MISSIONE INDIA

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Doppia "festa": un "mandato missionario",
durante la celebrazione del "Sessantesimo Anniversario" della nostra presenza in India.

Sr. Lourdu, partente per il Brasile del Nord, riceve la Bibbia...

Sr. Benigna Menezes
("Missionarie dell’Immacolata", Novembre 2008)

Il "Sessantesimo" dell'arrivo del primo gruppo di "Missionarie dell'Immacolata" in India e l'apertura della prima "Comunità", Gudivada, ci ha riunite in festa per ringraziare Dio di quanto ha compiuto in questi sessant'anni.

Non è stato solo ricordare il passato ma celebrare il presente: tre "Sorelle", Sr. Deepthi, Sr. Sini e Sr. Lourdu, destinate rispettivamente in Guinea Bissau, nel Brasile del Sud e in Amazzonia, hanno ricevuto il "mandato missionario", per continuare nell'oggi quanto era iniziato nel 1948.

"Shasty Poorthy", cioè "60° Anniversario" in "telugu", la "lingua locale" dell'Andhra Pradesh, dove si trova la "Comunità" di Gudivada, significa una vita piena di soddisfazioni.

Sono "memorie" affettuose quelle del nostro primo arrivo in India: la realizzazione del sogno delle nostre "fondatrici", Madre Dones e Madre Igilda, del Beato Paolo Manna e di Mons. Lorenzo Maria Balconi.

Sei "Sorelle" hanno aperto la strada nel 1948: Antonia, Paola, Ida, Clementina, Federica, Teresina. Hanno viaggiato per un mese in nave per raggiungere la terra di "Missione" tanto sognata. Non è troppo parlare di sacrifici "eroici": Antonia e Paola, poco più che trentenni, dopo solo pochi anni di Missione, muoiono di febbri. Del gruppo è ancora tra noi solo Sr. Ida Moiana, ora novantacinquenne, che continua tuttora a vivere in India, nella "Comunità" di Vegavaram, dove per lunghissimi anni ha lavorato nella Casa "Beato Paolo Manna", una vera "famiglia" per i bambini, figli di "hanseniani". Sr. Ida ha ricevuto la speciale "benedizione" di Dio di poter celebrare i 60 anni della sua presenza qui in India.

Le "Missionarie dell'Immacolata" erano state invitate nel 1948 nella Diocesi di Vijayawada, di cui il primo Vescovo fu Mons. Domenico Grassi del "Pime". Non c'era nessun tipo di "assistenza medica" nei villaggi circostanti e molte donne morivano di parto. Le sei nuove arrivate decisero di creare un piccolo "dispensario", aiutate dalla Dottoressa italiana Scoletta. In seguito fu costruito un edificio permanente, che allora poteva accogliere 20 pazienti e che attualmente è diventato un "ospedale specializzato", con 120 "posti letto" e che cura centinaia di ammalati. Nello stesso "complesso" dell'ospedale è stata costruita una scuola, dalla "materna" al "liceo", in lingua "telugu", un "ostello" per ragazze e bambini, ed è attualmente in corso la costruzione di una scuola in lingua "inglese".

Durante l'omelia della Messa di "Anniversario", uno degli oltre venti "celebranti", il Vescovo della Diocesi di Vijayawada, Mons. Prakash Mallavarapu, ha detto: "L'evento ha bisogno di una celebrazione di ringraziamento a Dio per le numerose ‘grazie’ che ha compiuto. Ricordate che cosa Dio ha fatto nella vostra vita e come vi ha usate per portare pienezza di vita a coloro che erano venuti a voi in cerca di aiuto!". E consegnando il "Crocifisso" e la "Bibbia" alle tre "Sorelle" partenti, le ha benedette con parole di speranza e incoraggiamento.

Sr. Angela Kyla, la prima "Missionaria dell'Immacolata" indiana, era emozionata e commossa durante la celebrazione. Ha detto: "Il mio primo contatto con le ‘Sorelle’ è stato proprio nel 1948, l'anno in cui Monsignor Bianchi le ha accolte a Gudivada. Mi ricordo in modo particolare di Sr. Antonia, la prima ‘Superiora’, molto dolce, gentile e buona. Ho insegnato loro il ‘telugu’ e sono andata con loro nei villaggi per insegnare il ‘catechismo’ alla gente. Sono rimasta molto colpita dalla vita che conducevano le sei ‘Sorelle’: mettevano tutto in comune, pregavano, scherzavano tra loro piene di gioia. Sono stata attratta da questa ‘Comunità’ e ho desiderato diventare anch'io ‘Missionaria’!". Sr. Pauline e Sr. Letizia, altre due ‘Sorelle’ del primo "gruppo" di indiane, sono entrate nella "Congregazione" nel 1955. Anche loro hanno espresso gratitudine nei confronti delle "Sorelle" che hanno loro permesso di condividere la "vita missionaria": "È grazie a loro che noi siamo qui oggi e possiamo servire la causa dell'‘evangelizzazione’!". P. Muvvala Prasad, un Sacerdote della Diocesi, ha ringraziato le Missionarie per il loro lavoro svolto nel suo villaggio, testimoniando che le "Sorelle" hanno lavorato insieme ai "Missionari del Pime" per diffondere la fede nella regione, portare il "Regno di Dio" e lavorare per la "promozione" umana e sociale, specie fra i "dalits" ("fuori casta") e la gente povera della zona. Sono stati numerosi i parrocchiani ed i parenti che hanno partecipato alla Messa. Lo "spettacolo culturale" che si è svolto durante la "festa" ha descritto con canti e danze la storia della "fondazione" e dell'"apertura" della nostra prima "Missione" in India.