La "disgregazione dei legami"
ha sempre e ovunque conseguenze "nefaste"

RITAGLI     Famiglia chiave del "benessere collettivo".     DOCUMENTI
Da Città del Messico messaggio forte e chiaro

Luciano Moia
("Avvenire", 25/1/’09)

"Globalizzare" la consapevolezza delle famiglie. Di fronte a difficoltà che si allargano ormai quasi identiche in ogni "Continente" e si replicano secondo schemi simili da Est a Ovest, di fronte a emergenze che riproducono nella maggior parte dei Paesi le stesse situazioni di instabilità, "frustrazione", incertezza, fragilità, "emarginazione", arriva dal "VI Incontro Mondiale" svoltosi nei giorni scorsi a Città del Messico l’urgenza di una nuova iniziativa. Occorre rendere davvero "planetarie" le alleanze familiari per resistere agli attacchi di una certa cultura del "disimpegno" e dell’indifferenza che vorrebbe "annacquare" i valori familiari e rendere "aleatorio" ogni sforzo educativo. È indispensabile soprattutto dare piena cittadinanza all’affermazione di quei legami forti che contribuiscono alla trasmissione dei "principi fondamentali" e formano l’ordito più prezioso della storia e del "sapere" di ogni popolo.
In questa luce, il messaggio delle "giornate messicane" è ineludibile nella sua drammatica urgenza. In ogni parte del mondo, la "crisi" che ha investito la famiglia richiede, prima ancora che interventi "tempestivi" sul piano politico e amministrativo, scelte personali coraggiose e "controcorrente" da parte dei genitori. La riscoperta del ruolo fondamentale dell’educazione e l’esigenza di rimettere al centro gli esempi e le parole che costruiscono o "ricostruiscono" valori, sono apparsi scelta condivisa non solo nel "mondo occidentale". Anzi, le esperienze "latino-americane", o africane o asiatiche, presentate a Città del Messico, hanno posto l’accento su una problematica comune.
Esiste una "crisi di credibilità" da parte del mondo degli adulti che attraversa ogni "Continente" e pretende risposte non improvvisate. Quanto più madri e padri saranno incapaci di rappresentare agli occhi dei loro figli "punti di riferimento" affidabili e sicuri, tanto più sarà difficile, da Est a Ovest, preparare il "rinnovamento" della società.
Ecco allora che, se comuni sono i problemi, comuni e "coordinate" a livello "sovranazionale" non potranno che essere le risposte. Combattere il senso di "precarietà", incertezza, "provvisorietà", inadeguatezza, talvolta anche disperazione, che opprime troppe famiglie di fronte alla "rivoluzione massificante" in atto, richiede infatti il contributo di tutti e impone di considerare con attenzione gli approcci positivi tentati in ogni regione del mondo. L’impegno coraggioso assunto per esempio dall’"associazionismo familiare" in "America Latina" che si propone di rimettere al centro del processo educativo padri troppo spesso "latitanti" e inconsapevoli, può diventare motivo importante di incoraggiamento e di confronto per la riflessione già avviata sullo stesso tema anche in Europa. Non esiste angolo del mondo infatti dove non si siano accertate le conseguenze "nefaste" della "disgregazione familiare". E dove non si sia visto che, allo "sfaldamento" dei nuclei familiari e alla loro progressiva "insignificanza educativa", corrispondono conseguenze sociali dirompenti che si concretizzano per esempio in un’impennata della "micro-criminalità giovanile" e nella crescente incapacità della scuola di assolvere ai propri compiti. Da qui l’esigenza di un’azione comune in cui "associazionismo", realtà sociali e culturali, "pastorale familiare" possano offrire, ciascuna secondo le proprie competenze, sollecitazioni finalizzate a un’unica "strategia".
«Oggi è quanto mai necessaria la testimonianza pubblica di tutti i "battezzati" per riaffermare la dignità e il valore unico e insostituibile della famiglia», ha detto
il Papa nel "Messaggio" inviato in collegamento diretto con Città del Messico.
Testimonianze e iniziative pubbliche che, per incidere davvero sul benessere delle famiglie, richiedono modalità "semplificate", messaggi più comprensibili, proposte fresche e originali. Una "sfida" alla quale non ci si può sottrarre. In ogni parte del mondo, il benessere dell’intera "collettività" dipende strettamente e inesorabilmente da quello di ogni singola "famiglia".