I VESCOVI E IL PAESE

Dalla difesa degli stipendi ai rischi dell’"eugenetica",
dalla sicurezza sul lavoro all’immigrazione:
così il Presidente della "Cei" invita l’Italia a un impegno condiviso a "360 gradi".
Benedetto XVI all’"Onu":
nella sua Prolusione, Bagnasco ha parlato del viaggio del Papa negli "Usa".

RITAGLI    Le sfide: "bioetica", educazione e società    DOCUMENTI

«Partecipare in nome del Vangelo al dibattito pubblico:
ecco ciò che non può mai essere scambiato per una minaccia alla "laicità" dello Stato»
«"Media" e "spazi digitali": siano bene pubblico».

Da Roma, Mimmo Muolo
("Avvenire", 27/5/’08)

Passate le elezioni, all’Italia serve ora «un periodo di operosa stabilità», per dare «risposte sagge ma anche sollecite» ai «grandi problemi che affliggono il Paese». Tra gli altri, l’emergenza rifiuti (per la cui soluzione occorrono «l’intervento delle autorità» e «la responsabile collaborazione delle popolazioni»), la difesa degli stipendi e delle pensioni dall’erosione del potere d’acquisto, il rilancio della famiglia, con iniziative volte a risolvere «l’emergenza abitativa» e a sostenere la maternità. E poi attenzione alla "bioetica", per evitare il rischio di derive "eugenetiche" (specialmente in merito all’applicazione della "Legge 40"), «fatti concreti» contro gli infortuni sul lavoro e misure che se da un lato assicurino la sicurezza dei cittadini, dall’altro evitino la "ghettizzazione" di chi arriva in Italia, dato che il fenomeno dell’immigrazione ha «dimensioni globali» ed è «emblematico della nostra epoca». Nella Prolusione (pubblicata oggi integralmente da "Avvenire") con cui ieri pomeriggio il cardinale Angelo Bagnasco ha aperto la "58ª Assemblea generale dei vescovi", hanno trovato posto anche i temi dell’agenda politica e sociale del Paese. Ma nelle 12 cartelle lette dal presidente della "Cei" nell’"Aula del Sinodo" in Vaticano – sede anche quest’anno dell’"assise" – ci sono molti altri temi: dall’emergenza educativa, alla "laicità" dello Stato, dalla dittatura del "relativismo", ai vent’anni del Documento "Sovvenire alle necessità della Chiesa", senza dimenticare le grandi emergenze ambientali e alimentari del "terzo mondo", definite dall’arcivescovo di Genova uno «"tsunami" silenzioso che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di quasi 100 milioni di persone».
In ambito politico e sociale, appare significativo l’invito alle forze politiche, «nei ruoli loro assegnati» dalla recente competizione elettorale, a tener conto del «fattore tempo». «Ci sono "lungaggini" e "palleggiamenti" che, oltre ad essere irrazionali e "autolesionistici" – ha detto Bagnasco – , offendono i cittadini, che attendono risposta in ordine ai beni essenziali alla vita e alla dignità umana». Il cardinale ha poi fatto riferimento all’iniziativa "Un fisco a misura di famiglia", che «negli ultimi mesi ha visto una larga mobilitazione» e che viene molto apprezzata anche dai vescovi.
«Se in questo ambito sociale chiediamo che si sviluppi una vera e larga premura – ha aggiunto il Presidente della "Cei" – , in quello confinante della "bioetica" auspichiamo una complessiva cautela, grazie alla quale gli elementi in gioco vengono sapientemente "soppesati", mettendo la comunità nazionale al riparo da iniziative "imprevidenti" e precipitose». In particolare, ha detto il porporato, «è da auspicare che i criteri ispiratori e le disposizioni della "Legge 40" non siano oggetto di interventi volti a stravolgere il punto di equilibrio raggiunto dal "Parlamento", e poi chiaramente confermato dall’esito "referendario", ma al contrario possano trovare piena attuazione in uno spirito di condivisa attenzione alla vita».
Su questo come sugli altri temi di attualità toccati dalla Prolusione, il cardinale Bagnasco ha tenuto a precisare che «la Chiesa non vuole imporre a nessuno una morale "religiosa"». «Esprimere liberamente la propria fede, partecipare in nome del Vangelo al dibattito pubblico, portare serenamente il proprio contributo nella formazione degli orientamenti "politico-legislativi", accettando sempre le decisioni prese dalla maggioranza: ecco ciò che non può mai essere scambiato per una minaccia alla "laicità" dello Stato. Né in America, né in Europa». Questo passaggio, infatti, era inserito nella parte dedicata dal Presidente della "Cei" al recente viaggio di
Benedetto XVI negli "Usa", esaminato nei suoi aspetti principali, non escluso il problema della "pedofilia". «Quell’"Io mi vergogno" con il quale il Papa s’è caricato dell’umiliazione e del dolore della Chiesa tutta per lo scandalo causato dai sacerdoti accusati di "pedofilia" – ha fatto notare l’arcivescovo di Genova – è stato come l’inizio della "rinascita", il "riavvio" di un cammino nuovo».
Più in generale Bagnasco ha ricordato i "guasti" compiuti nella società contemporanea dalla «dittatura del "relativismo"» e dal diffondersi del "nichilismo", specie tra i giovani. «L’esito finale» di questa cultura «è una sorta di grande "anestesia degli spiriti", incapaci di slanci e quindi inerti». Di qui la sottolineatura della necessità di dare risposta all’emergenza educativa, alla cui radice c’è «una crisi di fiducia nella vita». Questo è anche l’obiettivo di fondo, ha aggiunto il Presidente della "Cei", dei «percorsi di evangelizzazione ed educazione da proporre ai giovani», dei quali si occuperà anche l’"Assemblea" iniziata ieri. «Non vogliamo giudicarli – ha ricordato – , ma piuttosto dare loro fiducia. Sappiamo che sono profondamente buoni» e «alla ricerca di ideali non "fittizi"». Lo stesso "bullismo" «è anche segno di un vuoto dell’anima e un’implicita richiesta di aiuto». Perciò «il problema dei giovani sono gli adulti – ha concluso il "porporato" – . Essi non respingono l’autorità, cercano l’autorevolezza dei testimoni e dei maestri». Infine Bagnasco ha ricordato l’importanza dei "media", facendo riferimento ai 40 anni di
"Avvenire" e al servizio svolto da "Sat2000", e auspicando che i nuovi "spazi tivù" presto disponibili grazie alla tecnologia "digitale" «non diventino appannaggio delle "industrie pornografiche"», ma siano indirizzati a un «effettivo valore pubblico».