Ai «miei» e a tutti gli studenti
Buon anno scolastico
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a chi si mette in gioco
Carissimi,
l'estate è corsa via, quest'anno segnata da tante tragedie dovute a fenomeni
naturali, come la recente catastrofe che ha colpito New Orleans, o alla sempre
più preoccupante insicurezza dei voli aerei o al terrorismo che, dopo Londra e
Sharm el-Sheik, è diventato un incubo quotidiano per la nostra Europa.
Terminate le vacanze, queste vacanze in cui la drammaticità della vita ha fatto
capolino, è tempo di ricominciare, di riprendere in mano i libri, di tornare ad
ascoltare lezioni più o meno interessanti. Ricominciare, sì, ma da dove? La
coscienza della fragilità di cui soffre la nostra esistenza, la paura della
barbarie sempre alle porte, il timore che ciò che c'è di bello nella vita
possa essere improvvisamente spezzato, sono questi i sentimenti che ci fanno
compagnia, mentre entriamo nel cancello della scuola, e sembrano toglierci
l'ultima speranza, no, dopo tanto male come può esservi un punto positivo da
cui ricominciare? Tutto sembra ripeterci, come spesso abbiamo sentito durante
questa estate, che la vita deve andare avanti, che questa è la sua legge. Così
un nuovo anno scolastico che cos'è se non il lento, ma inesorabile giro del
tempo? Tutto ci vorrebbe portare lì, a fare di un nuovo inizio un nulla, uno
scotto da pagare al corso evolutivo dell'esistenza, tutto se non fosse per
quella domanda che traspare dai vostri occhi, l'urgenza incontenibile che la
scuola c'entri con il desiderio della vita. Ecco, io ricomincio da ognuno di
voi, dal suo sguardo che in questo tempo in cui ogni certezza è caduta cerca
una corrispondenza di simpatia totale, dal suo desiderio di felicità, dalla sua
domanda di infinito. Io ricomincio seguendo l'umanità che pulsa nel suo sangue,
l'esigenza di libertà che ritma il suo cuore, l'istanza di vero che tiene
aperta al reale la sua ragione. E in questo nuovo inizio gioco tutta la speranza
che quello che andiamo ad iniziare sia un anno in cui possiamo insieme
introdurci un po' più profondamente nella realtà intera, fino a trovare il
senso. Perché questa è la scuola, uno spazio umano al cui centro vi è il
destino di ognuno di noi.
Buon anno scolastico.
(*) insegnante al liceo scientifico "Pascal" di Abbiategrasso