Anche in Africa ed "Estremo Oriente"

RITAGLI     Giovani. Vite da "pasticche" in tutto il mondo     MISSIONE AMICIZIA

Antonio Maria Mira
("Avvenire", 25/6/’09)

Droga facile, droga pulita, droga a prezzi "stracciati", droga da "Terzo Mondo". È uno scenario nuovo, e sempre più preoccupante, quello descritto dal "Rapporto Mondiale 2009" dell’"Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine", presentato ieri. Gli effetti della "globalizzazione" e della "crisi" incidono sul cambiamento dei mercati, che vedono un calo o una stasi dei maggiori "Paesi Occidentali", tradizionali consumatori finali, e una forte crescita dei "Paesi del Terzo Mondo". Sia come produzione che, ed è ancora più preoccupante, come consumo. Nuovi mercati da invadere e inquinare, come, ed è una vera sorpresa, l’"islamica" Arabia Saudita, dove nel 2007 è stato sequestrato un terzo di tutte le "amfetamine" intercettate nel mondo, più del totale dei due "giganti" Cina e Stati Uniti.
È ancora una volta "boom" delle droghe "sintetiche", ormai diventate un vero e proprio campionario da "piccolo chimico". Una marea di
"pasticche", dai mille colori e dai mille nomi. Quasi da "fai da te" (si acquista anche su "Internet", e sempre in rete si trovano istruzioni per l’"auto-produzione"). Con un’unica filosofia, quella dello "sballo" facile (in fondo è solo una pasticca...) e pulito. Niente drammatico "buco" dell’ormai veterana "eroina". E neanche quel rito, solitario o collettivo, del tiro di "coca". La pasticca si butta giù come un bicchiere di "whisky" o magari insieme. Dirompente "mix" di chimica e alcool. In compagnia, tra i frastuoni delle discoteche e delle "sale giochi", o nelle feste giovanili. Ma anche prima di andare al lavoro.
Droga da persone "normali", con una vita "normale". Ma vuota, di senso e di valori. Pasticca e fabbrica, pasticca e ufficio. Per tirare tardi la sera. Per tornare sveglio e efficiente (si fa per dire...) la mattina. Droga come un caffè. Come un cappuccino e cornetto. Niente angoli bui, vicoli e giardinetti. Niente "acqua e spada" per iniettarsi la "brown sugar". Roba davvero d’altri tempi...
Un gesto e via, alla luce del sole, e la pasticca fa il suo effetto. In fondo è l’evoluzione della rivoluzione "cocaina", quel "sono capace di gestire la droga" che ha rovinato, sconquassato, deviato centinaia di migliaia di giovani e meno giovani. L’illusione di poterne uscire quando si vuole. O, addirittura, la convinzione di non entrare in nessun "tunnel". Droga non più come "oblio", "auto-distruzione", ma come affermazione o deformazione di sé. E così, rimpinzati di pasticche, si corre in auto. E in auto si muore. E si uccide. Pasticche come benzina delle "baby gang" e della violenza urbana, dove ormai luccicano i coltelli per un "nonnulla". Tutto questo la grande criminalità l’ha capito da tempo, diversificando produzione, rotte dei "traffici", canali di approvvigionamento e mercati. La "globalizzazione" del male, lo ripetono con preoccupazione magistrati e investigatori, non conosce "crisi", anzi ne approfitta. Soprattutto finché c’è domanda, come per le droghe. E nelle mire dei trafficanti saranno sempre i più deboli. Persone e Paesi. Si abbassano i prezzi, si aumenta la "potenza" del prodotto (è il caso della nuova "marijuana" che, denuncia il "Rapporto", sta facendo incrementare i ricoveri), si avvicinano ragazzi sempre più giovani. E, come avvertono le "Nazioni Unite", si aprono mercati fino a poco tempo fa improponibili, sia per cultura (vedi l’
"Islam") che per reddito. Povertà e "sottosviluppo" ma con la pasticca. Nuova invasione dopo quella della "coca". «Se l’Europa vuole davvero aiutare l’Africa – sostiene l’"Onu" – dovrebbe ridurre il suo appetito per la droga». Invece è un Occidente da imitare nel peggio. In fondo è storia antica, come fu l’alcool per i "pellerossa". E poi costa tanto poco... Ma quelli che ci guadagnano sono sempre gli stessi. Gli affari sono affari, e quello della droga è il più ricco. Lo conferma ad esempio, avverte ancora l’"Onu", «la macabra "recrudescenza" di violenza in Paesi come il Messico» per la lotta tra i diversi "cartelli" di "narco-trafficanti", ben collegati con le "cosche" italiane. E lo confermano le dieci grosse "operazioni" che ieri, in un’unica giornata, hanno colpito forti gruppi di trafficanti in varie città. Tra i coinvolti anche politici e appartenenti alle "Forze dell’Ordine". E tanti giovani. Vite da "pasticche". In Italia come in "Estremo Oriente" o in Africa.