Tra impegno sociale e antropologico

RITAGLI    Con mentalità inclusiva, non da fissati    DOCUMENTI

Mons. Arrigo Miglio
("Avvenire", 23/10/’07)

La "45esima Settimana Sociale" si è conclusa contemplando l’icona biblica delle mani alzate in preghiera di Mosè sul monte, cui ci ha richiamati domenica l’arcivescovo di Pisa Plotti, e la preghiera ha accompagnato in modo significativo questa Settimana soprattutto per la vicinanza orante delle sorelle dei vari monasteri di vita contemplativa sparsi in tutta Italia, che hanno assicurato la loro attiva partecipazione durante la preparazione e specialmente nei giorni in cui l’evento si è svolto. Una preghiera cui si è unito dal cielo Giorgio La Pira, che conosceva bene la forza d’intercessione dei monasteri, e con lui Giuseppe Toniolo, Armida Barelli, Giuseppe Tovini e tanti altri, che nell’impegno sociale e politico hanno realizzato la loro vocazione di contemplativi nell’azione, trovando proprio nell’impegno professionale e sociale il luogo dell’unione profonda con il Signore.
Anche per questo la Settimana è stata un bell’evento di Chiesa, in un clima sereno e costruttivo che ha coinvolto e fatto gioire i partecipanti, e tutti coloro che l’hanno seguita da lontano grazie al prezioso e puntuale servizio dei nostri "media", "Avvenire" in testa. A questo clima ha contribuito non poco il costante riferimento al
"Convegno ecclesiale di Verona", raccogliendo l’appello che ne era venuto dal Santo Padre Benedetto XVI, dal Card. Ruini e da tante altre voci, specialmente dall’"ambito" della Cittadinanza, per un rinnovato impegno dei laici nel servizio al nostro Paese. Verona e Pistoia-Pisa hanno così confermato l’esigenza di un lavoro comune e progettuale, continuo e costante, per essere come cattolici sempre più protagonisti nella vita del Paese, non al margine ma dentro ai problemi, non per dominare ma per servire l’uomo, non imponendo, come alcuni continuano a dire, ma argomentando, illuminati dal Vangelo e dall’insegnamento sociale della Chiesa, fondato sulla sacralità della persona umana.
L’evento ecclesiale vissuto ci ha poi aiutati, nell’esperienza prima ancora che nella riflessione tematica, a comprendere l’importanza di superare ogni residuo di "perniciosa" divisione tra coloro che sono impegnati nella difesa della giustizia, della pace, della salvaguardia del creato e quanti sono altrettanto intensamente impegnati nella difesa della vita umana e della famiglia così come il Creatore l’ha pensata e voluta. Dalle relazioni e dall’assemblea è emersa una sensibilità aperta verso tutti questi valori fondamentali, che oltre ad essere "non negoziabili" (questi e vari altri) sono indivisibili e non possono sussistere uno senza gli altri. Così la preghiera dei monasteri ci aiuta a superare una divisione artificiosa tra chi si occupa del sociale e chi dello "spirituale", tra Marta e Maria, come ci richiamava la prof. Ricci Sindoni ripercorrendo le voci della mistica, specialmente femminile, che ben hanno capito e sperimentato il non senso di tale separazione.
Ora si è passati dalla Settimana alla vita feriale, dagli esperti e dalle loro profonde relazioni all’impegno quotidiano di tutti, di chi è esperto nel servizio umile e disinteressato del "servo inutile", nella fedeltà di ogni giorno e nella ricerca delle soluzioni concrete ai mille problemi che mettono in questione il "bene comune" della nostra società, a tutti i livelli. La Settimana Sociale ci porti a superare ogni smarrimento, ogni senso di "spaesamento" e di impotenza, ogni residuo complesso di marginalità nella vita sociale e politica del Paese, arricchiti da quell’orizzonte di speranza che la fede ci offre e di cui hanno bisogno l’Italia, l’Europa e l’umanità tutta.