigilia del "VI Incontro Mondiale", che si aprirà Mercoledì prossimo, il Presidente del "Dicastero Vaticano per la Famiglia" sottolinea il ruolo cruciale che essa sempre più è chiamata a ricoprire, in ogni ambito.

Qual è il senso di questo "Incontro"?

Direi che si inquadra nell’attenzione privilegiata della Chiesa alla "famiglia", così come le "Giornate Mondiali della Gioventù" indicano l’attenzione ai giovani. Sono due "intuizioni" di Giovanni Paolo II fatte proprie da Benedetto XVI, e che si sono dimostrate eventi "fruttuosi". Le "Gmg" mobilitano i giovani non soltanto in occasione dell’avvenimento, ma anche nel "prima" e nel "dopo". Con le "Gmg", insomma, la "pastorale giovanile" si è sviluppata, s’è "rinvigorita", s’è collegata meglio. Qualcosa di analogo sta succedendo per la "pastorale delle famiglie": sempre più le Diocesi e le Parrocchie avvertono che la famiglia non è un "tema", un ambiente, tra gli altri, ma il "crocevia" di tutte le "pastorali", un soggetto "ecclesiale" importante, soggetto di "evangelizzazione", di "animazione" di tutti gli altri ambiti "pastorali", e come tale va valorizzata.

Da che cosa passa questa "valorizzazione"?

Passa dal considerare questa "pastorale" non tanto "per" la famiglia – certo, anche quello – ma innanzitutto "con" le famiglie. Perché così come sono oggetto di attenzione, le famiglie sono anche delle "risorse" enormi per la Chiesa e per la società.

È una "coscienza", a suo avviso, diffusa?

Mi sembra che si stia sviluppando una certa "consapevolezza" di quanto la famiglia possa essere un soggetto importante. Si potrebbero fare innumerevoli esempi, come la cosiddetta "catechesi dei quattro tempi" che sta crescendo in Italia, oppure l’esperienza che inizia a muoversi a Roma per il "dopo Cresima", in cui sono coinvolte molte famiglie. È un qualcosa che sta maturando a poco a poco, ma cammina. Se si legge la "Familiaris Consortio", scritta nell’81, ci si trova un’infinità di cose che stanno oggi entrando nella "prassi".

In che modo il suo "Dicastero" entra in questa "dinamica"?

Certo il "Pontificio Consiglio" non può preparare degli "schemi" ovunque applicabili. Piuttosto, vuole essere uno "stimolo", far circolare le esperienze, e per questo stiamo dando grande importanza alla "concertazione", proprio per mettere in comune quel che c’è di vivo, di bello, di interessante.

Ha parlato di famiglia come "risorsa" anche per la società. Come può esserlo?

Penso che le famiglie e le loro "associazioni" devono essere "interlocutori" della politica. Ed è bene che i politici conoscano le possibili "ricadute" delle loro scelte, ascoltino le reali necessità di accesso alla casa, di un lavoro non "precario", di "libertà educativa", di conciliazione dei tempi di lavoro e di "cure familiari". Le "politiche familiari" devono riconoscere l’importanza delle famiglie, per esempio applicando equità nel "prelievo fiscale", e anche riconoscere il valore del "lavoro domestico" svolto da una madre che si dedica a crescere i figli, e che non si capisce come possa valere di meno dello stesso lavoro di una "colf".