ASSIEME A PIETRO

Una società che rifiuta Dio non sa affrontare i "drammi",
le "ingiustizie" che l’affliggono.
Nell’"Omelia" pronunciata "a braccio", ieri il Pontefice ha ricordato
che nell’ottica divina il "potere" non si identifica con i grandi "capitali"
e la forza "militare",
ma con la "misericordia" e la vicinanza ai sofferenti.
Poi l’augurio ai fedeli di «buon vacanze. Ma senza "incidenti"».

RITAGLI     «Senza Dio, il mondo non ha "bussola"»     DOCUMENTI

Ieri i "Vespri" del Papa nella "Cattedrale" di Aosta: «Il vero "potere" è il "perdono"».

Papa Benedetto XVI, al suo arrivo nella città di Aosta...

Anche se ingessato, il Papa benedice e ci dà forza!

Dal nostro inviato ad Aosta, Salvatore Mazza
("Avvenire", 25/7/’09)

La "misericordia" e il "perdono" rappresentano il «vertice» del vero "potere". Per questo gli uomini non devono avere paura dell’«onnipotenza» di Dio, perché essa «non è un potere "arbitrario"» ma è «un oceano di bene» che «si oppone all’oceano di male» che c’è nel mondo. Compito dei credenti, dunque, è «riportare nel nostro mondo la realtà di Dio, farlo conoscere», perché «una società senza Dio è una società senza "bussola"», incapace di trovare «un orientamento» per affrontare la "crisi’ del presente, ma anche i drammi, le sofferenze, le ingiustizie di cui soffre il mondo.
Parlando "a braccio", scorrendo gli appunti messi giù la mattina, nell’
"Omelia" dei "Vespri" guidati ieri pomeriggio nella Cattedrale di Aosta, Benedetto XVI ha tenuto un’altissima, e bellissima, riflessione su «questo Dio che non sembra entrare nella nostra vita quotidiana». L’"evangelizzazione", ha spiegato, «consiste proprio nel fatto che il Dio lontano si fa vicino, si rivela, mostra il suo volto» ed «entra così nel nostro mondo». L’uomo non ha così più bisogno di cercare «poteri intermedi», perché «lui è il potere vero».
Sorridente, rilassato, e anche "ironico" – : «Vi auguro buone vacanze come io sono in vacanza, ma senza incidenti per voi», dirà al termine salutando la folla che l’aspettava all’esterno della "Cattedrale" – , Papa Ratzinger ha mantenuto la promessa fatta ad Aosta, nonostante l’"infortunio" che giusto una settimana fa gli è costata la frattura del polso. Ricambiato da un’accoglienza affettuosa che l’ha accompagnato dal suo arrivo all’"Arco di Augusto", dove è stato accolto dal Presidente della "Regione
Valle d’Aosta" Augusto Rollandin e dal Sindaco Guido Grimod, lungo tutto il percorso attraverso il centro del "capoluogo" e dentro la Cattedrale di "Santa Maria Assunta". Qui, dopo il saluto del Vescovo Monsignor Giuseppe Anfossi, all’inizio dell’"Omelia" il Papa ha salutato i presenti, quattrocento tra Sacerdoti, "religiosi", "religiose" e "rappresentanti ecclesiali", per poi entrare subito nel cuore della riflessione, ricordando come «nella mia recente "Enciclica" ho cercato di dimostrare la "priorità" di Dio sia nella storia personale che nella storia della società e del mondo». Certo, ha proseguito, la "priorità" personale «è fondamentale, se non è viva non è vissuta, tutte le altre non possono trovare la loro forma giusta». E, ha aggiunto, «questo vale per l’umanità: se Dio è assente manca la "bussola" per trovare la strada, l’orientamento». Vero, ha proseguito, «noi ci sentiamo quasi minacciati dall’"onnipotenza", sembra limitare la nostra libertà, limitare le nostre forze. Ma dobbiamo imparare che non dobbiamo temere perché Dio può tutto», perché «egli è il bene, è l’amore, è la vera libertà e perciò tutto quanto fa non può mai essere in contrasto con il bene, l’amore, la vera libertà». Egli anzi «è il custode della nostra libertà», non è «un occhio cattivo che ci sorveglia, ma dona la certezza che il bene c’è», che c’è «l’amore che dà il bene di vivere a noi».
E nel ricordare un’"orazione romana" che chiede a Dio di mostrare la sua "onnipotenza" nel perdonare e nella "misericordia", Benedetto XVI ha osservato come «il vertice della potenza di Dio è la "misericordia", è il perdono». Oggi «si pensa al "potere" – ha detto – e viene in mente il potere economico, o militare. La domanda di Stalin: "Quante divisioni ha il Papa?", ancora caratterizza l’idea "media" di potere. Ha potere chi può essere pericoloso». Con l’"incarnazione" invece «si mostra il vero potere "divino", che si fa vicino alle sofferenze dell’uomo. Dio entra in questo mondo per opporre all’oceano del male un oceano più grande, l’oceano del bene e dell’amore». Il potere di Dio «è quello di soffrire con noi» e, attraverso il perdono, di cambiare il mondo. Perché, appunto, nel mondo «esiste un oceano di male, ingiustizie, violenze, e Dio non può ignorare il "grido" dei sofferenti oppressi dall’ingiustizia». Da qui, ha concluso, viene un «invito a tutti noi, a uscire dall’oceano del male ed entrare nel "fiume" del suo amore». Impegno che sollecita in particolare i Preti in quanto – ha aggiunto Benedetto XVI – «come Sacerdoti, abbiamo la funzione di "consacrare" il mondo, perché diventi "ostia vivente", diventi "liturgia", il cosmo intero diventi "ostia vivente"».