LA CRISI IN MEDIORIENTE

RITAGLI   Il Papa: tutti in Terra Santa rispettino la vita   DOCUMENTI

Illusorio risolvere i problemi con la forza o unilateralmente.
«La Santa Sede segue con grande apprensione e dolore
gli episodi di crescente, cieca violenza».

Da Roma, Mimmo Muolo
("Avvenire’, 15/6/’06)

In Terra Santa va ripresa «con coraggio la via del negoziato». L'unica strada, afferma la Santa Sede, «che può portare alla pace giusta e duratura a cui tutti aspirano». È, invece, un vicolo cieco, come l'esperienza tragica di questi anni ha ampiamente dimostrato, l'illusione di risolvere i problemi ricorrendo all'uso della «forza» o «in modo unilaterale». È questa la netta presa di posizione del Vaticano di fronte all'escalation di violenza che sta nuovamente insanguinando la regione mediorientale. La Santa Sede l'ha resa nota tramite una dichiarazione del direttore della Sala Stampa, Joaquin Navarro-Valls, il quale ha anche sottolineato la vicinanza del Papa alle «vittime innocenti» e la necessità che le diverse parti in causa mostrino «il dovuto rispetto per la vita umana». «La Santa Sede - ha detto, infatti, Navarro - segue con grande apprensione e dolore gli episodi di crescente, cieca violenza, che insanguinano in questi giorni la Terra Santa. Il Santo Padre è vicino, in modo particolare con la preghiera, alle vittime innocenti, ai loro familiari e alle popolazioni di quella terra, ostaggio di quanti si illudono di poter risolvere i problemi sempre più drammatici della regione con la forza o in modo unilaterale». Di qui l'appello rivolto alla comunità internazionale «ad attivare rapidamente i mezzi necessari per la doverosa assistenza umanitaria della popolazione palestinese». La Santa Sede, prosegue inoltre la nota del direttore della Sala Stampa vaticana, «si associa nel sollecitare i responsabili di entrambi i popoli perché sia anzitutto mostrato il dovuto rispetto per la vita umana, specie quella dei civili inermi e dei bambini, e sia ripresa con coraggio la via del negoziato, l'unica che può portare alla pace giusta e duratura a cui tutti aspirano». La dichiarazione di Navarro giunge, dunque, quanto mai tempestiva, specie alla luce degli avvenimenti degli ultimi giorni. La nota, tra l'altro, è stata diffusa mentre a Parigi il premier israeliano Ehu d Olmert si sentiva rivolgere dal presidente francese Jacques Chirac la richiesta di una ripresa dei negoziati con l'Anp, ripresa considerata presupposto per il raggiungimento della pace. Per il resto la posizione vaticana non cambia rispetto al passato ed è in linea con quella della comunità internazionale che chiede il ritorno al dialogo. No alla violenza, no a soluzioni unilaterali, sì al negoziato. Preoccupazione e solidarietà, inoltre, per chi soffre. Tra questi ultimi vanno annoverati sia le vittime dirette della nuova spirale di sangue e i loro familiari, sia coloro che sono colpiti dal crollo dell'economia. È di martedì l'appello della Caritas di Gerusalemme che segnala come gli impiegati dell'Anp non ricevano da tre mesi gli stipendi (ne riferiamo più diffusamente a parte). Ecco, dunque, la forte sottolineatura del «dovuto rispetto per la vita umana, specie per quella dei civili inermi e dei bambini». E qui c'è anche il punto di contatto tra la parte più politica della nota (quella relativa alla necessità di tornare a trattare) con quella umanitaria. Perché violenza chiama violenza. E se non si depongono le armi, il dialogo non potrà essere avviato.