L’INTERVISTA

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l’invito a percorrere la via della "Santità"»

Padre Broccato, Provinciale dei "Cappuccini":
«Un grande segno l’omaggio del Papa "teologo" a un Santo del popolo.
I sei milioni di persone che in un anno hanno venerato il corpo del Frate
testimoniano la sete di "trascendenza" di questa società "secolarizzata"».

Pellegrini in attesa di Benedetto XVI a San Giovanni Rotondo... Anche il Papa pregherà tra i luoghi amati da Padre Pio!

Dal nostro inviato a San Giovanni Rotondo (Foggia), Mimmo Muolo
("Avvenire", 21/6/’09)

Per un giorno Padre Pio ha dovuto rinunciare alla «compagnia» dei suoi amici. In sei milioni sono venuti finora a trovarlo da quando il suo corpo è stato esposto alla venerazione dei fedeli. Ma oggi nella "cripta" dove giacciono le spoglie mortali del Santo "Cappuccino", c’è un silenzio assoluto, interrotto solo, di tanto in tanto dal passaggio di qualcuno dei "volontari" impegnati nei preparativi della visita del Papa. Un rapido Segno di Croce, lo sguardo che non può fare a meno di posarsi anche solo per un attimo su quel volto adagiato su un cuscino di colore bruno, poi i passi si allontanano. E i minuti che trascorrono inesorabilmente avvicinano sempre più l’eco di altri passi. Quelli più attesi e desiderati. I passi di Benedetto XVI che viene, "pellegrino" anch’egli, a rendere omaggio all’umile Frate ormai Santo.
«È uno dei motivi che rendono speciale questa visita – dice
Padre Aldo Broccato, il Provinciale dei "Cappuccini" della Provincia di "Sant’Angelo e Padre Pio" (che comprende anche il Convento di San Giovanni Rotondo) – . Per la prima volta, infatti, un Papa si reca sulla tomba di San Pio dopo la "canonizzazione". Quando ci è venuto Giovanni Paolo II non c’era stata neanche la "beatificazione"».
Incontriamo il Superiore dei 142 Frati che compongono questa Provincia "Cappuccina" non distante dalla "cripta" (dove eccezionalmente oggi è stato concesso l’ingresso solo ad
"Avvenire"). Chissà quante volte, in queste ore, anche Padre Broccato si sarà fermato in preghiera davanti a quel corpo. Proprio come farà il Pontefice, arrivando. E anche dalla preghiera ha tratto gli spunti di riflessione che ora confida in questa intervista. «Perché – sottolinea – la visita odierna ha molteplici motivazioni. E tutte importanti».

Qual è, dunque, quella a suo avviso principale?

Io penso che la venuta del Papa sia come un "sigillo" posto sulla storia provvidenziale di San Pio. Dopo la sua "beatificazione" e "canonizzazione", oggi la Chiesa, che in passato ha avuto atteggiamenti anche abbastanza severi nei confronti di questo Frate, gli rende omaggio pubblicamente tramite il suo massimo esponente. Da questo punto di vista, il viaggio di Benedetto XVI costituisce un punto di arrivo. Ma è anche e soprattutto un nuovo punto di partenza, perché ci entusiasma e quindi ci stimola a percorrere la via della "Santità", così come ha fatto Padre Pio.

Il "pellegrino" Benedetto XVI è anche un grandissimo "teologo", mentre l’umile "Cappuccino" di San Giovanni Rotondo viene considerato un Santo del popolo. Che cosa si attende sotto tale profilo dalla visita?

Questo, in effetti, è un altro dei grandi temi. Il farsi "pellegrino" per venerare le spoglie di un Santo "popolare" dimostra la grandezza e l’umiltà del Papa, che sa coniugare il suo sapere "teologico" con la preghiera. Egli in pratica viene a dirci che nella Chiesa, al di là della "dottrina" pur necessaria, servono soprattutto i Santi, cioè figure di uomini e donne che sappiano testimoniare il "Vangelo" con la loro vita.

Sei milioni di "pellegrini" hanno venerato il corpo di San Pio. Ma oltre i numeri, che frutti ha dato questa iniziativa?

Il frutto spirituale più bello, per tutti noi, è stato quello di constatare che la gente vuole ritrovare il contatto con Dio e lo fa attraverso gli esempi concreti che sono i Santi. La società "secolarizzata" oggi ha più che mai sete di "trascendenza". E Padre Pio è stato, e continua ad esser, per tutti – umili, "dotti", intellettuali, persino la gente dello "spettacolo" – come un "cartello indicatore" puntato verso il cielo. Per questo ci sono stati simili numeri nell’ultimo anno.

Secondo lei è solo una fortuita "coincidenza" che la visita del Papa capiti due giorni dopo l’apertura dell’"Anno Sacerdotale"?

Interpreto questa circostanza come un segno. Paolo VI disse un giorno che Padre Pio ha una «clientela» mondiale, perché in fondo egli faceva le cose essenziali per un Sacerdote. Diceva Messa e confessava. E a questi che sono stati i due "poli" della sua vita è stato fedele fino all’ultimo. Nell’"Anno del Sacerdote", dedicato alla fedeltà al proprio "ministero", San Pio si affianca a San Giovanni Maria Vianney, per mettere in luce il carisma del Sacerdote "religioso", accanto a quello del Sacerdote "parroco".