Ai «miei» e a tutti gli studenti

RITAGLI   Buon anno scolastico   DIARIO
a chi si mette in gioco

Gianni Mereghetti*
("Avvenire", 14/9/’05)

Carissimi,
l'estate è corsa via, quest'anno segnata da tante tragedie dovute a fenomeni naturali, come la recente catastrofe che ha colpito New Orleans, o alla sempre più preoccupante insicurezza dei voli aerei o al terrorismo che, dopo Londra e Sharm el-Sheik, è diventato un incubo quotidiano per la nostra Europa. Terminate le vacanze, queste vacanze in cui la drammaticità della vita ha fatto capolino, è tempo di ricominciare, di riprendere in mano i libri, di tornare ad ascoltare lezioni più o meno interessanti. Ricominciare, sì, ma da dove? La coscienza della fragilità di cui soffre la nostra esistenza, la paura della barbarie sempre alle porte, il timore che ciò che c'è di bello nella vita possa essere improvvisamente spezzato, sono questi i sentimenti che ci fanno compagnia, mentre entriamo nel cancello della scuola, e sembrano toglierci l'ultima speranza, no, dopo tanto male come può esservi un punto positivo da cui ricominciare? Tutto sembra ripeterci, come spesso abbiamo sentito durante questa estate, che la vita deve andare avanti, che questa è la sua legge. Così
un nuovo anno scolastico che cos'è se non il lento, ma inesorabile giro del tempo? Tutto ci vorrebbe portare lì, a fare di un nuovo inizio un nulla, uno scotto da pagare al corso evolutivo dell'esistenza, tutto se non fosse per quella domanda che traspare dai vostri occhi, l'urgenza incontenibile che la scuola c'entri con il desiderio della vita. Ecco, io ricomincio da ognuno di voi, dal suo sguardo che in questo tempo in cui ogni certezza è caduta cerca una corrispondenza di simpatia totale, dal suo desiderio di felicità, dalla sua domanda di infinito. Io ricomincio seguendo l'umanità che pulsa nel suo sangue, l'esigenza di libertà che ritma il suo cuore, l'istanza di vero che tiene aperta al reale la sua ragione. E in questo nuovo inizio gioco tutta la speranza che quello che andiamo ad iniziare sia un anno in cui possiamo insieme introdurci un po' più profondamente nella realtà intera, fino a trovare il senso. Perché questa è la scuola, uno spazio umano al cui centro vi è il destino di ognuno di noi.
Buon anno scolastico.

(*) insegnante al liceo scientifico "Pascal" di Abbiategrasso