IL VIAGGIO IN AUSTRIA

Da venerdì a domenica la visita del Pontefice.
Molti i temi in «agenda», spiega il direttore della Sala Stampa vaticana:
dall’ecumenismo, al dialogo con l’ebraismo, alla solidarietà.

RITAGLI    Il Papa da Loreto a Mariazell:    DOCUMENTI
«Europa, guarda a Cristo»

Ratzinger «pellegrino» fra i venerati santuari mariani,
per rilanciare il Vangelo in società secolarizzate.

Il Santuario di Mariazell, in Austria.

Da Roma, Mimmo Muolo
("Avvenire", 5/9/’07)

Il rettore di Mariazell, padre Karl Schauer, non immaginava certo, tre anni fa, che invitando l'allora cardinale Joseph Ratzinger per le celebrazioni dell'"850° anniversario" del famoso santuario mariano stava in realtà invitando il futuro Pontefice. L'ex prefetto della "Congregazione per la dottrina della fede" rispose subito di sì, poiché era rimasto favorevolmente impressionato dall'atmosfera mistica del luogo. E una volta eletto Vescovo di Roma ha voluto mantenere la promessa. Sabato prossimo, dunque, sarà a Mariazell da Papa, proprio in occasione dell'importante anniversario, nell'ambito di una "tre giorni" in Austria (da venerdì a domenica) che comprende anche la tappa di Vienna e che per una felice coincidenza giunge ad una settimana esatta dall'incontro dell'"Agorà di Loreto", ai piedi di un altro importantissimo santuario mariano.
Sbaglierebbe, però, chi giudicasse questo nuovo viaggio del Pontefice fuori dai confini italiani come una questione esclusivamente austriaca. Il pellegrinaggio del Papa a Mariazell e la visita a Vienna si iscrivono, infatti, in un contesto ben più ampio, che proprio dalla collocazione geografica del Paese "mitteleuropeo" ricevono dimensione per lo meno continentale.
Ieri, in un "briefing" informale con i giornalisti, il direttore della Sala Stampa vaticana
padre Federico Lombardi ha fatto notare che il tema principale del viaggio ("Guardare a Cristo") - che non a caso riprende il titolo di uno dei libri di Papa Ratzinger - è stato scelto come base su cui innestare altri argomenti che stanno molto a cuore al Papa e alla conferenza episcopale locale. L'annuncio del Vangelo nella società secolarizzata, ad esempio, già toccato più volte anche nella visita dello scorso anno nella vicina Baviera, il dialogo "ebraico-cristiano" (il Pontefice renderà omaggio alla Juden Platz di Vienna, luogo che ricorda la persecuzione degli ebrei), l'ecumenismo (da Sibiu arriverà una candela speciale al Santuario, come a dire che la luce di Cristo è la stessa a Mariazell e nell'"Assemblea ecumenica europea"), le istanze internazionali (a Vienna Benedetto XVI parlerà al corpo diplomatico), la solidarietà (nel programma c'è anche un incontro con il volontariato, non solo di matrice cattolica) e l'incoraggiamento alla comunità ecclesiale austriaca (e in primo luogo ai consigli pastorali delle parrocchie, dopo la crisi degli ultimi tempi).
Circa un mese fa, proprio in merito a quest'ultimo tema, il
cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, parlando alla "Radio Vaticana", faceva notare: «Dopo anni molto difficili assistiamo ad una presa di coscienza, ad un senso del coraggio più esplicito da parte dei cristiani austriaci, che sentono sempre di più come questa nostra società abbia bisogno del Vangelo, della fede, della preghiera». Ma il porporato non nasconde i problemi. «A onor del vero, devo dire anche che non so se, di fronte a questa sfida, siamo all'altezza di quanto il Signore ci chiede e cioè andare avanti, uscire fuori dalle nostre comunità per dare testimonianza del Vangelo. Ma noi non siamo ancora abbastanza e sufficientemente missionari». Ecco perché l'arcivescovo di Vienna confida particolarmente nella visita del Papa. «Ci aspettiamo molto dell'incoraggiamento del Santo Padre, che in pratica viene per dirci: "Andate e rendete testimonianza della vostra fede"». E il fatto che la visita si svolge prevalentemente in forma di pellegrinaggio nel santuario mariano più famoso del centro Europa aggiunge significato all'evento: «La Madonna di Mariazell è una "odigitria", cioè indica il cammino». Guardare Cristo, appunto.