Inviata una
lettera ai vescovi di tutto il mondo.
La sfida: un «movimento di carità» che aiuti davvero i cristiani e, insieme,
promuova pace e giustizia per tutti gli abitanti della tormentata regione.
La Terra Santa chiama, i
cattolici rispondono
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La «Colletta del
Venerdì Santo»
a sostegno delle comunità cristiane, nei luoghi della vita terrena di Gesù:
il cardinale Sandri rilancia l’appello, a nome del Papa.
Da
Roma, Mimmo Muolo
("Avvenire",
16/2/’08)
Le diocesi di tutto il mondo sono
invitate a sostenere la comunità cattolica di "Terra
Santa". Il nuovo
appello, rivolto a nome del Papa, è contenuto in una "Lettera"
inviata dal cardinale
Leonardo Sandri ai
vescovi dei cinque continenti, in vista della tradizionale "Colletta"
del Venerdì Santo. Un’iniziativa, scrive il prefetto della
"Congregazione per le Chiese orientali" nella "missiva"
(pubblicata integralmente da "L’Osservatore Romano"), che «assume
uno speciale rilievo». Essa, infatti, «è collocata dai Sommi Pontefici in un
giorno tanto significativo per attestare la comune appartenenza alla Terra che
nel fluire della storia rimane la "silenziosa testimone della vita terrena
del Salvatore", secondo una felice espressione di Papa
Benedetto XVI».
Sandri auspica a tal proposito che l’invito «riceva costante accoglienza da
parte di tutte le Chiese locali, perché possa crescere il movimento di
carità» coordinato, «per mandato del Papa», dalla "Congregazione"
di cui è prefetto. Il fine della "Colletta" è infatti, quello di «garantire
alla Terra Santa, in modo ordinato ed "equo", il sostegno necessario alla vita
ecclesiale ordinaria e a particolari necessità». Tra «le urgenze da
affrontare», la "Lettera" ricorda «l’inarrestabile fenomeno dell’emigrazione,
che rischia di privare le comunità cristiane delle migliori risorse umane.
Nulla dobbiamo lasciare di intentato per garantire che, accanto alle
"monumentali" testimonianze storiche del cristianesimo, siano sempre
le comunità vive a celebrare il mistero di Cristo, nostra pace».
Per questo il porporato esorta alla preghiera «costante e tenace» per la pace.
È infatti «l’assenza di una stabile pace ad acuire nei "Luoghi
Santi" antichi problemi e povertà e a generarne di nuovi. I cristiani che
vi abitano – scrive Sandri – meritano, pertanto, la prioritaria attenzione
della Chiesa cattolica e delle altre Chiese e comunità ecclesiali, le quali
hanno sempre bisogno del vivente carisma delle origini e della singolare
vocazione ecumenica e "interreligiosa" di cui essi sono portatori».
Attraverso i risultati della "Colletta", dunque, «la comunità latina
raccolta attorno al "Patriarcato
di Gerusalemme"
e alla "Custodia Francescana", ma anche le altre Chiese orientali
cattoliche, secondo prudenti e collaudate norme pontificie, potranno beneficiare
della carità di tutti i cattolici, non in termini occasionali, bensì con la
sufficiente sicurezza e continuità che consenta di guardare con speranza al
futuro». Gli effetti, però, non si limitano alla comunità cattolica. Tramite
essa, infatti, ricorda ancora la "Lettera", «la carità si espanderà
senza distinzione religiosa, culturale e politica, soprattutto a favore delle
giovani generazioni che, per citare solo il più apprezzato tra i servizi ad
esse offerti, potranno continuare ad usufruire della qualificata e diffusa opera
educativa cattolica».
Il cardinale conclude «presentando, fin da ora, la profonda gratitudine del
Santo Padre per il sostegno a una causa di così vitale importanza per la Chiesa
e per l’umanità. È un grazie condiviso – scrive – dalla nostra
Congregazione e da tutte le Comunità latine e orientali di Terra Santa».
In effetti costante è stata, specie negli ultimi tempi, l’attenzione di
Benedetto XVI alle necessità di tali Chiese. Il 9 giugno 2007, durante la
visita alla "Congregazione per le Chiese Orientali" nel 90° di
fondazione, auspicò: «Possano le Chiese e i discepoli del Signore rimanere là
dove li ha posti per nascita la "Divina Provvidenza"; là dove
meritano di rimanere per una presenza che risale agli inizi del cristianesimo.
Nel corso dei secoli essi si sono distinti per un amore incontestabile e
inscindibile alla propria fede, al proprio popolo e alla propria terra». A
distanza di pochi giorni, poi, per altre due volte – il 17 giugno da Assisi
e il 21 giugno 2007, nel corso dell’udienza alla "Riunione
Opere Aiuto Chiese Orientali"
("Roaco") – il Papa ripeté il suo appello per la pace in Medio
Oriente.
I sussidi vengono distribuiti alle diocesi, agli ordini religiosi e ad altre
istituzioni ecclesiastiche presenti in Libano, Siria, Iraq, Giordania, Egitto e
particolarmente in Israele e nei "Territori palestinesi". Nella
distribuzione degli aiuti, speciale attenzione viene data alle istituzioni
educative, quali le scuole cattoliche e l’"Università
di Betlemme".
Inoltre, nel corso del 2007, sono stati anche destinati 500mila dollari per la
realizzazione di dieci appartamenti a Betlemme e altri 500mila per la
ricostruzione di una scuola "melchita" a Maghar.