DAL VATICANO

RITAGLI    «Cristiani d’Oriente,    DOCUMENTI
custodi della prima luce del Risorto»

Il Papa in visita agli uffici del dicastero vaticano a loro dedicato,
nel giorno in cui ha annunciato la nuova guida.

Da Roma, Mimmo Muolo
("Avvenire", 10/6/’07)

Ha portato "in dono" la nomina del nuovo prefetto, monsignor Leonardo Sandri. Ha ringraziato le Chiese orientali «per la fedeltà pagata con il sangue». Ha rivolto un nuovo appello per la libertà religiosa delle comunità ecclesiali in tutte le parti del mondo. E ha detto di voler idealmente continuare «il pellegrinaggio al cuore dell'Oriente» dei suoi predecessori, anche al fine di camminare sulla via dell'unità con le Chiese ortodosse. Sono questi, in sintesi, gli elementi più importanti della visita che ieri mattina, subito dopo essersi congedato dal presidente americano George W. Bush, Benedetto XVI ha compiuto nella sede della "Congregazione per le Chiese Orientali", che si trova in via della Conciliazione, a due passi da piazza San Pietro.
Accolto al suo arrivo dal prefetto uscente della Congregazione, il cardinale Ignace Moussa I Daoud (al quale il Papa ha poi manifestato tutta la sua «gratitudine per il lavoro svolto con generosa dedizione in un compito tanto delicato») e dal segretario, monsignor Antonio Maria Vegliò, il Pontefice si è poi recato per una breve visita alla cappella del Santissimo Salvatore. Successivamente ha salutato i rettori dei "Pontifici Collegi e Istituti Orientali" di Roma e monsignor Cipriano Calderón Polo, preposto del Palazzo che ospita la Congregazione. Infine ha raggiunto la Sala di rappresentanza, dove ha tenuto il suo discorso.
«Questa visita - ha sottolineato - mi pone sulle orme dei miei venerati predecessori, Giovanni Paolo II e il beato Giovanni XXIII, che vennero personalmente a incontrare i superiori e gli officiali del dicastero. Con essa intendo inoltre simbolicamente continuare il pellegrinaggio al cuore dell'Oriente che Papa Giovanni Paolo II ha proposto nella lettera apostolica "Orientale lumen"». «La venerabile e antica tradizione delle Chiese orientali - ha aggiunto, infatti, il Pontefice - è parte integrante del patrimonio indiviso della Chiesa di Cristo». Per questo, Benedetto XVI, dopo aver ricordato che la nascita della Congregazione fu voluta 90 anni fa da Benedetto XV «per fugare il timore che gli orientali non fossero tenuti nella dovuta considerazione dai Romani Pontefici», ha voluto esprimere la sua gratitudine verso le Chiese al cui servizio il dicastero vaticano è posto.
«Oggi - ha detto - il Papa ringrazia nuovamente gli orientali per la fedeltà pagata col sangue, di cui restano pagine mirabili lungo i secoli fino al martirologio contemporaneo». Notazione questa che ha fornito al Pontefice l'occasione per un appello «a tutti i responsabili perché ovunque, dall'Oriente all'Occidente, le Chiese possano professare la fede cristiana in piena libertà» e affinché ai cristiani «sia concesso ovunque di vivere nella tranquillità personale e sociale» senza pregiudizio «per i loro diritti di credenti e di cittadini».
Infine Papa Ratzinger ha assicurato le Chiese orientali «di volere rimanere al loro fianco». E ha riaffermato «la profonda considerazione» verso di loro per il «singolare ruolo di testimoni viventi delle origini». Inoltre, poiché «senza un costante rapporto con la tradizione delle origini non c'è futuro per la Chiesa di Cristo» e poiché «sono in particolare le Chiese orientali a custodire l'eco del primo annuncio evangelico; le più antiche memorie dei segni compiuti dal Signore; i primi riflessi della luce pasquale e il riverbero del fuoco mai spento della Pentecoste» Benedetto XVI ha rivolto un pensiero anche agli ortodossi. «Anch'io, come i miei predecessori, - ha sottolineato - guardo con stima ed affetto alle Chiese dell'Ortodossia: "un legame particolarmente stretto già ci unisce. Abbiamo in comune quasi tutto e abbiamo in comune soprattutto l'anelito sincero all'unità". L'auspicio che sale dal profondo del cuore è che questo anelito possa presto trovare la sua realizzazione».