ELEZIONI SUPPLETIVE

 RITAGLI    Dal voto di Hong Kong uno "schiaffo" a Pechino    SPAZIO CINA

La rappresentante del movimento democratico
ha sconfitto la rivale appoggiata dalla Cina.

Luca Miele
("Avvenire", 4/12/’07)

Uno "schiaffo" a Pechino ma anche una pericolosa "incrinatura" nel modello cinese, che baratta il rispetto dei diritti umani con il galoppante sviluppo economico. Anson Chan Fang Onsang, ex segretaria generale di Hong Kong e rappresentante del movimento democratico, si è assicurata la vittoria alle elezioni parlamentari dell’isola di Hong Kong. Anson Chan ha vinto con il 54,8 per cento dei voti sulla rivale Regina Ip Lau Suk-yee, appoggiata da Pechino e dai partiti "pro-Pechino". La Ip, come informa l’agenzia "AsiaNews", ha preso solo il 42,9 delle preferenze. Il voto doveva servire ad occupare un posto nel "Legco" ("Legislative council") – rimasto vuoto per la morte di un parlamentare – ma è stato soprattutto un vero e proprio "test" pro o contro la democrazia nel territorio. Una ferita aperta, quella della democrazia a Hong Kong. Dal ’97 è governata secondo il principio «un paese, due sistemi», un "escamotage" che dovrebbe permettere al territorio una ampia autonomia. Invece Pechino è intervenuta spesso nelle scelte di Hong Kong, fino ad avocare a sé ogni riforma politica e "ipotecando" il suo futuro politico. Ma nella società civile c’è tutt’altro che rassegnazione. Ogni anno si ripete la "marcia per la democrazia", quando decine di migliaia di persone sfilano ad Hong Kong per chiedere la piena democrazia. Lo scorso anno prima dell’inizio della marcia, a Victoria Park, il cardinale Joseph Zen, vescovo di Hong Kong, ha tenuto un momento di preghiera a cui hanno partecipato i cattolici. La Chan, subito dopo la vittoria, ha detto che la sua elezione rappresenta «una domanda per una maggiore libertà politica di Hong Kong». «I risultati di queste elezioni – ha detto – indicano che la gente di Hong Kong desidera far avanzare la democrazia. Pensiamo di essere pronti ad attuare il suffragio universale nel 2012». Entrambi i candidati sostenevano il suffragio universale per il 2012, ma la Ip metteva molte condizioni alle candidature che avrebbero avvantaggiato solo candidati "pro-Pechino". La "Costituzione" di Hong Kong ("Basic Law"), firmata da Londra e Pechino, prevede la possibilità del suffragio universale dopo il 2008. Per Ma Ngok, analista politico della "Chinese University", il risultato ridà forza al movimento democratico che tempo fa ha sofferto umilianti sconfitte alle elezioni locali ("district councils"). «Esso manda un messaggio a Pechino: la classe media di Hong Kong ha ancora a cuore la democrazia, anche se l’economia è in ripresa. Questo dà ai politici di Pechino qualcosa su cui pensare». Anson Chan, 67 anni, cattolica, è conosciuta nel territorio come "la coscienza di Hong Kong". Ha servito come segretaria negli ultimi anni della colonia britannica e nei primi anni sotto la Cina, rivendicando sempre per il territorio l’autonomia garantita dalla "Basic Law", che però la Cina tende a contrastare. Regina Ip, 57 anni, è invece definita "la signora del dragone" per la sua "acquiescenza" alla politica cinese. È rimasta famosa per aver sostenuto una legge sulla sicurezza ("Art. 23") che avrebbe violato i diritti umani. Nel 2003 la proposta di legge ha scatenato critiche e manifestazioni nel territorio spingendola fino alle dimissioni e al ritiro della bozza di legge.